Bagarre al Senato sullo Ius soli scatenata dalla xenofobia della Lega. La ministra Fedeli ferita al braccio. La Cgil: approvazione Ius soli è atto di civiltà

Bagarre al Senato sullo Ius soli scatenata dalla xenofobia della Lega. La ministra Fedeli ferita al braccio. La Cgil: approvazione Ius soli è atto di civiltà

Bagarre nell’Aula del Senato sullo Ius soli. A scatenarla la protesta della Lega nord, così violenta che il capogruppo Centinaio, aggrappatosi ai banchi del governo, e portato via da “7 commessi” è dovuto ricorrere al ghiaccio su una mano e si è fatto male anche al ginocchio, come racconta lui stesso alla buvette. “Prima gli italiani”, “stop invasione”, “No Ius soli” sono stati gli indecenti e xenofobi cartelli esposti in Aula dal Carroccio. Mentre il senatore Volpi è stato espulso per un “vaff..” verso la presidenza. Espulsione che ha ‘scatenato’ l’intervento, in punta di regolamento, di Roberto Calderoli, rivolto al presidente Grasso: “lei ha completamente disatteso quanto prevede il regolamento perché il senatore Volpi” espulso “è ancora presente quindi lei ha l’obbligo di sospendere la seduta. Le chiedo di ristabilire l’ordine sospendendo l’Aula”. E Grasso di rimando: “il senatore Volpi risponderà in sede opportuna di quello che ha commesso e revoco l’espulsione”. Calderoli non ha battuto ciglio: un presidente così, “la prenda con l’amicizia che ci lega, solo l’arbitro Moreno mi fa venire in mente”. Il siparietto non è terminato perché Grasso gli ha spiegato: “quando ci sono giocatori che fanno i falli e si nascondono è chiaro che l’arbitro poi può reagire in questo modo, quando si agisce in maniera leale l’arbitro è leale”. E ancora: “sono meravigliato che il senatore Volpi si sia espresso in quella maniera soprattutto nei miei confronti e non risulta nello stile del senatore che conosco io, con cui risulta un bel rapporto personale”. Nella bagarre scatenata dai senatori della Lega ha avuto la peggio la ministra Fedeli che è stata medicata nell’infermeria del Senato. Lei, raccontano alcuni esponenti Dem presenti nell’emiciclo, era ai banchi del governo quando i senatori della Lega sono arrivati di corsa “con i cartelloni e l’hanno spinta contro lo stesso tavolo e le sedie”. Secondo quanto si apprende le sarebbero stati messi dei cerotti e le sarebbero stati somministrati degli antidolorifici.

Su proposta della capogruppo di Sinistra Italiana, Loredana de Petris, il Ddl sullo Ius soli è stato poi incardinato nel calendario dell’Aula proprio per superare l’ostruzionismo della Lega, che ha presentato 8mila emendamenti. In questo modo, dal prossimo 20 giugno il Senato potrà discutere direttamente in Aula di Ius Soli, come richiedono tante organizzazioni e associazioni democratiche e cattoliche, dalla Cgil, alla Uil, alla Cei.

Giuseppe Massafra, Cgil: “l’approvazione dello Ius soli è atto di civiltà”

“L’approvazione della legge di riforma della cittadinanza è un atto di civiltà che non può essere ulteriormente rimandato”. Così Giuseppe Massafra, segretario confederale della Cgil. “Dopo quasi due anni dal via libera della Camera e a cinque anni dalla consegna delle firme raccolte da ‘L’Italia sono anch’io’ per il riconoscimento dei diritti di cittadinanza ai migranti, non si può più aspettare”, sottolinea Massafra.  “Finalmente – continua – oggi la legge è arrivata in aula al Senato, e pur avendo carenze e criticità, deve essere approvata rapidamente per permettere a circa un milione di ragazzi e ragazze di origine straniera di vedersi riconosciuta la cittadinanza italiana”. “Non è pensabile – sostiene – che prevalga quella parte di politica incapace di prendere decisioni perché viziata dalle pulsioni di chiusura, spesso xenofobe”. Per il segretario confederale della Cgil “lo Ius soli, che in questo provvedimento è previsto in una versione limitata, è il primo passo per una vera integrazione e inclusione non solo dei giovani nati sul territorio italiano, ma anche delle loro famiglie”. “I reali processi di integrazione – prosegue – contribuirebbero a diminuire le paure e le diffidenze presenti nella società”.

Monsignor Perego, presidente Migrantes: “nonostante la parentesi infelice al Senato, si facciano passi avanti sullo Ius soli”

Un “vergognoso” e “negativo” segnale oggi in Aula al Senato dove la discussione del ddl sullo ius soli si è trasformata in bagarre con tanto di ricorso all’infermeria da parte del ministro Valeria Fedeli. Lo denuncia monsignor Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara-Comacchio già direttore della Fondazione Migrantes della Cei. “Siamo davanti ad un segnale vergognoso e negativo – afferma all’Adnkronos il presule -. Si sta parlando di uno degli strumenti più importanti per favorire il cammino di rappresentanza di un mondo che cambia e in Aula si dà vita ad uno spettacolo davvero vergognoso”. Monsignor Perego si augura che malgrado la “parentesi infelice” a questo punto si faccia un passo in avanti: “mi auguro si arrivi all’approvazione dello ius soli per l’inclusione sociale e culturale di quelli che saranno i nostri futuri cittadini. Si tratta di una battaglia di civiltà e mi auguro che si possa fare al più presto un passo in avanti per il sistema Paese che deve ripartire da cose importanti”. La cittadinanza, una volta approvata, dati alla mano, dovrebbe riguardare “da subito 400 mila persone, Ma al di là delle cifre – osserva Perego – si tratta di un passaggio importante per il sistema Paese e quindi mi auguro che prevalga la responsabilità. Stiamo parlando dei cittadini del futuro”.

Nicola Fratoianni, segretario Sinistra Italiana: “i nostalgici delle leggi razziali sono ancora presenti”

“L’accoglimento da parte del Senato della nostra proposta di accelerazione nell’affrontare la legge sullo Ius Soli è un altro piccolo ma significativo passo in avanti per il riconoscimento di elementari diritti di civiltà per tanti nostri ragazzi e ragazze considerate cittadini/e di serie B. Sappiamo bene che la strada non sarà facile per ottenere negli ultimi mesi di questa legislatura una legge decente”. Lo afferma il segretario nazionale di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni. “Ci dispiace davvero – prosegue il segretario di SI – che nel terzo millennio non tutte le forze politiche vogliano riconoscere diritti sacrosanti, e facciano sceneggiate indecorose nelle aule parlamentari o scoprano all’ultimo momento la propria contrarietà, solo per interessi di bottega elettoralistica. Evidentemente, ed è triste assai – conclude Fratoianni – i nostalgici di leggi razziali sono ancora presenti nella società italiana”.