Ilva. Fiom, Fim e Uilm chiedono incontro urgente a Calenda per bloccare la procedura di assegnazione. AcciaItalia presenta il suo piano alternativo, con 9800 assunzioni

Ilva. Fiom, Fim e Uilm chiedono incontro urgente a Calenda per bloccare la procedura di assegnazione. AcciaItalia presenta il suo piano alternativo, con 9800 assunzioni

I segretari generali di Fim, Fiom e Uilm, Marco Bentivogli, Maurizio Landini e Rocco Palombella, hanno deciso di scrivere al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e al ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, in relazione alla vertenza Ilva, per richiedere la convocazione di un incontro preventivo alle decisioni che il governo dovrà assumere. “Ciò – si legge in una nota – al fine di poter esplicitare le valutazioni sindacali su una vicenda strategica per il paese e per il mondo del lavoro, quale quella dell’Ilva. Tutto ciò nel rispetto dei ruoli, delle prerogative e della normativa in essere”.

La lettera dei tre segretari era stata annunciata già in mattinata dal leader della Fim Cisl Rocco palombella, secondo il quale “i sindacati metalmeccanici nazionali chiederanno al ministro Calenda e ai commissari Ilva di non procedere lunedì ad alcuna assegnazione dell’Ilva”. Infatti, aveva aggiunto Rocco Palombella, “riteniamo la proposta di Arcelor Mittal troppo invasiva, non adeguata sul piano dell’occupazione e degli investimenti e perciò reputiamo necessario riflettere anche alla luce di quanto sta accadendo in queste ore, cioè il rilancio di AcciaItalia sulla parte economica e occupazionale. Sia chiaro – ha concluso – noi non parteggiamo per nessuna cordata ma chiediamo a questo punto che ci sia un supplemento di riflessione e di valutazione”.

Acciaitalia invia nuova offerta per Ilva, subito 9.800 assunti 

E come previsto dai sindacati, dopo il no dell’Avvocatura di Stato a un rilancio dell’offerta per l’acquisizione dell’Ilva, Jindal South West (JSW) e Delfin, secondo quanto si legge in una nota, ritengono che Acciaitalia “rappresenta quindi la visione di due imprenditori internazionali che nel loro fare impresa non hanno mai ridotto le attività, non hanno mai dichiarato esuberi ed hanno costantemente investito nel benessere e nella crescita dei propri dipendenti e delle comunità locali. Il piano industriale di Acciaitalia – si legge ancora – è un piano di sviluppo delle acciaierie Ilva con il fermo e impegnativo obiettivo di riportare al più presto la produzione dell’area a caldo ai suoi valori storici di circa 10 milioni di tonnellate, con l’impiego di tecnologie innovative, non ancora attuate in Europa, atte a determinare una sensibile riduzione degli impatti ambientali. Verrà in particolare data rilevanza agli investimenti innovativi e non ancora presenti in Europa in tecnologie a gas e elettriche che riducono l’uso del carbone, le relative emissioni e sono rispettose dell’ambiente”. Per la realizzazione del piano, continua la nota di AcciaItalia, “sono stati preventivati circa 3,1 miliardi di euro di investimenti, di cui: circa 1 miliardo a favore dell’ambiente da concludersi entro il 2021, in anticipo di due anni sulla prescrizione del Ministero; 1,1 miliardi per il rifacimento degli impianti attuali inclusa la riattivazione dell’Altoforno 5; 1 miliardo per la realizzazione di impianti di de-carbonizzazione volti all’espansione della capacità produttiva di ulteriori circa 5 milioni di tonnellate di colato mediante l’impiego di tecnologie innovative, quali l’utilizzo del forno elettrico alimentato a pre-ridotto, non ancora presente in Europa e a minore impatto ambientale”. AcciaItalia fa infine sapere che è stato presentato col piano anche l’impegno ad assumere immediatamente 9.800 dipendenti dei quali 2.000 impegnati nella realizzazione degli investimenti ambientali e industriali.