Caso Regeni. Egitto consegna alla Procura di Roma atti incompleti degli interrogatori

Caso Regeni. Egitto consegna alla Procura di Roma atti incompleti degli interrogatori

Procede sempre faticosamente, a piccolissimi passi, la collaborazione tra la Procura del Cairo e quella di Roma che indagano sul sequestro di Giulio Regeni e sulle torture che hanno portato alla sua morte. La prima ha trasmesso all’altra una seconda tranche di atti relativi alla versione fornita da sette poliziotti che a suo tempo svolsero accertamenti sul conto del 28enne ricercatore di origine friulana, scomparso nella capitale egiziana il 25 gennaio del 2016 e trovato cadavere otto giorni dopo in una strada alla periferia della città. L’autorità giudiziaria d’Egitto, però, non ha dato la possibilità agli inquirenti italiani di assistere all’atto istruttorio né di porre eventuali domande agli stessi poliziotti (formalmente non indagati) in quanto la legge locale non lo prevede.

E così, il procuratore Giuseppe Pignatone e il pm Sergio Colaiocco, che nel pomeriggio hanno ricevuto a piazzale Clodio Paola e Claudio Regeni, i genitori di Giulio, assieme al legale Alessandra Ballerini per un aggiornamento dell’indagine, si sono dovuti accontentare di una sorta di nota riepilogativa di quanto fatto mettere a verbale dai poliziotti. Una prima parte della documentazione sollecitata per rogatoria dai magistrati romani era stata ottenuta in occasione dell’ultimo vertice, quello svoltosi al Cairo il 16 e 17 maggio scorso. Adesso è arrivata anche questa seconda parte, che però non risulta del tutto compoleta. L’auspicio dei pm di Roma è che a breve venga trasmesso dalle autorità egiziane anche una terza tranche di documenti, a cominciare dal verbale di interrogatorio del capo della National Security che indagò su Regeni pochi giorni prima della sua scomparsa e da quello reso a suo tempo dal poliziotto che nel marzo del 2016 effettuò la perquisizione nell’abitazione di colui che era stato ritenuto il leader di un gruppo criminale (poi massacrato) sospettato di rapinare e sequestrare cittadini stranieri.