La maledizione della Juve in Champions non si ferma. Battuta dal Real Madrid per 4 a 1 a Cardiff. 200 feriti a Torino per la psicosi da attentato

La maledizione della Juve in Champions non si ferma. Battuta dal Real Madrid per 4 a 1 a Cardiff. 200 feriti a Torino per la psicosi da attentato

Niente Triplete per la Juventus di Massimiliano Allegri. I bianconeri escono sconfitti dalla finale di Champions League del Millennium Stadium di Cardiff, battuti per 4-1 dal Real Madrid di Zinedine Zidane, che si conferma così sul tetto d’Europa. Avvio sicuro e brillante della Juventus, con Higuain desideroso di lasciare il segno. Al 3′ il ‘Pipita’ si avvita di testa su un cross di Mandzukic, al 4′ impegna in due tempi Navas con una sberla di destro. Il portiere dei Blancos strappa applausi al 7′, deviando con la mano aperta una conclusione da fuori di Pjanic. Le ‘Merengues’ si scuotono presto e, al 20′, vanno in vantaggio con Ronaldo, bravo ad iniziare e a chiudere l’azione con un tiro che finisce alle spalle di Buffon con leggera deviazione di Bonucci. Passano 7 minuti ed i bianconeri pareggiano: Higuain serve in area Mandzukic, che si esibisce in una grande rovesciata che beffa Navas per l’1-1. L’ultimo spunto del primo tempo è di Casimiro, che al 45′ mette fuori da distanza siderale.

Il Real è più arrembante ad inizio ripresa, con Buffon che, al 9′, deve distendersi per dire no a Modric. Al 16′, però, i campioni d’Italia capitolano con una conclusione da fuori di Casimiro resa imparabile da un tocco di Khedira. Tre minuti dopo è Ronaldo a chiudere i conti o quasi, facendosi trovare pronto nell’area piccola su cross al bacio di Modric. Sotto 3-1, la Juve perde la sua proverbiale grinta e non sa più risollevarsi. Ronaldo e Benzema si rendono ancora pericolosi, tra i piemontesi è il solo Alex Sandro a crearsi un’occasione con un colpo di testa che, al 37′, si spegne a lato di poco. Nel finale Cuadrado, appena entrato, rimedia una seconda ammonizione esagerata che lascia i suoi in dieci permettendo alle ‘Merengues’ di gestire il vantaggio e portare a casa la coppa.

L’incidente a piazza san Carlo a Torino: 200 feriti dovuti alla calca

Prima il tifo e la delusione, poi il panico improvviso e la paura. E’ una notte di caos e feriti, una notte da dimenticare quella di piazza San Carlo, nel pieno centro di una Torino vestita di bianconero per seguire dai macischermi la Juve nella finale Champions di Cardiff. Duecento i feriti, di cui due in codice rosso al pronto soccorso ma nessuno in condizioni gravi. Quando la squadra di Allegri aveva già ceduto il passo al Real, e la piazza abbandonato la speranza, all’improvviso il caos. “Urlavano e spingevano, ed è cominciato un fuggi fuggi generale”, dicono alcuni testimoni, alimentando le prime ricostruzioni che parlavano di falso allarme attentato. “Sembrava di stare all’Heysel”, l’oscuro pensiero di un anziano tifoso juventino presente in piazza, di fronte a quella folla che barcolla e poi dilaga, persona sopra persona. La dinamica e le prime testimonianze hanno subito fatto pensare all’equivoco terrorismo, qualcuno che ha urlato creando l’impressione di un attentato, fino a risvegliare gli incubi inconsci nei giorni del terrore globale. Poi, è emersa la dinamica: il cedimento di una ringhiera della scala del parcheggio al centro della piazza, i primi feriti, la gente che scappa, la psicosi che si diffonde per tutta la piazza che è da sempre il ‘salotto buono’ di Torino. Lì in migliaia erano arrivati tifosi da tutte le città italiane, Torino ma anche Verona, Trieste, Milano. E l’effetto dell’onda in preda al panico è stato terribile.  questura ha subito cominciato ad esaminare i filmati delle telecamere di sicurezza presenti nella zona. Ed è emerso che l’origine del caos era una ringhiera crollata, sotto il peso delle persone: questa la ricostruzione ufficiale, anche se qualcuno parla di un petardo scoppiato al centro della piazza, creando il vuoto via via come testimonia un video sui social. Causa o effetto che sia stato, da quel punto è stata psicosi pura. E panico.