Emergenze di Roma Capitale, vergognosa assenza del governo al tavolo di confronto con sindacati, Regione, Comune e Cciaa. Fassina: “Indignato”

Emergenze di Roma Capitale, vergognosa assenza del governo al tavolo di confronto con sindacati, Regione, Comune e Cciaa. Fassina: “Indignato”
Doveva essere il vertice del confronto tra parti sociali, organi politici legislativi ed esecutivi, e rappresentanze delle imprese, come la Camera di Commercio. Tutto è andato bene, il tavolo si è aperto, le solite frizioni tra Regione Lazio e Comune di Roma, le proposte e l’attenzione di Cgil, Cil e Uil, ma la porta si è chiusa ed all’interno mancava probabilmente l’attore più atteso: il governo centrale. Strano, a volte parlar male degli altri, come più volte è stato fatto nei dintorni e dentro Palazzo Chigi, si ritorce contro. Non è chiara la motivazione che ha portato il governo a disertare il tavolo chiesto dai sindacati: motivi di opportunità politica, domani ci sono i ballottaggi, impedimento personale del sottosegretario Angelo Rughetti, fatto sta che l’uomo di spicco del governo Gentiloni non è mai arrivato e dunque, probabilmente l’interesse su Roma è ridotto al lumicino, visto che l’attuale amministrazione è nemica giurata del Pd e dunque perché onorarla di una presenza e magari essere costretti a raccogliere le reprimende dei sindacati e della Camera di Commercio che poi rappresenta migliaia di imprese, micro, piccole, medie e grandi? Incomprensibile ai più e soprattutto un nuovo strappo, non tanto con la Raggi, quello è ormai consumato da tempo, ma con i sindacati che invece hanno il diritto di avere a cuore le sorti economiche e sociali di una città che si chiama Roma. Escluso il governo, che come detto si è defilato, passiamo agli altri protagonisti.
 
Sei punti fondamentali scritti dai sindacati e destinati a far ripartire l’economia capitolina
 
Si trattava, come avevano indicato i sindacati, di un’iniziativa basata su sei punti fondamentali per ridare centralità alla capitale e alla sua Città metropolitana e lavorare insieme per il bene comune, riunendo intorno allo stesso tavolo soggetti istituzionali, sociali, culturali ed economici della capitale. All’incontro  nella sede istituzionale della Camera di Commercio (Il Tempio di Adriano ndr), erano stati invitati, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti e la sindaca di Roma, Virginia Raggi ed il padrone di casa il presidente della Camera di Commercio di Roma, Lorenzo Tagliavanti. Sei, come detto, i punti d’intervento individuati: politiche per lo sviluppo e la legalità, riorganizzazione della macchina pubblica, politiche del welfare, della disabilità e abitative, mobilità, rifiuti e riorganizzazione delle partecipate, periferie, politiche di bilancio, fiscali e tariffarie. Punti sui quali è stato redatto un documento unitario da parte dei sindacati e che è stato consegnato a Comune di Roma e Regione Lazio e solo inviato, vista l’assenza al governo, al fine di stimolare iniziative concrete e a breve termine.
 
Cgil, Cisl e Uil: “Esistono urgenze non più rinviabili. È ora di agire ed è l’ora di tutti”
 
Più che chiari i segretari di Cgil (Azzola), Cisl (Terrinoni) e Uil (Civita): “Esistono urgenze non più rinviabili. Non servono parole, è ora di agire ed è l’ora di tutti. Perché solo uniti si potrà riuscire a far ripartire una capitale nota oramai più per le sue mancanze che per le bellezze che la caratterizzano. Il fascino dei monumenti, della nostra storia si perde purtroppo nelle istantanee del degrado che abbiamo intorno, nei disservizi e nelle mancate infrastrutture. Chi non si unisce è contro il cambiamento, è contro Roma”.
 
Nella capitale chiuse 1600 attività in 5 anni e investimenti in calo del 75%
 
“Una città che in 5 anni ha visto chiudere 1600 attività commerciali, a volte rimpiazzate da outlet temporanei. Una capitale che in 5 anni ha visto calare gli investimenti del 75%”. Questa la fotografia di Roma scattata dalla Uil nel corso del confronto pubblico ‘Si muove la città, ricominciamo’. Per il segretario della Cgil Roma e Lazio Michele Azzola “l’obiettivo è l’apertura di un tavolo con il governo: le uniche leve per i progetti industriali sono in mano al governo di questo paese. Il sindaco e il presidente di Regione ci dicono che sono pronti a collaborare. Anche noi riteniamo che sia venuto il momento del coraggio: chiediamo al governo di recuperare l’assenza di oggi e di convocare un tavolo sulla deindustrializzazione di questa città”. “Dobbiamo sostenere le startup, favorire il loro sviluppo a costo zero per i primi anni. Nello scorso anno Milano ha visto la nascita di circa 900 startup, a Roma sono state solo 350”, ha detto il segretario della Cisl di Roma e Rieti, Paolo Terrinoni.
Raggi: “Spiace non vedere oggi qui il governo, ma ringrazio il presidente Zingaretti per aver accettato il confronto”
 
