Dopo la sconfitta nei ballottaggi, nel Pd volano gli stracci. Abbiamo vinto, dice Renzi. No, abbiamo perso, urlano le minoranze e il segretario dell’Emilia

Dopo la sconfitta nei ballottaggi, nel Pd volano gli stracci. Abbiamo vinto, dice Renzi. No, abbiamo perso, urlano le minoranze e il segretario dell’Emilia

 I ballottaggi non sono andati sicuramente bene, anche se meglio di come descritto dai media, ma dato che ormai si voterà nella primavera prossima c’è tempo per recuperare: queste le parole d’ordine che nel cuore della notte lo stesso Matteo Renzi ha lanciato per ridurre il peso della sconfitta. Però il “congresso” deve essere chiuso recita ancora il messaggio che Matteo Renzi ha lanciato ai suoi. Solo nel pomeriggio di lunedì il segretario Pd era al Nazareno, per una lunga riunione con i fedelissimi, a partire dal vice Maurizio Martina e dal responsabile Enti locali Matteo Ricci, i due che da domenica sera sono stati incaricati di andare in tv a commentare i risultati del voto.

Solo nel pomeriggio di lunedì, Renzi raggiunge la sede del Nazareno, per dettare la linea

“Renzi? E’ tranquillo – spiega un membro della segreteria che ha parlato oggi con i giornalisti -. Non ha mai dato grande peso politico a questo voto. Certo, se si fosse votato a settembre sarebbe stato diverso, ma votando a primavera è convinto che non ci saranno contraccolpi, che davanti abbiamo tutto il tempo di recuperare”. Certo è che, è l’input di Renzi, bisogna cambiare registro e smetterla di parlare di coalizioni e alleanze. “Dobbiamo ripartire dal Pd – spiega infatti Ricci – basta con i tatticismi, parliamo dei problemi degli italiani, dei tanti temi che interessano i cittadini: economia, lavoro e sviluppo”. Non a caso, oggi, Renzi, dopo il post su Facebook della notte in cui parlava di risultato “a macchia di leopardo”, non è tornato sulle amministrative, salvo postare un grafico di Youtrend da cui emerge che il Pd ha vinto nella maggioranza dei Comuni sopra i 15 mila abitanti (67 contro i 59 del centrodestra). Il segretario ha invece dedicato un lungo post alla “Terrazza” di lunedì, dedicata al bonus diciottenni, “un piccolo simbolo della nostra direzione di marcia”. Come dire: il “caso” amministrative è chiuso, parliamo di contenuti senza continuare a tenere aperto un congresso che è finito con un risultato netto.

Andrea Orlando lancia a sfida a Renzi, ma viene tacitato da Matteo Orfini, in una grottesca gara su ciò che è sinistra

Ma il caso non è affatto chiuso per la minoranza interna, che anzi aumenta il fuoco contro il segretario. Per Andrea Orlando, infatti, non si può parlare di “risultato a macchia di leopardo” perché “è stata una sconfitta”. Per il ministro della Giustizia (che sabato sarà a Roma alla manifestazione di Giuliano Pisapia) “il Pd isolato politicamente e socialmente perde quasi ovunque. Cambiare linea. Ricostruire il centrosinistra subito” aprendo un “tavolo”. E in discussione c’è anche la leadership. “Se si costruisce un campo di forze politiche sulla base di una proposta diversa – ha detto – credo che abbiamo possibilità di vincere. Dopodiché, empiricamente verificheremo” chi può essere il candidato premier. Un intervento, quello di Orlando, che irrita la maggioranza Dem, che risponde ironicamente con un tweet del presidente Matteo Orfini. “La nuova linea è Renzi convochi subito il tavolo del centrosinistra!. Favoriamo immagine per facilitare il lavoro. #ancheno”, scrive, allegando una infografica che mostra il tavolo dei tantissimi leader della coalizione elettorale che condusse al secondo governo Prodi. Anche perché, è la convinzione di Orfini, che è quella anche di Renzi, il “modello Pisapia”, quello di una coalizione larga con un candidato lontano dal segretario, ha portato alla sconfitta più bruciante, quella di Genova.

