Consip. Battaglia parlamentare sui vertici dopo le dichiarazioni di Marroni ai magistrati. Mdp presenta una mozione di rottura

Consip. Battaglia parlamentare sui vertici dopo le dichiarazioni di Marroni ai magistrati. Mdp presenta una mozione di rottura

Le mozioni sul caso Consip appariranno sul sito del Senato in serata. Il Pd ritiene inutile ora una discussione dal momento che due membri della società si sono dimessi facendo decadere di fatto l’intero Cda. Ma l’ad Marroni non intende dimettersi, dando spazio così alle forze dell’opposizione di chiedere che venga fatta chiarezza. Anche Alternativa popolare nella sua mozione invoca dall’esecutivo chiarimenti per una conduzione non chiara della Consip e auspica l’azzeramento dei vertici, ma i centristi – al contrario di Mdp – non fanno riferimenti al sottosegretario Lotti, lasciano alla magistratura il compito di indagare.

Il Pd sotto scacco appare isolato e punta alla manovra tattica

In ogni caso il Pd rischia l’isolamento nella richiesta di far decadere le mozioni, perché “è venuto meno il motivo del contendere”. Gli alfaniani infatti non dovrebbero appoggiare questa richiesta anche se non appaiono disposti, così come FI, a votare la mozione del Movimento dei democratici e progressisti. Il tentativo di evitare il voto sulle mozioni, soprattutto se non dovesse arrivare una richiesta di slittamento dei tempi, potrebbe andare a vuoto. Da qui i timori dem: non tanto per i numeri che comunque non sono ‘blindati’, quanto per il rischio che a pochi giorni dalle amministrative i riflettori si accendano di nuovo su una vicenda che Renzi e i suoi considerano chiusa per quanto riguarda eventuali coinvolgimenti di esponenti del governo ma non su come si è sviluppata.

Enrico Rossi, governatore Toscana ed esponente di Mdp: “con chi si schiera il Pd? Con Lotti o con Marroni?”

“Marroni afferma una cosa e Luca Lotti ne afferma un’altra: credo che il governo si debba prendere la responsabilità di dire apertamente a quale versione dà fiducia”, ha affermato Enrico Rossi (Mdp), presidente della Regione Toscana, a proposito della vicenda Consip. “Come ho già ripetuto altre volte, in Consiglio regionale mi verrebbe chiesto questo, e non mi sarei potuto sottrarre”, ha aggiunto, a margine della presentazione del libro ‘Gang bank’ di Gianluigi Paragone.

Per il presidente Pd Orfini si tratta di una manovra quasi eversiva

“C’è – calca la mano Orfini – un’indagine in corso che sta rivelando sorprese, con meccanismi quasi eversivi, con pezzi di apparati dello Stato che falsificano le prove per cercare di fare arrestare il padre dell’ex premier”. La mina è la mozione di Mdp che secondo il Pd certifica ancora una volta come non ci sia più una maggioranza a sostegno dell’esecutivo. Il Movimento dei democratici e dei progressisti chiede al governo, oltre che revocare l’incarico all’amministratore delegato Consip, Marroni e procedere a nuove nomine dei vertici della Consip, anche di “valutare la sospensione delle deleghe al ministro dello sport Luca Lotti fino al chiarimento della vicenda che lo vede coinvolto perché il Governo deve potere operare al riparo da ombre su comportamenti non irreprensibili dei suoi componenti, per potere portare avanti i suoi impegnativi obiettivi”.

La mozione di Sinistra Italiana appoggiata dai 5Stelle chiede una “verifica dei criteri degli appalti”

M5s non presenterà mozioni ma si aggancia a quella di ‘Idea’ (“Bisogna fare chiarezza”, insiste Quagliariello) e di Sinistra italiana che, tra l’altro, chiede “una verifica dei criteri degli appalti”. Il Pd teme manovre di ‘accerchiamento’, domani il gruppo di Ap valuterà il da farsi ma al momento non ci sarebbe l’intenzione di ritirare la propria richiesta di chiarimenti anche se per il capogruppo dem Zanda il dibattito, dopo le dimissioni dei consiglieri Ferrara e Ferrigno, è superato. “Si è già votata una mozione di sfiducia contro il ministro Lotti e l’Aula l’ha sonoramente bocciata”, ricorda il renziano Marcucci.

Pd e alfaniani ritrovano solo in serata un’intesa firmano una mozione molto generica che spinge il governo a cambiare i vertici Consip

In serata giunge la notizia di una ritrovata intesa tra democratici e alfaniani, al punto da predisporre una nuova mozione del tutto generica. In vista della discussione di domani mattina al Senato sulle mozioni riguardanti i vertici di Consip, i gruppi parlamentari del Pd, di Ap e delle Autonomie hanno predisposto il testo di una mozione, primi firmatari Zanda, Mancuso e Zeller, che sostituisce quelle che Pd e Ap avevano presentato nei giorni scorsi. Dopo una serie di premesse e considerato “che il 17 giugno 2017, due rappresentanti del ministero dell’Economia e delle finanze, Luigi Ferrara e Marialaura Ferrigno, componenti del Consiglio di amministrazione, hanno rassegnato le proprie dimissioni” e che “a seguito di questa decisione il Consiglio di amministrazione è decaduto”, la mozione impegna il governo “a procedere in tempi celeri e solleciti al rinnovo dei vertici della Consip, nel rispetto delle modalità previste dalla vigente normativa, scelti tra personalità di alto profilo e competenza, al fine di garantire la piena funzionalità della società e il raggiungimento degli importanti obiettivi ad essa affidati”.