Comunali. Sud. A Palermo si conferma Orlando per la quinta volta. A Lecce interrotto il ciclo della destra che vince al primo turno. A Taranto ballottaggio. Il flop dei grillini anche al Sud

Comunali. Sud. A Palermo si conferma Orlando per la quinta volta. A Lecce interrotto il ciclo della destra che vince al primo turno. A Taranto ballottaggio. Il flop dei grillini anche al Sud

Il dato più significativo in Sicilia, che ha una valenza nazionale, è la vittoria al primo turno, con oltre il 46% dei consensi, nonché la riconferma del sindaco uscente di Palermo, Leoluca Orlando, che ha avuto la meglio su Fabrizio Ferrandelli candidato dei “coraggiosi” e sul grillino Ugo Forello. Orlando ha superato il 40 per cento delle preferenze, quota che per la legge siciliana consente l’elezione al primo turno. Mentre a Trapani, sconvolta dalle inchieste giudiziarie, si andrà al ballottaggio tra Mimmo Fazio e Pietro Savona, quest’ultimo sostenuto tra gli altri dal Pd. È rimasto fuori dalla sfida, con grande sorpresa, il senatore Antonino D’Alì. A contendersi il posto di sindaco saranno il deputato regionale Girolamo Fazio, che ha ottenuto il 31,79% delle preferenze, pari a 10.566 voti; e Pietro Savona del Pd che ha ottenuto il 26,27% pari a 8.732 voti. Si è fermato al 23,46% (7.797 voti) invece il senatore di Forza Italia Antonio D’Alì, davanti al candidato del Movimento 5 Stelle Marcello Maltese fermatosi al 16,77% (5.574 voti). Sono questi i risultati delle elezioni amministrative nei due principali capoluoghi di provincia dell’isola, dove si è votato in 128 comuni. Unico comune denominatore la sconfitta del M5s. E lo spoglio che ha proceduto a rilento. Ancora i dati in diversi comuni non sono definitivi. È il caso di Termini Imerese, in provincia di Palermo, dove si andrà al ballottaggio tra Francesco Giunta del centrodestra e Vincenzo Fasone, che ha avuto la meglio per soli 40 voti sul candidato Armando Di Liberto del M5s, che ha annunciato ricorso ed il riconteggio delle schede. Invece, con grande sorpresa, a Lampedusa il sindaco uscente Giusi Nicolini è stata battuta da Salvatore Martello, detto Totò, che ritorna sullo scranno di primo cittadino dopo 15 anni.

Catanzaro, sfida tra Abramo, centrodestra, e Ciconte, centrosinistra

Sarà fra Sergio Abramo, sindaco uscente e candidato del centrodestra, e Vincenzo Ciconte, consigliere regionale, già vicepresidente della Giunta ed esponente del Pd, sostenuto dal centrosinistra, la sfida finale per la conquista del Comune di Catanzaro. Nel capoluogo della Calabria si andrà al ballottaggio fra 15 giorni alla luce dei dati ormai consolidati che vedono i consensi di Abramo attestati intorno al 40% e quelli dello sfidante principale oltre il 31%. L’altro dato evidente è l’alta affluenza alle urne, pari al 72,47% degli aventi diritto, la percentuale più alta in Italia, sebbene al di sotto di quella registrata 5 anni addietro, che fu pari al 75,83%. Una partecipazione comunque considerevole, probabilmente dovuta anche al richiamo esercitato dal gran numero di candidati al consiglio comunale, pari a 630, nelle 21 liste presentate a supporto dei quattro contendenti alla carica di primo cittadino. Fra le curiosità, quella rappresentata da una sposa che, in abito nuziale, si è presentata ieri, subito dopo la cerimonia, in un seggio del quartiere Santo Janni, alla periferia est della città. Sul piano più strettamente politico, è da segnalare il risultato di Nicola Fiorita, espressione di tre liste civiche, che ha riportato quasi il 23% dei suffragi. Il clamoroso sorpasso nei confronti di Ciconte indicato dagli exit poll e dai primi dati provenienti dai seggi, non c’è stato ed è sfumato man mano che il conteggio delle schede andava avanti. Bianca Laura Granato, candidata dei Cinque Stelle, ha riportato il 6% dei voti. Si va al ballottaggio anche a Palmi, nel Reggino, Paola ed Acri, nel Cosentino.

