Strage di Centocelle, l’accusa è omicidio volontario e incendio doloso. In un filmato un uomo che lancia una molotov. La Polizia esclude, per ora, la pista dell’odio razziale

Strage di Centocelle, l’accusa è omicidio volontario e incendio doloso. In un filmato un uomo che lancia una molotov. La Polizia esclude, per ora, la pista dell’odio razziale
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo in cui si procede per ireati di omicidio volontario e di incendio doloso in relazione al rogo del camper in cui hanno perso la vita tre sorelle, una ragazza di 20 anni e due bimbe di 4 e 8 anni. Secondo le ultime ricostruzioni in possesso della Procura di Roma, tra le prove che accreditano l’ipotesi di una vera e propria aggressione contro il nucleo familiare che dormiva nel camper (11 persone), un filmato che ritrae una persona mentre lancia una bottiglia incendiaria contro il furgone. In queste ore le indagini sono frenetiche. Gli investigatori della polizia di Stato escludono la pista dell’odio razziale. Gli accertamenti, coordinati dalla procura capitolina, procedono, come detto, per omicidio volontario e incendio doloso. Nel caravan si trovava una famiglia di etnia rom composta da undici figli più i due genitori. Il sopralluogo, effettuato nell’immediato dagli agenti della Squadra Mobile e della Polizia Scientifica, ha permesso di rinvenire i resti di una bottiglietta infranta con liquido infiammabile. Al vaglio i filmati ripresi dalle telecamere di sorveglianza della zona, che potrebbero dire molto su quanto accaduto.
Nei pressi della carcassa trovati i vetri di una bottiglia e tracce di liquido infiammabile
 
Nei pressi della carcassa del camper sono state rinvenutetracce di liquido infiammabile ed i vetri che probabilmente potrebbero essere quelli di una bottiglia incendiaria lanciata contro il veicolo. Il tragedia ha colpito una famiglia rom, che da tempo usava sostare nel centro commerciale di viale della Primavera. Bilancio, come detto, drammatico: tre sorelle, due di queste minorenni, sono morte nel rogo, sopravvissuti al rogo altri 8 familiari, riusciti ad abbandonare il camper, prima che fosse distrutto dalle fiamme . Il mezzo era in sosta tra via Mario Ugo Guattari e viale della Primavera 194, nel parcheggio del centro commerciale Primavera. Sul posto è intervenuto personale del Comando Provinciale dei Vigili del fuoco di Roma con due squadre e gli agenti del reparto volanti e del commissariato Prenestino della polizia di Stato. A quanto riferito nel camper vi erano undici persone, probabilmente un’intera famiglia. Nell’incendio sono decedute una ragazza di 20 anni e due bambine di 4 e 8 anni, tutte sorelle, dai primi accertamenti pare di etnia rom. Accertamenti sono in corso per verificare le cause del rogo e la dinamica dei fatti. “Esprimiamo cordoglio perchè quando ci sono delle vittime si rimane un attimo in silenzio. Poi c’è la procura che sta indagando sulle cause. Vi daremo aggiornamenti quando ne avremo”. Queste le prime parole del sindaco di Roma Virginia Raggi al termine del sopralluogo nel parcheggio del centro commerciale.
 
Mattarella: “Crimine orrendo, quando si arriva ad uccidere i bambini si è al di sotto del genere umano”
 
Immediatamente dopo il Sindaco è arrivato il messaggio di cordoglio del Capo dello Stato, Mattarella con un tweet partito dal Quirinale: “rogo camper #Roma, #Mattarella: crimine orrendo. Quando si arriva a uccidere i bambini si è veramente al di sotto del genere umano”.
 
Zingaretti: “Atto di inaudita violenza che lascia sgomenti”
“Voglio esprimere le condoglianze della Regione Lazio e la nostra vicinanza alla famiglia rom colpita oggi da questo atto di inaudita violenza che lascia sgomenti. Un atto che non deve accadere in nessuna parte del mondo, a maggior ragione a Roma, una capitale europea. Sono certo che ci sarà giustizia terrena per queste tre giovani vittime strappate alla vita da mani vigliacche e criminali”. Dopo la Sindaca e il Presidente della Regione Lazio, sono immediatamente intervenuti anche altri esponenti politici e della società civile e tra questi il Presidente della Croce Rossa Italiana, Francesco Rocca:
 
Rocca (Cri): “Non è la prima volta che piangiamo la morte di bambini in un accampamento di fortuna”
 
