Il Senato vota la fiducia sulla manovra, 144 sì e 104 no. Ma 69 senatori (gran parte per il no) escono dall’Aula. Il duro commento di Susanna Camusso. Fabrizio Bocchino, SI: “anche su cultura e ricerca la manovra è una presa in giro”

Il Senato vota la fiducia sulla manovra, 144 sì e 104 no. Ma 69 senatori (gran parte per il no) escono dall’Aula. Il duro commento di Susanna Camusso. Fabrizio Bocchino, SI: “anche su cultura e ricerca la manovra è una presa in giro”

Via libera dal Senato alla fiducia sulla manovra correttiva. I voti favorevoli sono stati 144, quelli contrari 104 e un astenuto. Il provvedimento aveva già avuto il via libera della Camera, e diventa così legge. Sono stati, secondo quanto si apprende in ambienti parlamentari, 69 i senatori assenti durante l’approvazione, con la fiducia, della manovra. Sedici di Articolo1-Mdp, 13 di Forza Italia, 10 del gruppo Misto, 9 di Gal, 7 di Ala, 4 M5S, 3 autonomie, 2 i senatori del Pd (Tocci e Ruta), 4 Fl-Idea, 1 di Ap (Sacconi), ad astenersi il senatore Conti del gruppo Misto mentre un esponente di Ala non ha partecipato al voto, si apprende ancora. La fiducia è stata approvata con 144 sì e 104 contrari, mentre la maggioranza necessaria era pari a 125. Come si evince dai numeri, se invece di uscire dall’Aula i senatori contrari alla manovra avessero votato in coerenza con quanto avevano dichiarato, almeno alcuni, alla vigilia, la manovra sarebbe stata bocciata. Evidentemente, la tattica politica utilizzata con lo schermo della stabilità del governo Gentiloni ha prevalso sulle ragioni dei principi costituzionali calpestati dalla manovra, in particolare sulla questione del ripristino dei voucher, e del ceffone dato dalla maggioranza alla Cgil, nell’imminenza della manifestazione del 17 giugno a piazza san Giovanni. Ci si chiede con quale coerenza i senatori che hanno assunto quella incomprensibile decisione, che pure hanno aderito alla manifestazione, potranno presentarsi sabato a piazza san Giovanni.

Da Susanna Camusso parole dure come pietre: “si violano le regole della democrazia, governo e forze politiche confermano di non avere coraggio a discutere apertamente di lavoro”

Le parole di Susanna Camusso, segretario generale della Cgil, a commento dell’approvazione della manovra, sono dure come pietre. “Hanno sbagliato”, dice Susanna Camusso, a margine della presentazione alla Camera dei Diari di Bruno Trentin,  “ancora una volta si violano le regole della democrazia, non si rispetta il diritto di voto dei cittadini, anzi si determina un vulnus e una conferma di un governo e forze politiche che non hanno il coraggio di discutere apertamente nel Paese dei temi del lavoro”. Da parte sua, la Cgil, che sabato scende in piazza, continua la mobilitazione: “Continueremo- sottolinea Camusso- sul versante del rispetto dell’articolo 75 della Costituzione, perché c’è un’indebita abrogazione dei referendum invece che delle norme e sul fronte della Carta dei diritti e del contrasto alla precarietà”. Infine, chiarisce Susanna Camusso, “Come sempre la nostra piazza è aperta, siamo contenti per chi ci sarà e dispiaciuti per chi non ci sarà”, a proposito delle numerose adesioni a sinistra alla manifestazione di sabato contro la reintroduzione dei voucher, a cui pare però non parteciperà Giuliano Pisapia. Già prima del voto, la Cgil in una nota diffusa i mattinata su Rassegna.it aveva annunciato come sarebbero andate le cose in Senato. E aveva affermato che la partita era chiusa dal momento che Mdp aveva annunciato l’assenza dal voto in Aula.

Alessia Petraglia, Sinistra Italiana: “votiamo contro la manovra e saremo in piazza il 17 con la Cgil”

“Il gruppo di Sinistra Italiana voterà contro questo decreto in modo chiaro e coerente e saremo in piazza il 17 giugno insieme con la Cgil”, ha detto in Aula al Senato la senatrice Alessia Petraglia (SI) intervenendo in dichiarazione di voto sulla fiducia alla manovrina. La parlamentare ha accusato la maggioranza di essere “in perenne campagna elettorale” e di aver partorito “non una manovrina, ma un mostro giuridico eterogeneo” che “lascerà il segno per la grave scelta di reintrodurre i voucher”. Una scelta che Petraglia ha definito non solo “antidemocratica”, un “grave precedente anticostituzionale”. “Siamo di fronte – ha sottolineato – ad un arrogante esercizio del potere”.

“Al ladro! Hanno rubato il referendum sui voucher, i diritti, il lavoro”, afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, che spiega: “Per paura del voto democratico, il governo era intervenuto nei mesi scorsi con un decreto in cui aboliva i voucher, salvo poi reinserirli quasi di nascosto, proprio il giorno prima della data in cui era stato indetto il referendum. Ancora una volta, quindi, le questioni del lavoro hanno a che fare con la democrazia, con l’agibilità degli spazi democratici per i lavoratori, per i più deboli della nostra società, cui il Partito Democratico, in buona compagnia delle destre, ha progressivamente sottratto diritti e potere contrattuale”. La nota prosegue: “Sinistra Italiana, i suoi parlamentari e i suoi militanti saranno sabato in piazza con la Cgil, ancora più decisi nel continuare la battaglia per il lavoro e per la democrazia. Perché vengano riconosciuti i diritti dei lavoratori e perché venga riconosciuto il diritto a potersi esprimere per quei milioni di cittadini cui è stata sottratta la possibilità di scegliere e di decidere, con un abile trucco da maghetti. C’è l’urgenza di riaprire una nuova stagione- conclude Fratoianni- che sia in grado di fornire le risposte giuste a queste domande. Che sia in grado di restituire dignità, reddito, diritti e tutto quanto è stato tolto alla parte più numerosa del nostro Paese, da un’oligarchia composta dal potere economico e da un potere politico genuflesso”.

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