Poi gli attesi interventi degli amministratori di Comune di Roma e Regione Lazio. La Raggi, assente il governo, è immediatamente passata all’incasso, anche se ha evitato di scivolare in vistose polemiche: “C’è uno squilibrio di base che va colmato con strumenti speciali. Roma Capitale ha un numero di strade sterminate rispetto a altre città, con circa 3 milioni di residenti che pagano le tasse per 4,5 milioni di persone” che vivono nella città. “Il mio compito è ricostruire una città devastata”. Poi l’affondo: “Spiace non vedere oggi qui il governo, ma ringrazio il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per aver accettato il confronto e i sindacati con i quali abbiamo avviato già un lavoro con Fabbrica Roma e che oggi ci hanno riunito qui dando seguito a quel protocollo”, ha detto la sindaca di Roma Virginia Raggi nel corso del suo intervento. “Lo dico senza difficoltà, abbiamo raccolto una sfida complessa e l’abbiamo raccolta con molta consapevolezza. Per noi – ha aggiunto Raggi – è stato importante riuscire a ricominciare dal rimettere a posto i conti. Con la chiusura del bilancio nei tempi siamo riusciti a riprogrammare, quindi a indire le gare, e abbiamo ottenuto una premialità di 15 milioni. La programmazione va incontro a chi prima veniva schiacciato da logiche diverse dalle gare”. La capitale “è una città di tutti e tutti devono poter lavorare e investire a Roma anche se c’è uno squilibrio di base tra residenti e popolazione effettiva, che effettivamente deve essere colmato. La coesione tra tutte le parti sociali quindi è fondamentale per le sfide che abbiamo davanti”.
 
La sindaca: “Il trasporto pubblico è una grande ferita per come è stato gestito, ma c’è una norma che ci impone di metterne a gara una parte…”
 
“Il trasporto pubblico è una grande ferita, soprattutto per come è stato gestito, però c’è una norma che ci impone di metterne a gara una percentuale, quindi quello noi dobbiamo fare. Proprio ieri in giunta abbiamo approvato una memoria affinché questa parte che viene messa a gara non sia più affidata ad un solo soggetto, che può fare il bello e il cattivo tempo, ma venga affidata a due soggetti diversi, affinché nessuno possa trattare i lavoratori e gli utenti come sono stati trattati fino ad adesso”.
 
Zingaretti: “Nessuno scontro istituzionale. Un errore pensare che maggioranze di governo automaticamente corrispondano ad uno scontro istituzionale”
 
Poi la parola è passata a Zingaretti che non ha neppure nominato il governo, probabilmente per non dare ulteriore ossigeno alla sindaca Raggi, diventata protagonista della scena: “Non esiste alcun problema di scontro istituzionale. Non è questo il problema, questo problema non esiste. È un errore pensare che maggioranze di governo automaticamente corrispondano a scontro istituzionale”. Poi il presidente della Regione è entrato nel merito: “La sanità della città di Roma, con la stabilizzazione che la Regione ha previsto, fa di questa il più importante motore di stabilità occupazionale che la città conosce da molti anni, anche sulla parte degli investimenti infrastrutturali che faranno del Policlinico Umberto I il più grande cantiere edile del centro sud Italia con 260 milioni di investimenti. Martedì – ha aggiunto Zingaretti – chiudiamo l’ultima tranche degli investimenti sanitari nel Lazio che porteranno nel Lazio, ma a Roma principalmente, cantieri di edilizia sanitaria per oltre 250 milioni”. “Inoltre sono aperti con il comune tavoli tecnici molto importanti sul futuro della città sul Santa Maria della pietà e del Forlanini. Due grandi giganti che grazie al recupero urbano e fondi pubblici rimarranno a vocazione pubblica”. Ed ancora sui rifiuti: “Ci sono dei dati di non condivisione. Sicuramente quello dei rifiuti. È noto che ci sono opinioni molto diverse sulla credibilità e la fattibilità del piano del comune, ma che non hanno mai comportato nelle relazioni istituzionali un approccio censorio o di negazione di responsabilità”.  Zingaretti ha poi aggiunto, con un filo di tono polemico, su una grande questione che in questi giorni investe la capitale: “Tutte le richieste avanzate da Roma Capitale per far fronte alla gestione dei rifiuti sono state accolte. Il fatto che una città di quasi tre milioni di abitanti non conferisce un grammo di materiale trattato nel suo territorio e colloca i suoi rifiuti trattati in tutto il Lazio, in mezza Italia e in Europa, penso sia un problema. Perché i cittadini che abitano in altri comuni non possono essere considerati i depositari all’infinito del materiale che proviene da questa città”. “Perché una cosa è l’orgoglio che però non deve diventare un atto di arroganza”, ha concluso Zingaretti.
 
