Bruxelles. Attentato terroristico fallito alla stazione centrale. Ucciso l’autore

Bruxelles. Attentato terroristico fallito alla stazione centrale. Ucciso l’autore

Non sembra fermarsi l’ondata di attentati che continua a scuotere, una dopo l’altra, le città europee. Martedì sera è toccato a Bruxelles, a poco più di un anno dall’attentato del 22 marzo 2016. Allora fu insanguinato l’aeroporto di Zaventem e una fermata della metro che serve le sedi delle istituzioni europee. Anche stavolta è stato colpito uno snodo importante per i trasporti pubblici: la stazione ferroviaria centrale. L’attentatore, neutralizzato dalla polizia, ha preso di mira la Gare Centrale, che si trova proprio nel cuore della capitale e a pochi passi dalla celebre Grand Place, una delle più belle piazze del mondo che attira migliaia di turisti. Si è verificata un’esplosione, che secondo quanto riferiscono i pompieri della capitale del Belgio sarebbe stata comunque di piccola entità e non avrebbe provocato alcuna vittima.

Il presunto autore è stato ucciso da soldati belgi dopo un’esplosione nella stazione centrale della capitale. Verso le 20.50 di ieri i militari che fanno servizio di pattugliamento nella stazione, una delle più grandi del Belgio, hanno “neutralizzato con colpi d’arma da fuoco” un sospettato, ha precisato il portavoce della polizia Peter De Waele. Il suo decesso è stato annunciato poco dopo la mezzanotte dalla procura federale belga. Eric Van Der Sypt, portavoce di questa istituzione, ha spiegato che l’incidente è “considerato come un attacco terroristico”. Secondo un testimone, il sospettato ha gridato “Allah Akbar” (“Allah è grande”) poco prima dell’esplosione. Alle 23 di ieri l’uomo era ancora a terra, immobile. Gli artificieri verificavano l’eventuale presenza di esplosivo su di lui. Verso mezzanotte e quaranta munuti si è udita una piccola esplosione, preannunciata dal centro di gestione della crisi belga, che aveva evocato la “possibilità di un’esplosione controllata”. La stazione è stata chiusa dalle forze dell’ordine ed evacuata e questo ha provocato un “reale movimneto di panico”, secondo un portavoce di Infrabel, gestore della rete ferroviaria belga. “Gente attraversava i binari”, ha raccontato. Tutto il traffico è stato interrotto.

Esperti delle forze dell’ordine hanno cercato di capire se era ancora presente ulteriore materiale esplosivo, anche addosso al sospetto. La metro non si è più fermata alla stazione centrale, completamente evacuata, e diversi bus sono stati deviati. La situazione è stata seguita dall’unità di crisi nazionale (chiamata in inglese ‘crisis center’), che ha ospitato il primo ministro Charles Michel e il ministro dell’Interno Jan Jambon. Circa dodici mesi fa, il 22 marzo 2016, alle 8 del mattino, ci furono due esplosioni all’aeroporto di Bruxelles Zaventem. Un terzo uomo si fece esplodere su un treno del metrò vicino alla stazione Schuman, usata dai funzionari dell’Unione europea. I morti furono 35, compresi i tre attentatori. Gli attacchi furono rivendicati dallo Stato islamico attraverso l’agenzia di stampa Amaq.

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