La grande fuga di oltre 200 sudanesi dall’Italia alla Francia

La grande fuga di oltre 200 sudanesi dall’Italia alla Francia
Circa duecento migranti sudanesi accampati sulle sponde del torrente Roja, hanno lasciato la zona e si sono diretti verso il colle di Tenda, camminando sul greto del fiume per oltre cinque chilometri determinati ad arrivare in Francia. A guidare il gruppo di migranti ci sono alcuni giovani tedeschi. Una volta raggiunta la frazione di Calvo, il gruppo di migranti si è diviso: una ottantina di loro si è prima fermata nella vicina frazione di Torri, guardata a vista dalle forze dell’ordine.
L’altro gruppo di circa 250 persone ha invece proseguito alla volta di Olivetta San Michele, ultimo comune italiano al confine con la Francia, verso il valico di frontiera di Fanghetto, dove ad attenderli ci sono polizia, carabinieri e alcuni agenti della gendarmerie nationale francese. Questi ultimi, dopo una breve riunione con la polizia italiana, sono tornati oltre confine. Al loro posto, sta sorvolando la linea di confine un elicottero della la gendarmeria che si occupa del controllo del territorio. Il gruppo però non è mai arrivato a Olivetta: forse hanno scelto di imboccare i sentieri, ma al momento nessuno è in grado di dire dove si trovino.
 
Secondo quanto appreso, la decisione di mettersi in marcia sarebbe dovuta all’ordinanza firmata dal sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, che aveva predisposto per stamani la pulizia del greto del fiume Roja. Secondo la polizia i migranti nei boschi potrebbero aspettare l’arrivo della sera per provare a raggiungere il confine. Carabinieri e polizia, dopo un breve confronto con la gendarmerie nationale, si alternano nella sorveglianza del passo, a Olivetta, mentre un elicottero pattuglia la linea di confine. Non è escluso che dietro la decisione di lasciare il fiume Roja, ci sia l’ordinanza firmata dal sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano, che aveva predisposto per stamani la pulizia del greto del corso d’acqua. Da quanto emerso, i migranti che non hanno proseguito il cammino, hanno raccontato di non voler rimanere in Italia, ma di essere intenzionati a raggiungere la Francia per “avere una vita dignitosa”.