La manovra, con i voucher, varata alla Camera con 218 voti a favore e 127 contrari. Ora passa al Senato

La manovra, con i voucher, varata alla Camera con 218 voti a favore e 127 contrari. Ora passa al Senato

L’aula della Camera ha approvato il dl in materia finanziaria, con 218 sì, 127 no e 5 astenuti. A favore della manovra, che ora passa all’esame del Senato, hanno votato il Pd, Civici e innovatori, Des-Cd, Psi, Alternativa popolare (presenti solo Tancredi e Vignali perché in contemporanea al voto si è svolta la Direzione del partito). Contrari Mdp, Sinistra Italiana, M5S, Forza Italia, Fdi, Lega, Udc, Cor e Ala.

Le preoccupazioni maggiori di chi ha votato contro, tra cui anche Mdp, sono in particolare per la norma che di fatto reintroduce i voucher che, dice Gianni Melilla “ci auguriamo che vengano tolti in Senato. E in quel caso noi ripenseremo il nostro voto. Ma certo il vostro comportamento non ci induce verso alcun ottimismo”. Ma anche Nicola Fratoianni, di Sinistra Italiana, spiega che “col voto di stamane il Pd sancisce un furto nei confronti degli italiani: cancellata la possibilità di votare in un referendum abrogativo si avvalla invece il ritorno dei voucher sotto altro nome, che significano meno diritti e salari più bassi per i lavoratori”. C’è poi la questione delle clausole di salvaguardia, che al momento attuale prevedrebbe l’aumento dell’Iva a partire dal 2018, sebbene per la metà di quanto previsto: un punto e mezzo al posto di 3 punti, per una percentuale che salirà dunque al 23,5%. Si tratta di uno dei punti che non piacciono proprio alle opposizioni, ma è notizia proprio di oggi della richiesta da parte del ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan di uno “sconto” di 9 miliardi all’Unione Europa: un abbuono che consentirebbe all’Italia proprio di neutralizzare le clausole e l’aumento dell’Iva

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