Taranto, al ballottaggio, Baldassarri, centrodestra, e Melucci, centrosinistra. Il flop dei grillini

In Puglia, il dato di Taranto indica il ballottaggio tra Stefania Baldassari, direttrice del carcere di Taranto in aspettativa, a capo di una coalizione civica con la partecipazione di Forza Italia e Direzione Italia presentatisi in edizione locale, e Rinaldo Melucci, imprenditore del porto, a capo di un raggruppamento di centrosinistra con un importante riferimento nel Pd. Il terzo posto se lo contendono, divisi da un’incollatura, Francesco Nevoli, dei Cinque Stelle che è stato sostenuto direttamente da Beppe Grillo che ha partecipato ad una iniziativa nei giorni scorsi a Taranto, e Mario Cito, del movimento civico Antenna Taranto sei, figlio di Giancarlo, già discusso sindaco e ex-deputato. Non si afferma a Taranto la linea alternativa, protestataria e di discontinuità rappresentata nell’ordine dai candidati sindaco Nevoli, Cito e dall’ambientalista Vincenzo Fornaro, quest’ultimo al momento di poco sopra il 9%. Così come non pagano coloro che hanno fatto una scelta dichiaratamente civica come l’ex procuratore di Taranto, Franco Sebastio, che aveva condotto l’inchiesta giudiziaria sull’Ilva, e Piero Bitetti, presidente del consiglio comunale di Taranto, entrato in rotta col Pd proprio sul tema della candidatura a sindaco. A Taranto ha votato poco più del 58% degli elettori, un dato in ribasso rispetto alle comunali di cinque anni fa. E tuttavia pur in un calo dei votanti, gli elettori tarantini sembrano aver scelto, mandando i rispettivi candidati al ballottaggio del 25 giugno, coloro che fanno riferimento ad opzioni politiche più strutturate, ovvero centrodestra con Baldassari e centrosinistra con Melucci.

Lecce, ballottaggio tra il centrodestra e il centrosinistra distanziato. S’interrompe il ciclo di vittorie al primo turno della destra

Lecce si avvia al ballottaggio del 25 giugno tra i candidati del centrodestra e del centrosinistra, Mauro Giliberti (attestatosi al 45,22% con 23.559 voti) e Carlo Salvemini (28,97% con 15.092), con l’incognita del terzo polo rappresentato da Alessandro Delli Noci (16,90% con 8.807 voti) e dal Movimento Cinque Stelle di Fabio Valente (6,33% con 3298 voti) che non vuol sentir parlare di apparentamenti. Per entrambi i candidati la partita è “tutta da giocare” e di certo per ora c’è solo che il centrodestra non ha incassato l’ipotizzata vittoria al primo turno, come accaduto da 19 anni a questa parte (con le due legislature di Adriana Poli Bortone e poi del suo delfino Paolo Perrone), e che il centrosinistra è stato aiutato dalla buona performance di Delli Noci, così come ha sottolineato il presidente della Regione, Michele Emiliano. Altro dato che salta agli occhi – dopo uno scrutinio durato quindici ore – è che il candidato del centrodestra Giliberti con il suo 45,22% ha incassato meno voti delle otto liste che lo sostenevano, che si sono attestate al 52,03%, segnale che molti elettori hanno scelto il voto disgiunto. A Salvemini invece e’ accaduto il contrario: al sindaco è andato il 28,97% e alle cinque liste il 24,62%. Tra i sostenitori di Salvemini spicca la performance non positiva del Partito Democratico (8,46%) superato dalla lista Lecce città pubblica (8,59%) collegata direttamente a Salvemini e formata per lo più da candidati della società civile. Molto buono invece il risultato di Direzione Italia, primo partito della città con il 17,45% e per il quale era candidato anche il sindaco uscente Paolo Perrone. Mentre sono rimasti sotto la soglia utile per entrare in Consiglio comunale Luca Ruberti di Lecce Bene Comune (1,66%) e Matteo Centonze di Casapound (1,02%). Il primo ha già negato che esista la possibilità di sostenere Salvemini al ballottaggio. Nel 2012 lo stesso Salvemini fu eletto consigliere comunale proprio nella lista di Lecce Bene Comune, ma i suoi ex compagni di partito ritengono ormai insanabile la frattura politica “con chi ha stretto un’alleanza con il Partito democratico”.