“Non è la prima volta che piangiamo la morte di bambini in un rogo di un camper o di un accampamento di fortuna. A febbraio 2011 quattro bambini erano morti in un rogo dentro un campo rom, oggi ci troviamo a commentare un’ennesima tragedia dove hanno perso la vita tre sorelle di quattro, otto e venti anni. A Roma, come in tante altre parti d’Italia, si continua a morire di esclusione sociale e di stigma. Invece di versare lacrime amare dopo le tragedie, le Istituzioni dovrebbero moltiplicare gli sforzi per arrivare nelle troppe zone grigie della nostra società, dove vivono gli ultimi, gli esclusi, i vulnerabili, gli invisibili. Sto parlando delle popolazioni di etnia rom, come dei senza fissa dimora, dei nuovi poveri o dei migranti fuori dai percorsi di integrazione: c’è bisogno di lavorare su una società più coesa e solidale, dove ci siano sia regole e sicurezza sia inclusione e ascolto. Oggi piangiamo le tre sorelle morte in un camper, ma servono azioni concrete per evitare drammi di questo tipo nel futuro”.
 
Mons. Feroci (Caritas): “Aspettiamo prima di parlare di razzismo”
 
“Ho parlato con la sindaca Raggi: mi ha detto che anche il Comune di Roma è interessato al superamento dei campi rom. Ma il superamento dei campi rom – ha sottolineato mons. Feroci – non si può fare in maniera immediata spingendo un semplice bottone. Ci vuole una programmazione e la pazienza di saper aspettare un progetto che ha una lunga gittata. Per questo servono persone serie che lavorino intorno ad un tavolo con un unico obiettivo. Non si può, come è successo negli ultimi anni, iniziare un percorso e abbandonarlo subito dopo. Serve assolutamente serietà”. “Starei attento nel dire che c’è stato un gesto razzista – ha concluso mons. Feroci – sarebbe troppo semplice. Starei attento nel gettare subito gli occhi sulla pista del razzismo e dell’intolleranza. Sarei molto più prudente e attenderei le indagini della magistratura”.
 
Scotto (Mdp): “Minniti venga in aula a riferire”
 
“Il rogo che stanotte ha ucciso tre giovanissime sorelle nella periferia romana di Centocelle rappresenta un fatto gravissimo e infame. La matrice ancora non è chiara e saranno gli inquirenti a far luce, ma credo sia necessario che il ministro dell’interno Minniti venga in aula a riferire. Povertà ed emarginazione stanno diventando crimini contro cui monta un clima di razzismo vigliacco e strisciante. Non possiamo ignorarlo e non può ignorarlo il Governo italiano. Per questo serve chiarezza ed è necessario che il Ministro la faccia in Parlamento”, lo dichiara in una nota il deputato di Mdp Arturo Scotto.
 
Fassina (Si): “Siamo addolorati. Attuare politiche dell’integrazione”
 
“Siamo addolorati e sconcertati per il rogo che ha distrutto la vita di tre sorelle, una giovane donna e due bambine, che dormivano in un camper a Centocelle. Ancora più preoccupante che dietro al rogo dove dormiva la famiglia Rom vi possa essere dolo, come ipotizzato dalla Procura di Roma. Non è accettabile che fatti come questi accadano in una capitale europea, da sempre centro di accoglienza e solidarietà. Sinistra per Roma esprime la sua vicinanza e il suo dolore alla popolazione Rom e alla famiglia delle vittime. Lo dichiara Stefano Fassina recatosi sul luogo. Il Governo, la Regione, il Campidoglio, ciascuno per le proprie competenze, si impegnino fino in fondo per attuare la strategia nazionale per l’integrazione di Rom, Sinti e camminanti e a tal fine si utilizzino tutti fondi europei disponibili”.
 
Lidia Borzì (Acli): “Proviamo indignazione ed orrore”
 
Proviamo una profonda indignazione di fronte alla morte delle tre ragazze, avvenuta questa notte a Centocelle. Un fatto come questo non può accadere nel cuore di una capitale europea, non è accettabile morire in questo modo, abbandonati al proprio destino”. È quanto dichiara in una nota Lidia Borzì, presidente delle Acli di Roma e provincia. “Questo tragico fatto di cronaca – aggiunge Borzì – è il segnale di una dilagante indifferenza e di un forte disagio sociale che colpisce a Roma soprattutto i più fragili e quanti vivono ai margini. Le Acli, come tante altre organizzazioni sociali della città, quotidianamente fanno la propria parte, ma la buona volontà e l’impegno delle singole realtà non è sufficiente. È evidente la necessità non più rinviabile di un raccordo solido ed efficace fra le istituzioni e la società civile per ricostruire il tessuto sociale della comunità”.