Tagliavanti (Cciaa): “Dal 2011 perso il 9% della ricchezza prodotta e di questi punti ne abbiamo recuperato solo lo 0,5%”
 
“Questo dibattito è un dibattito sullo stato della città e sul suo futuro, che è una cosa che sta a cuore a tutti noi. Lasciatemi fare rapidamente il punto sulla situazione economica della nostra città. Voi sapete che la seconda parte della crisi, quella dal 2011, ci ha colpito duramente. il problema non è soltanto che c’ha impoverito, ma che ha abbattuto una serie di condizioni che tradizionalmente hanno creato benessere per i nostri cittadini. Dall’edilizia, alla contrazione della spesa pubblica in una città che in quanto capitale vede concentrate una serie di funzioni dello Stato, alla drastica diminuzione dei consumi delle famiglie. Quindi la città si è trovata con la crisi di tre elementi che tradizionalmente la hanno arricchita. Che cosa ha significato questo in termini di numeri?” ha chiesto retoricamente Tagliavanti, che si è poi risposto così: “Noi abbiamo perso il 9% della ricchezza prodotta, ma la cosa grave è che di questi nove punti, abbiamo recuperato solo lo 0,5%”. “Poi – ha continuato il presidente della camera di commercio – esistono alcune situazioni di paradosso. In questo momento a Roma gli occupati sono aumentati addirittura dell’11,8% così come sono aumentate le imprese di 58mila unità. Questo significa che per produrre meno siamo di più”. Tagliavanti ha poi spiegato: “Ci siamo spartiti la povertà. Le imprese che nascono sono a bassa produttività e i lavori che impieghiamo sono piccoli lavori, lavoretti appunto, con stipendi sotto i mille euro. Tutto questo significa che il nostro sistema produttivo, si sta sgretolando”. “Il problema vero non è che le imprese se ne vanno, ma perché lo fanno, ovvero perché non abbiamo un sistema attrattivo” ha sottolineato il presidente della camera di commercio, che poi ha concluso così: “Roma non è solo un problema dei romani, perché se la capitale va male allora varrà lo stesso per i romani, ma anche per tutto il Paese”.
 
Bergamo (vicesindaco Roma Capitale): “Serve un confronto serio su cosa significhi essere capitale”
 
“In passato il governo ha messo a disposizione risorse speciali” per Roma. “Serve un confronto serio su cosa significhi essere capitale e sul perché è nell’interesse del Paese che la capitale sia oggetto di interventi e di un sistema di norme speciali come molti hanno detto. E’ ora che questo venga detto insieme: da amministrazioni diverse, parti datoriali e rappresentanti dei lavoratori. Qui c’è una convergenza importante su questo tema”, ha detto il vicesindaco e assessore alla Cultura di Roma, Luca Bergamo, a margine della sua partecipazione al confronto organizzato dai sindacati presso il Tempio di Adriano. “L’iniziativa di oggi – ha aggiunto – con tutti attorno ad un tavolo per Roma non è una cosa secondaria. Un pezzo di città con responsabilità ha spiegato che le difficoltà della città non sono responsabilità di un anno di amministrazione ma di un periodo. Non si tratta di tavoli bilaterali ma un ragionamento molto più ampio”.
 
Fassina (SI): grato ai sindacati ed alla Camera di commercio. Deluso ed indignato per l’assenza del governo”
 
“Sono grato ai sindacati e alla Camera di commercio per aver promosso un incontro che sollecita tutti i livelli di governo ad assumere Roma come questione nazionale. Sono invece profondamente deluso e indignato con il governo che boicotta un evento come questo”. Così il parlamentare e consigliere capitolino Stefano Fassina ha commentato l’assenza del sottosegretario Angelo Rughetti all’evento RicOMinciAmo, promosso da Camera di commercio e sindacati al tempio di Adriano. “È un messaggio politico molto grave – ha proseguito Fassina – vuol dire che il governo continua a fare di Roma un uso a fini elettorali. Siamo nelle mani di irresponsabili”.
 
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