Le strade di Roma si colorano con il Gay Pride. Gli organizzatori: “Siamo 400mila”. Le adesioni di Regione Lazio, Roma Capitale e Cgil. C’è anche la Polverini per Forza Italia

Le strade di Roma si colorano con il Gay Pride. Gli organizzatori: “Siamo 400mila”. Le adesioni di Regione Lazio, Roma Capitale e Cgil. C’è anche la Polverini per Forza Italia
Cittadini comuni e politici: un concentrato di allegria, musica e colori tra parrucche e costumi la faceva da padrone sui carri che hanno sfilato ordinatamente e sonoramente lungo le strade della capitale.
 
Presenti Regione Lazio e Roma Capitale, Sinistra Italiana con Nichi Vendola, la Cgil con Susanna Camusso e Forza Italia con Renata Polverini
 
Dai diversi rappresentanti del Campidoglio (il vicesindaco Luca Bergamo e l’assessore allo Sport Daniele Frongia in testa) a quelli della giunta regionale, le adesioni di presidente e vicepresidente, da Susanna Camusso (Cgil) a Monica Cirinnà, madrina delle Unioni civili, a Nichi Vendola, a Renata Polverini per Forza Italia. Tante le personalità delle istituzioni, della politica, del sindacato e del mondo dell’associazionismo che hanno voluto dare la loro adesione alla ventiquattresima parata arcobaleno della capitale
Zingaretti: “Il Roma Pride regala a Roma una bella giornata. La Regione Lazio c’è, perché quando crescono i diritti stanno meglio tutti”. Smeriglio: “Quello della Regione Lazio è un lavoro costante, ormai abbiamo messo in campo da 4 anni di rapporto continuo col movimento Lgbt e di attenzione ai diritti civili, all’autonomia, alla consapevolezza anche all’espressione sessuale delle persone”. “Siamo qui ma non siamo solo qui, perché il pride è anche un po’ un momento di verifica delle politiche‎ messe in campo. Lo sguardo su questi temi deve essere sempre attento e preoccupato. Quello che si è conquistato – ha aggiunto – non vale per sempre ma va difeso, e poi c’è sempre un mondo di cose da fare. La presenza della Regione Lazio qui è importante anche per la volontà di cambiare le politiche nella direzione che il movimento indica tutti i giorni”. Bergamo: “È una festa di tutti e Roma è una città accogliente. Normalmente cito la dichiarazione diritti umani quando si parla di cultura ed una sfida che hanno tutti i governi in questo momento è quella di assicurare che i diritti di ciascuno siano rispettati e trovare equilibrio affinché più diritti possano coesistere”. Questo il saluto del vicesindaco di Roma, Luca Bergamo, che questo pomeriggio ha partecipato al Roma Pride per le vie della Capitale. 
“Al Roma Pride per continuare a sostenere la battaglia della comunità lgbt”, afferma Nichi Vendola, di Sinistra Italiana, parlando a margine del corteo che ha attraversato le vie di Roma. Lo comunica, in una nota, l’ufficio stampa di Sinistra Italiana. “Al Pride – prosegue Vendola – perché oggi più che mai c’è bisogno di lottare contro l’omofobia che è un delitto che colpisce soprattutto gli adolescenti. Al Pride contro il fanatismo e l’intolleranza per costruire la società dell’amore e delle diversità. Al Pride perché la politica possa imparare dalla vita”.
“La presenza della Cgil qui è perché nel mondo del lavoro non ci siano discriminazioni, ma è anche una presenza legata al fatto che i diritti sono un grande tema che riguarda tutte le condizioni, quelli civili ma grandemente anche quelle del lavoro. Siamo qui con il nostro slogan che è ‘sfida per i diritti'”, ha detto la segretaria della Cgil Susanna Camusso sfilando al Roma Pride dove è presente anche un carro della confederazione.
Polverini: “La libertà è un valore che deve attraversare tutte le forze politiche e sociali e l’intolleranza e l’omofobia non hanno diritto di cittadinanza in Italia. Seguo da sempre – scrive – le iniziative per l’affermazione dei diritti dei cittadini: l’ho fatto da presidente della Regione Lazio, lo faccio da parlamentare anche votando a favore – come ho fatto, insieme ad altri colleghi di Forza Italia – per la legge sulle unioni civili”. “Soprattutto voglio dare atto – ribadendo il suo appoggio – al grande e intelligente lavoro che alcuni amici – a partire da Fabrizio Marrazzo – stanno facendo in questa direzione con instancabile dedizione e con una sensibilità politica che fa onore alla loro battaglia”. “A volte i mezzi contano più dei fini e, anzi, li nobilitano: non c’è quindi bisogno di condividere tutto quello che il Gay Pride oggi esprime gioiosamente a Roma con questa manifestazione, per essere qui avvicinando – in qualche modo – le Istituzioni a persone che lottano democraticamente e pacificamente per i propri diritti” – conclude la deputata azzurra.
 
