Roma Capitale, incredibile ma vero. A Ostia sfrattate le associazioni no-profit che operano nel sociale

Roma Capitale, incredibile ma vero. A Ostia sfrattate le associazioni no-profit che operano nel sociale
“Stiamo pagando noi che ad Ostia non abbiamo fatto mai un abuso e che ci occupiamo di dare lavoro alle fasce sociali più fragili”. Lo ha dichiarato Massimo Peroni, presidente della cooperativa sociale Villa Maraini di Ostia che, come altre cooperative ed associazioni no profit di Ostia, si occupava della gestione delle spiagge libere del litorale della X Comunità. A dicembre i bandi per tali gestioni sono scaduti e l’amministrazione commissariale ha negato la proroga del bando e ha comunicato a tutte le associazioni l’obbligo di liberare le spiagge. Oltre a quella di Villa Maraini, dovranno essere liberate anche la Happy Surf, Blanco, Mama Mia, Banana Beach, La Cayenne e La Spiaggetta.
“Le associazioni che gestiscono queste spiagge – spiega Peroni – danno lavoro a persone con difficoltà sociali importanti. Sono ex detenuti o ex tossicodipendenti usciti dalle comunità terapeutiche che d’estate trovano occupazione nella gestione delle spiagge. Nel solo caso della spiaggia Villa Maraini, abbiamo dato lavoro mediamente a 14 persone per stagione e dal 2006, quando abbiamo vinto la gara per gestirla dopo che l’autorizzazione era stata tolta ai predecessori perché malavitosi, hanno lavorato complessivamente 140 giovani. Altre associazioni, invece danno lavoro a portatori di handicap o con altre problematiche. Ci chiediamo perché non concedere una proroga in attesa della nuova gara? Perché precludere a questa gente la possibilità di lavorare almeno d’estate? Il comune, inoltre, ha un vantaggio enorme in questa gestione dato che le associazioni assicurano il servizio salvataggio e pulizia degli arenili”. Una situazione che ha portato i responsabili di tutte le associazioni e cooperative a chiedere ed ottenere un incontro con il commissario prefettizio di Ostia Domenico Vulpiani. “Incontro avvenuto questa mattina ma che non ha avuto esiti positivi– conclude Peroni – oltre a solidarizzare con il nostro problema dicendosi sinceramente dispiaciuto, ci ha anche detto di non poter far nulla per aiutarci”.
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