Mdp e Sinistra Italiana: “Pd sfibrato”, “Caporetto vera e propria”

Se il risultato elettorale riaccende le tensioni interne al Pd, la sinistra ne approfitta per attaccare i Dem e Renzi. “Il centrosinistra a trazione Pd esce sfibrato, stanco, perdente”, afferma il capogruppo di Mdp alla Camera Francesco Laforgia, mentre per il segretario di Sinistra italiana Nicola Fratoianni il voto è stato “una vera e propria Caporetto per il Partito democratico di Matteo Renzi”. Se Renzi non prevede contraccolpi per il Pd, la maggioranza Dem si dice anche certa che le amministrative non porteranno a ulteriori difficoltà per il governo Gentiloni. Dopo il Consiglio dei ministri che ieri ha dato il via libera al salvataggio delle banche venete, oggi il premier è intervenuto alla presentazione di Open Meter di Enel e nel pomeriggio, a Palazzo Chigi, ha incontrato il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. “Prosegue l’impegno per Amatrice e le zone terremotate”, ha poi twittato Gentiloni.

Sandra Zampa contro Orfini: “non hai capito il senso del termine coalizione”. Cesare Damiano: “convocare subito Direzione”

“Non so cosa abbia traumatizzato così tanto il presidente del Pd, Matteo Orfini. Pensavo che a tanti anni di distanza dalle sue esperienze passate come collaboratore di D’Alema avesse finalmente capito il senso della parola ‘coalizione'”, afferma con durezza in una nota Sandra Zampa, deputata del Partito democratico, prodiana di ferro. “Mi dispiace – prosegue – che Orfini non abbia compreso l’autentico ruolo del Pd, che non ha mai avuto la vocazione a giocare in solitudine in un campo regolato dal proporzionale ma è nato come un partito promotore di un progetto generale che pensa se stesso come il cuore e il baricentro del centrosinistra”. Cesare Damiano va giù ancora più duro: “Il risultato di queste amministrative porta in un’unica direzione: ha vinto il partito dell’astensionismo. Se durante il primo turno abbiamo avuto una affluenza del 58% e durante il ballottaggio si è scesi al 46.02%, allora il problema non è solo la sconfitta del centro-sinistra, che mi pare evidente, bensì la tenuta del sistema di partecipazione alla democrazia”. Inoltre, aggiunge Damiano, “Si tratta ora di capire se il PD è in grado di essere protagonista di un processo di aggregazione del centro-sinistra largo ed inclusivo”. Pertanto, cnclude, “alla luce dei risultati di queste elezioni amministrative credo sia giusto che il segretario del PD convochi tempestivamente una Direzione straordinaria per valutare il voto amministrativo e per arrivare alla condivisione di un programma e di un’alleanza di centro-sinistra”, conclude.

Il segretario regionale dell’Emilia Romagna, Calvano, ammette la batosta, 5 sconfitte su cinque ballottaggi

“Una sconfitta. E per imparare qualcosa dalle sconfitte bisogna innanzitutto riconoscerle”, tuona il segretario regionale dell’Emilia-Romagna Paolo Calvano. “Abbiamo perso in una tornata di ballottaggi in cui partivamo all’opposizione in tre comuni su cinque, Parma, Vignola e Riccione e governavamo a Piacenza e a  Budrio – prosegue -. Sono elezioni amministrative che hanno avuto come sfondo un quadro nazionale non semplice, sia dal punto di vista politico che da quello sociale. E di questo bisogna tenere conto”.  Infatti, prosegue, “Abbiamo provato in ogni modo a mettere delle pezze a queste situazioni, ma sempre pezze sono. Già questa settimana – annuncia Calvano -riunirò i segretari provinciali e i gruppi dirigenti del PD dell’Emilia-Romagna. Dobbiamo rilanciare il nostro profilo riformista, di cambiamento, la nostra capacità di parlare con le persone, di praticare e trasmettere buone attività di governo. Il PD è e resta il baricentro del centrosinistra italiano. Quando è unito. Se non siamo in grado di essere davvero una squadra, restiamo dei singoli destinati alla sconfitta”.