Tanti i cartelli e tra questi: “La mia libertà protegge la tua; sesso, razza, credo: bello perché vario…”
 
Tanti i cartelli esposti al corteo: ‘La mia libertà protegge la tua’; ‘Sesso, razza, credo: bello perché vario!; ‘Né Stato, né Dio sul corpo mio’. Poi, bandiere e cappelli arcobaleno che hanno colorato le strade di Roma in questo corteo di musica e balli.
 
Ad aprire la manifestazione il grande striscione con su scritto: “Corpi senza confini”
 
Ad aprire il corteo lo striscione con impresso lo slogan della nuova edizione: ‘Corpi senza confini’. “Perché vogliamo superare tutti i confini ideologici, morali, psicologici che ci chiudono nelle barriere dell’omofobia, lesbofobia, transfobia. Che ci chiudono nelle barriere della violenza di genere e in quelle fisiche e sanitarie, perché chiediamo che lo Stato intervenga con delle politiche di prevenzione sulle infezioni sessualmente trasmesse e soprattutto per una educazione alla cultura sessuale”, ha spiegato in una dichiarazione all’Adnkronos Sebastiano Secci, portavoce del Roma Pride, sottolineando che ‘Corpi senza confini’ sarà il nuovo grido di battaglia per i diritti e per il riconoscimento delle differenze di tutte le persone lgbti.
 
Quindici i carri che hanno attraversato le strade della capitale. Gli organizzatori: “Siamo più di 400mila”
 
Quindici i carri che hanno attraversato il centro della capitale passando a Piazza dei Cinquecento, Via Cavour, Piazza dell’Esquilino, Via Liberiana, Piazza Santa Maria Maggiore, Via Merulana, Via Labicana, Piazza del Colosseo, Largo Corrado Ricci e infine Piazza della Madonna di Loreto. Quando il corteo del Roma Pride è giunto a metà di via Merulana, gli organizzatori hanno annunciato la stima dei partecipanti: “siamo 400mila“, hanno gridato con orgoglio. Novità di quest’anno la presenza dell’Unione sindacale di base con una nutrita e colorata rappresentanza dei Vigili del Fuoco e il carro dell’ambasciata del Canada, con al seguito la delegazione del Quebec e le rappresentanze delle ambasciate di Australia, Spagna, Regno Unito e Germania. Poi il carro Degender-Communia, in rappresentanza dei collettivi e degli spazi sociali della Capitale, dell’universo composito dell’occupazione e dell’autogestione, del femminismo, del trans femminismo e del mondo queer. Il carro della Cgil che è da anni ormai presenza politica costante del Roma Pride. Il carro di Taffo Funeral Services, sponsor della manifestazione, che ha prodotto una sua campagna di comunicazione di sicure effetto: una lapide con un epitaffio, lo slogan ‘Seppelliamo l’omofobia’. Il carro Muccassassina, ‘We are the wonderland’, un tripudio di scenografie che richiamano la favola di Alice nel paese delle meraviglie con drag queen, gogo boys e animazione che richiamano il party finale di chiusura del Roma Pride al Gay Village. Partecipano inoltre alla sfilata i carri di Agedo, il mezzo elettrico che accompagna lo spezzone delle Famiglie Arcobaleno, di Arcigay Roma, dell’Associazione Hulahoop, il carro ‘Da vicino nessuno è normale’, il mezzo elettrico di New Citology, il carro del festival ‘Nostri i corpi nostre le città’, a dimostrazione dell’anima eterogenea che ogni anno vivacizza la manifestazione Roma Pride.
“Da 24 anni invadiamo gioiosamente le strade della capitale. È importante essere qui con noi oggi”, sottolinea ancora Sebastiano Secci. “Rivendichiamo con orgoglio la ‘carnevalata’, quella che spesso è la maggiore accusa che ci fanno i nostri detrattori“, aggiunge sperando di bissare i 700.000 partecipanti dello scorso anno. “La libertà di essere così come siamo e così come vogliamo ce la siamo guadagnata con anni e anni di lotta e invito tutti a venire al Gay Pride per conoscerci, perché la conoscenza è l’unico modo per superare la paura del diverso che crea dei mostri: omofobia, lesbofobia, transfobia”.
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