Università Statale di Milano. La protesta contro il numero chiuso di studenti e docenti delle facoltà umanistiche vince la prima battaglia

Università Statale di Milano. La protesta contro il numero chiuso di studenti e docenti delle facoltà umanistiche vince la prima battaglia

“Siamo entrati chiedendo che la discussione sul numero chiuso a studi umanistici non subisca forzature e che sia riportata al livello dei dipartimenti”. Così il Coordinamento Universitario Link in merito alla protesta di oggi all’Università Statale durante la riunione del Senato accademico sull’ipotesi di introdurre il numero chiuso per i corsi di laurea umanistici. “Nonostante il parere contrario al numero chiuso di tutti i dipartimenti umanistici interessati e la contrarietà espressa ieri dalla Facoltà di Studi Umanistici, oggi il rettore Vago ha imposto al Senato Accademico di votare il numero chiuso in tutti i corsi di laurea della Facoltà di Studi Umanistici. Centinaia di studenti, ricercatori e docenti hanno presidiato l’aula del Senato Accademico. Quando è apparsa chiara la volontà del Rettore di rifiutare ogni mediazione, gli studenti e le studentesse in presidio, insieme ai rappresentanti di Link – Studenti Indipendenti in Facoltà di Studi Umanistici sono entrati nell’aula del Senato, aperta dall’interno da alcuni senatori, per portare la voce propria e della facoltà. Il Rettore ha immediatamente sospeso la seduta” dichiara Andrea Torti, Coordinatore Nazionale di Link.

La protesta di oggi arriva dopo le lezioni in piazza tenute ieri da diversi docenti tra cui il Direttore del Dipartimento di Filosofia Professor Zucchi. “Chiediamo che la discussione sul numero chiuso a studi umanistici non subisca forzature e che sia riportata al livello di collegi didattici e dipartimenti che già si sono espressi contrari.” spiega Davide Quadrellaro, rappresentante nel dipartimento di filosofia per la lista Link – Studenti Indipendenti Statale che continua: “Noi siamo contrari al numero chiuso, non solo perché i test utilizzati per metterlo in atto risultano in ogni caso arbitrari ma soprattutto perché il numero chiuso è figlio di una logica che considera la formazione universitaria un privilegio per pochi piuttosto che un diritto di tutti e tutte.”

Alla protesta hanno partecipato oltre 500 studenti che hanno ascoltato gli interventi dei professori contro l’introduzione del numero chiuso a Lettere, Storia, Filosofia e Beni Culturali. Dopo alcune ore di presidio alcuni giovani hanno interrotto la seduta del Senato accademico. Il rettore ha sospeso la seduta del Senato, che sarà riconvocata.

Share