Trapani. Inchiesta Mare Monstrum inguaia la sottosegretaria Vicari, alfaniana, Crocetta, funzionari regionali. La regia è dell’armatore Morace, Liberty Lines, finito in carcere

Trapani. Inchiesta Mare Monstrum inguaia la sottosegretaria Vicari, alfaniana, Crocetta, funzionari regionali. La regia è dell’armatore Morace, Liberty Lines, finito in carcere

Corruzione, turbata libertà degli incanti, violenza o minaccia a pubblico ufficiale, accesso abusivo ad un sistema informatico, rivelazione del segreto d’ufficio e installazione di apparecchiature atte a intercettare conversazioni telefoniche: questi i reati che vengono contestati, a vario titolo, nell’ambito dell’inchiesta dei Carabinieri di Palermo e Trapani, che ha portato all’operazione “Mare monstrum”. In carcere è finito Ettore Morace, armatore, titolare della “Liberty Lines”, mentre sono stati concessi i domiciliari al deputato regionale Girolamo Fazio, candidato a sindaco del comune di Trapani, ed a Giuseppe Montalto, capo della segreteria particolare dell’assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità. I provvedimenti sono stati emessi dal gip del Tribunale di Palermo, su richiesta della locale Procura. Il giudice per le indagini preliminari, inoltre, ha disposto la sospensione dal pubblico ufficio di Orazio Gisabella, militare dell’Arma dei Carabinieri, in servizio presso un’altra regione.

Al centro dell’inchiesta il proprietario della Liberty Lines, Morace, che ha fruito di molti favori nell’affidamento dei servizi di collegamento veloce per le Egadi e le Eolie

Al centro dell’indagine è finito l’armatore Ettore Morace, proprietario della Liberty Lines, compagnia di navigazione leader nel settore del trasporto passeggeri su imbarcazioni veloci. L’inchiesta ha preso il via, come hanno spiegato gli investigatori nel corso di una conferenza stampa, dal riscontro di “gravi irregolarità circa l’affidamento, proprio a favore della Liberty Lines, dei servizi di collegamento a mezzo unità veloci per le isole Egadi ed Eolie”. Nello specifico, sarebbe stato accertato “un sovradimensionamento della compensazione finanziaria”, ottenuto attraverso l’indebita ingerenza di Salvatrice Severino, già dirigente del servizio 2 Trasporto regionale aereo e marittimo dell’Assessorato alle infrastrutture e trasporti, nonché del deputato regionale trapanese Girolamo Fazio. Nel corso delle indagini è emersa l’esistenza, come hanno sottolineato gli inquirenti, di “una reale cointeressenza economica” tra l’armatore Morace ed il deputato Fazio, “tale da potere ipotizzare il reato di abuso d’ufficio nella condotta di quest’ultimo”. Inoltre, sarebbe stato registrato “un notevole attivismo del Morace nel tessere una vasta e diversificata rete di supporto politico-istituzionale, a livello regionale e nazionale, finalizzata al rafforzamento della posizione di quasi monopolio della Liberty Lines e all’aggiudicazione di fondi regionali gonfiati”.

Nell’inchiesta è finita anche la sottosegretaria ai Trasporti Simona Vicari, molto vicina al ministro Alfano

Morace, secondo quanto hanno rivelato gli inquirenti, avrebbe goduto del forte appoggio del sottosegretario di Stato al Ministero dei Trasporti, senatrice Simona Vicari, il cui fratello è anche dipendente della Liberty Lines. Vicari è sottosegretaria ininterrottamente nei governi Letta, Renzi e Gentiloni. Attraverso l’interessamento della sottosegretaria, l’armatore sarebbe riuscito ad ottenere “la presentazione e l’approvazione di un emendamento alla legge di stabilità dello Stato con il quale veniva ridotta l’imposta d’Iva dal 10% al 5% per i trasporti su navi veloci, causando un ammanco alle casse dello Stato di 7 milioni di euro e, conseguenziale, notevole arricchimento della società Liberty Lines”. L’armatore Morace, secondo quanto ha reso noto il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, nel corso di una conferenza stampa, sarebbe “entrato in contatto con un politico nazionale, attraverso un tramite… Sia il politico, che il tramite hanno ricevuto in cambio due rolex”. Inoltre, sarebbe riuscito ad ottenere anche il ritiro della proposta di nomina di un consulente, a lui inviso, all’Assessorato Regionale ai Trasporti.

Nella rete degli investigatori anche funzionari della Regione Sicilia e lo stesso presidente Crocetta

Invece, il capo della segreteria dell’assessore ai Trasporti della Regione, Giuseppe Montalto, sfruttando il suo ruolo, avrebbe ottenuto da Morace “l’assunzione di un amico giornalista, presso l’ufficio stampa di Liberty Lines; e la più che favorevole liquidazione del trattamento di fine rapporto con ‘Siremar spa’ dell’amica Marianna Caronia”. L’ex deputato regionale Marianna Caronia, candidata al consiglio comunale di Palermo, è stata raggiunta da un avviso di garanzia. Morace, sempre secondo quanto emerge dall’inchiesta, si sarebbe attivato anche per ottenere un intervento presso il Cga, Consiglio di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana al fine di ottenere il ribaltamento della sentenza del Tar Sicilia del 21 febbraio 2017, dispositivo con il quale era stato rigettato il ricorso presentato dalla Liberty Lines avverso l’annullamento in autotutela della gara d’appalto per i trasporti su navi veloci per il 2016. Tale annullamento era stato operato dalla Regione Siciliana, a causa delle riscontrate sovracompensazioni. Di fatto, con la decisione del Tar, la compagnia di navigazione aveva perso 24 milioni di euro. Ma non solo, Morace, insieme al fratello Gianluca, avrebbe imbastito un’attività di intercettazione abusiva nei confronti di un dipendente, sospettato di essere in accordo con la concorrenza. L’attività sarebbe stata attuata con l’ausilio di un’agenzia di investigazioni private del capoluogo campano e attraverso l’installazione di uno spyware sul telefono cellulare del dipendente. Attraverso tale attività illecita, gli armatori Morace sarebbero riusciti ad incamerare importanti informazioni che confermavano i loro sospetti. Ed il “Gruppo Franza” avrebbe posto a sua volta in essere manovre per danneggiare il concorrente Morace, condotte anche grazie al concorso del militare dell’Arma dei Carabinieri, Orazio Gisabella.

C’è anche il presidente della Regione siciliana Rosario Crocetta tra gli indagati nell’ambito dell’inchiesta per corruzione che oggi ha portato all’arresto dell’armatore Ettore Morace e del candidato sindaco di Trapani. Girolamo Fazio. Crocetta si è limitato a commentare così l’avviso di garanzia: “Sono molto sereno e se ci dovesse essere un invito a comparire che non ho ricevuto perché sono in viaggio sarò lieto di riferire ai magistrati notizie utili alle indagini”.

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