Comitato per la democrazia costituzionale. No al finto sistema tedesco. Voucher, inaccettabile schiaffo alla democrazia. Con la Cgil il 17 giugno

Comitato per la democrazia costituzionale. No al finto sistema tedesco. Voucher, inaccettabile schiaffo alla democrazia. Con la Cgil il 17 giugno

Abbiamo sempre chiesto che la nuova legge elettorale venisse approvata da una ampia maggioranza del parlamento, questa condizione sembra avverarsi. La nuova legge elettorale ha un impianto proporzionale e anche questo è positivo ma non è il sistema tedesco come si vuole fare credere. In Germania la legge elettorale prevede che gli elettori possano votare in modo diverso, con due voti, uno per i candidati nel collegio uninominale e uno per le liste di partito del proporzionale. Nella proposta di cui si discute, invece, è previsto il voto unico, che di fatto premia i partiti più forti a danno dei piccoli, aggiungendosi alla soglia del 5%. Il voto unico condiziona fortemente la libertà di scelta degli elettori nel collegio uninominale, mentre nel proporzionale non vi è alcuna libertà di scelta perché si vota su liste bloccate. In sostanza i parlamentari saranno tutti nominati dai capi partito e gli elettori non avranno alcuna possibilità di scegliere i propri rappresentanti.

Chiediamo con forza che anche in Italia gli elettori possano votare come in Germania in modo distinto, con due voti e che le liste dei partiti non siano bloccate. Denunciamo con forza trucchi e storture di questa proposta di legge, difetti che non sono marginali ma riguardano aspetti che riteniamo fondamentali per un corretto rapporto tra eletti ed elettori. Per queste ragioni prenderemo tutte le iniziative necessarie per propugnare la modifica della legge elettorale in discussione.

Quanto alla reintroduzione dei voucher, non possiamo accettare schiaffi alla democrazia. Per questo invitiamo tutti ad aderire alla manifestazione nazionale promossa dalla Cgil il 17 giugno per denunciare il trucco di un governo e di una maggioranza che prima abrogano le norme sui voucher per paura di una nuova sconfitta referendaria e poi, scaduto il termine del referendum, li reintroducono facendosi beffe dei cittadini e della Costituzione.