Roma. Rifiuti, Azzola-Di Cola, Cgil Roma e Lazio: emergenza, città vittima della propaganda

Roma. Rifiuti, Azzola-Di Cola, Cgil Roma e Lazio: emergenza, città vittima della propaganda

“Sono settimane difficili per i romani, le strade sono di nuovo piene di rifiuti e si continua a nascondere la verità. La città è vittima della propaganda: da una parte chi fa opposizione, invece di fare proposte, lancia campagne populiste e indossa le magliette gialle fuori tempo massimo, dall’altra chi governa minimizza o parla di complotti. Li troviamo due atteggiamenti controproducenti e preferiamo continuare a occuparci della mancata sicurezza, delle condizioni di lavoro in Ama e dei disagi per chi vive la città”. Con una nota Michele Azzola, Segretario Generale della Cgil di Roma e Lazio, e Natale Di Cola, Segretario Generale della Fp Cgil Roma e Lazio, intervengono in merito alla nuova emergenza rifiuti che investe la Capitale. “Sui sabotaggi ripetiamo che sarà la magistratura a indagare – continuano i sindacalisti – e qualora venissimo a conoscenza di elementi utili ci rivolgeremmo alle autorità. Ma se da una parte rispediamo al mittente le campagne improvvisate sulla pelle dei romani, dall’altra chiediamo alla Giunta Raggi e all’assessore Montanari maggiore realismo. Roma e il suo sgangherato ciclo dei rifiuti sono stati sabotati molto a lungo. Adesso non facciamo finta di trovarci in questa situazione per un complotto ordito in questi giorni. Negare le difficoltà e evocare complotti è sbagliato come è stato sbagliato perdere un anno dopo aver abbandonato il progetto degli ecodistretti, che era l’unico in campo e che avrebbe permesso a Roma di dotarsi dell’impiantistica necessaria. I progetti si possono cambiare, ma per azzerarli bisogna averne già uno pronto nel cassetto”. “Le condizioni in cui lavorano gli operai di Ama, sia nei TMB che per strada, sono intollerabili. Abbiamo solo 1500 persone per lo spazzamento e la pulizia, compreso il servizio base, ovvero operai che raccolgono con le mani i rifiuti ammassati a terra, un lavoro che non dovrebbe più esistere e che per Ama è routine. Di fatto gli operai compensano con un lavoro spossante la mancanza di infrastrutture. Inoltre, anche se nessuno lo dice, tutti i rifiuti raccolti da terra finiscono nell’indifferenziato, non nel ciclo virtuoso. Servono investimenti, uomini, mezzi e impianti, una progettazione fatta quartiere per quartiere e una maggiore responsabilizzazione dei cittadini, perché questa città sta morendo anche di inciviltà. Aspettiamo di conoscere il grande assente in questo dibattito, il piano industriale di Ama. Gli impianti per chiudere il ciclo – concludono Azzola e Di Cola – si faranno mai?”.

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