Nella provincia di Bari, quattro grandi comuni, Bitonto, Molfetta, Canosa e Terlizzi

In provincia di Bari, a Bitonto, popoloso comune noto per un meraviglioso olio di oliva, vince al primo turno il candidato Michele Abbaticchio, forte di ben 10 liste civiche, con il 60% dei voti, lasciando molto indietro il candidato del centrosinistra (una coalizione formata da Pd, socialisti, Sinistra Italiana e due civiche) con il 25%. A Molfetta, altro popoloso comune, si andrà al ballottaggio tra il candidato del centrosinistra col 45,72% (Pd più mezza dozzina di liste civiche), Tommaso Minervini, e la candidata del centrodestra Isabella De Bari con quasi il 30%. A Molfetta sarà decisiva nel ballottaggio la decisione sul voto che assumerà una forte coalizione a sinistra del Pd guidata da Giovanni Porta, che ha totalizzato quasi il 17% (formata da Rifondazione comunista, Sinistra Italiana e una civica, Democratici e Progressisti). Altra particolarità di questa parte della Puglia è il ballottaggio conquistato a Canosa dal candidato sindaco dei 5Stelle (uno degli 8 comuni in cui è accaduto), Roberto Morra, che con appena il 18% sfiderà il candidato del centrodestra Sabino Silvestri, forte di un 45%. Infine, ultima curiosità del luogo: a Terlizzi, città natale di Nichi Vendola, si sfideranno al ballottaggio il candidato del centrodestra, Gemmato, che ha ottenuto il 43% e quello di sinistra, Vitagliano col 28%. Decisivo al ballottaggio, il voto del Pd, il cui candidato è stato superato per soli 100 voti dal civico di sinistra Vitagliano.

In Basilicata sospeso lo scrutinio per irregolarità a Policoro, unico comune con popolazione superiore ai 15mila abitanti

In Basilicata si è votato in un solo comune con popolazione superiore ai 15 mila abitanti, Policoro. Non è possibile dire nulla del risultato poiché lo scrutinio è stato sospeso per un seggio in cui sono state riscontrate irregolarità, e i cui verbali sono stati trasferiti all’Ufficio elettorale centrale. In ogni caso, si profilerebbe un ballottaggio tra il candidato di centrosinistra e quello di centrodestra.

Campania, tutti in provincia di Napoli i grandi centri al voto, Acerra, Pompei e Pozzuoli. La prima volta delle liste DeMa, De Magistris, fuori dalla città di Napoli

In Campania, tra i comuni più popolosi, spiccano Acerra, dove è stato eletto al primo turno il candidato del centrodestra Lettieri; Pompei, dove al primo turno è stato eletto sindaco il candidato del Pd; Pozzuoli, dove al primo turno vince un altro candidato del Pd; Torre Annunziata, dove si dovrà effettuare il ballottaggio tra centrodestra e centrosinistra. Una particolarità del voto amministrativo nella provincia di Napoli è stata la presentazione di liste di candidati del movimento DeMa del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che in alcuni casi ha sfondato portando a casa risultati a due cifre.