Gallerie realizzate con lo sputo, sequestrato il più grande cantiere del Nord Italia. Raccapriccianti le intercettazioni della Gdf

Gallerie realizzate con lo sputo, sequestrato il più grande cantiere del Nord Italia. Raccapriccianti le intercettazioni della Gdf
Il più grande cantiere del Nord Italia è stato ‘congelato’ da magistratura e Guardia di Finanza. Il mega scavo del Tenda Bis a Limone, nel Cuneese, è sotto sequestro: si tratta del raddoppio della vecchia galleria di fine ‘800, che per motivi di sicurezza, dal 2011, si poteva attraversare solo a senso unico alternato. Si è trattato di un intervento non rinviabile, viste le acquisizioni documentali e le intercettazioni messe agli atti dagli investigatori. Nel fascicolo i dialoghi di alcuni professionisti parlano a chiare lettere di lavori assolutamente fuori norma. Di gallerie in cemento armato dove pioveva dentro, malgrado i nuovi interventi di consolidamento. “Guarda che la strada prima o poi si muove, e si spacca tutto” – si legge nelle trascrizioni delle intercettazioni , che poi prosegue e chiama in causa anche la Francia: “Ah, deve essere il lato dove abbiamo fatto la fondazione”, geograficamente nel territorio francese. A quel punto anche il Procuratore di Nizza, competente sull’opera, non ha potuto far altro che ‘allungare’ il sequestro, anche alla sua parte di galleria. Chiari gli inquirenti: “Abbiamo agito per evitare un disastro- ha detto il procuratore capo della Repubblica a Cuneo, Francesca Nanni. Poi l’operazione che si è sviluppata a partire dall’alba del 24 maggio, quando la Guardia di Finanza di Cuneo, sotto la costante direzione della locale Procura della Repubblica, ha avviato una serie di operazioni polizia ch si sono concluse con l’esecuzione di 9 misure cautelari restrittive della libertà personale (tra cui 5 arresti domiciliari e 4 obblighi di dimora), e la notifica di 17 avvisi di garanzia, nei confronti di alcuni personaggi coinvolti a vario titolo.
Indagati e ai domiciliari tutti, o quasi, i responsabili del grande cantiere
 
Destinatari delle misure coercitive sono Antonino Froncillo, direttore tecnico di cantiere e dipendente della Grandi Lavori Fincosit S.p.A.; Antonio Palazzo, capocantiere e dipendente della Grandi Lavori Fincosit S.p.A.; Luigi Mansueto, operaio di cantiere e dipendente della Galleria di Tenda S.c.a.r.l.; Nunziante De Rosa, operaio di cantiere e dipendente della Grandi Lavori Fincosit S.p.A; Vincenzo D’Amico, direttore dei lavori Anas. Per tutti è stato disposto il regime cautelare degli arresti domiciliari. Obbligo di dimora, invece, per Claudio Eusebio, responsabile area cantieri del Nord Italia per la Grandi Lavori Fincosit SpA e SergioScarpelli, contabile di cantiere della Grandi Lavori Fincosit SpA. A Domenico Belcastro, consulente esterno della Italconsult SpA e Giovanni Di Chiara, anch’egli consulente esterno della Italconsult SpA è stato invece notificato il divieto di dimora.
Sequestrato l’intero cantiere, sia nella parte italiana che in quella francese
L’attività, svoltasi necessariamente anche sul territorio francese con il supporto della Gendarmeria di Marsiglia – a seguito di rogatorie internazionale richiesta dalla Procura della Repubblica di Cuneo alla Procura di Nizza – ha consentito, oltre ad eseguire misure cautelari personali, di sottoporre a sequestro probatorio l‘intero cantiere su entrambi i versanti, nonchè il complesso delle opere di contenimento antistanti il tratto di tunnel attualmente utilizzato dagli utenti stradali. L’operazione trae la propria origine, nel mese di settembre 2016, da un serrato controllo economico del territorio attuato in modo permanente dal Corpo, da una meticolosa analisi della documentazione acquisita nel corso dei controlli amministrativi esperiti sui versanti di transito e da una rilevante attività di intelligence compiuta dal Nucleo Mobile della Compagnia di Cuneo. Tale raccolta d’informazioni ha portato alla luce un sistema di vendita occulto di manufatti in ferro e acciaio destinati alla costruzione della nuova galleria del Tenda, provenienti dal cantiere ubicato a Limone Piemonte.
Provvidenziali le intercettazioni telefoniche delle Fiamme Gialle
I successivi riscontri effettuati sul territorio, suffragando le iniziali ipotesi investigative mosse dai militari della caserma Cesare Battisti, consentivano di avviare le operazioni tecniche di intercettazioni telefoniche grazie alle quali è stato possibile contestare ad alcuni soggetti operanti nel cantiere l’esecuzione di numerosi e reiterati delitti contro il patrimonio, in particolare l’illecita sottrazione per la successiva rivendita di una serie di manufatti ed elementi strutturali in metallo (centine, piedritti, tondini zigrinati, micropali ed altri profilati) necessari per l’esecuzione a regola d’arte del nuovo tunnel; fra tali soggetti, ricoprenti incarichi direttivi e non, risultavano sia dipendenti della società consortile esecutrice dei lavori che dipendenti della società aggiudicataria dell’appalto (Grandi Lavori Fincosit spa). In tale contesto, venivano altresì raccolti gravi elementi sulla realizzazione di una serie di condotte fraudolente ai danni del cantiere su entrambi i versanti: condotte riconducibili ai reati di frode nelle pubbliche forniture.
Trascurati i progetti esecutivi con l’utilizzo di manufatti di bassa qualità e aggirando i controlli
Secondo gli investigatori, una pluralità di opere e di lavorazioni sono state eseguite secondo modalità difformi al progetto esecutivo, utilizzando materiali e manufatti di bassa qualità, con la complicità di chi era deputato a controllare il corretto avanzamento dei lavori. Nello specifico, limitatamente al periodo delle indagini, è stato possibile accertare la sottrazione di 200 tonnellate di materiale ferroso dal cantiere, corrispondente ad un valore quantificato in oltre 100mila euro, che poi è stato rivenduto a soggetti raccoglitori di metallo operanti nelle provincie di Cuneo e Torino, procurando in tal modo un indebito guadagno alla compagine criminale. Tutto ciò previa compilazione di Formulari di Identificazione Rifiuti recanti dati incompleti, falsi o comunque idonei a celare la proprietà dei suddetti manufatti. Scopo dei servizi nello specifico settore è quello di contrastare le forme più gravi di truffa, frode e sperpero di denaro pubblico, garantendo la corretta e completa destinazione delle risorse stanziate rispetto agli obiettivi prefissati dall’organo competente.