Televisioni unite per sostenere la lettura

Televisioni unite per sostenere la lettura
Le televisioni come strumento per far diventare la lettura una moda, una tendenza, e così recuperare il divario con gli altri Paesi europei. A questo ambizioso obiettivo punta il Patto per la Lettura siglato nei mesi scorsi dal Ministro dei Beni Culturali e dalle principali televisioni nazionali e che oggi diventa operativo con la presentazione del nuovo spot pubblicitario realizzato per diffondere la lettura e che verrà trasmesso già dai prossimi giorni. Si tratta del primo di tre ‘commercial’ a cui ogni televisione affiancherà dei messaggi pubblicitari creati di propria iniziativa, dando vita ad una vera e propria campagna annuale.
“Ho voluto creare un’empatia da una persona ed una persona che legge un libro e che risulta più emotiva e predisposta a cogliere le emozioni che la vita ci offre”, ha sottolineato il regista dello spot, Paolo Santamaria, giovane promessa di 26 anni formatosi nel Centro Sperimentale. Alla presentazione del video erano presenti oltre al ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, i vertici delle emittenti che hanno aderito al patto: Antonio Campo dell’Orto, direttore generale Rai; Fedele Confalonieri, Presidente Mediaset; Marco Ghigliani, Amministratore delegato di La7; Riccardo Pugnalin, vicepresidente esecutivo Sky Italia; Alessandro Araimo, Direttore generale Italia Discovery Networks; e Lorenzo Serra, Direttore generale Tv2000. Nel dettaglio il patto mira a pubblicizzare e diffondere i progetti nazionali di promozione della lettura realizzati dal Centro per il libro e la lettura al fine di informare e coinvolgere il maggior numero possibile di cittadini; a promuovere e valorizzare la letteratura specifica per bambini e ragazzi attraverso programmi e format rivolti ai più giovani. Ma sopratutto, creare occasioni di promozione della lettura e dei libri all’interno di ogni genere di programma e non esclusivamente nei contenitori culturali. “Tutto questo – ha ricordato il ministro Franceschini – è partito da una mia frase pronunciata poco dopo il mio insediamento, ovvero che le televisioni hanno una responsabilità per la scarsa lettura in Italia ma che possono anche fare molto per aiutare a recuperare. È una sfida complicata e difficile alla luce della società ‘veloce’ in cui viviamo perché la lettura necessariamente non può diventare veloce, non è compatibile con il multitasking. Questo, che può essere un ostacolo, può diventare un’occasione in cui riprendersi una parte di tempo ‘lento’ in una società veloce e superficiale”.
 
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