Una piccola luce sull’occupazione dalla Lombardia in uno studio congiunto Assolombarda-Cgil, Cisl e Uil

Una piccola luce sull’occupazione dalla Lombardia in uno studio congiunto Assolombarda-Cgil, Cisl e Uil
Dati positivi per l’occupazione in Lombardia e nel territorio di Milano, Monza-Brianza e Lodi: nel 2016 il numero di occupati aumenta, rispettivamente, di + 1,7% e di + 1,8%. In particolare, è l’occupazione a tempo indeterminato a fare da traino a questa crescita con il + 2,4% in Lombardia, che supera il trend italiano fermo al +1,9%. I dati emergono dall’11° rapporto “Il lavoro a Milano”, realizzato dalla collaborazione dei centri studi di Assolombarda e delle sigle sindacali Cgil, Cisl e Uil, presentato nelle sede di via Pantano. Anche sotto il profilo della disoccupazione i dati dell’ultimo anno di Milano e Lombardia sono incoraggianti rispetto al profilo nazionale: -7,6% di disoccupati in città (pari a 13mila milanesi) e -4,9% in Lombardia (18mila) rispetto al -0,7% italiano. Riprendono a lavorare anche i giovani tra i 15 e i 24 anni: il livello di disoccupazione giovanile, pur rimanendo ancora elevato, diminuisce in Lombardia del – 6,9%. Inoltre considerando la popolazione di pari età si è ridotto anche il numero dei Neet (Not in education, employment or training), la cui quota è scesa sotto il 20% in Italia anche grazie al calo già registrato nel 2015. Mentre in Lombardia la diminuzione, che si è concentrata negli ultimi 12 mesi, è più consistente: quasi 20mila in Lombardia (-11,1%) e, in termini assoluti, quasi 100mila Neet in meno in Italia nel 2016 (-7,7%)”.
L’aumento del numero di occupati nel 2016, spiega l’indagine, “ha anche contribuito al recupero dei livelli occupazionali pre-crisi, che però procede a velocità diverse. La Lombardia e Milano, infatti, hanno già raggiunto e superato il numero di occupati del 2008, mentre l’Italia non ha ancora raggiunto l’obiettivo. Ma il buon andamento del 2016 non basta a ridurre il gap con l’Europa. Le regioni tedesche (Bayern e Baden Württemberg), che già nel 2008 erano più avanti, sono ulteriormente cresciute durante la crisi scavando un solco che ormai supera i 10 punti percentuali rispetto alla soglia di recupero di Milano e della Lombardia. La Cataluňa, unico tra i motori d’Europa che attualmente precediamo, recupera terreno e cresce al doppio del ritmo di Milano e della Lombardia”.
 
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