Pubblico impiego. La riforma Madia approvata in Consiglio dei ministri. I punti salienti della riforma. Camusso: “ora battiamoci per il contratto”

Pubblico impiego. La riforma Madia approvata in Consiglio dei ministri. I punti salienti della riforma. Camusso: “ora battiamoci per il contratto”

Il pubblico impiego cambia volto: approvata dal Consiglio dei ministri la riforma Madia avviata nel governo Renzi. Per gli statali arrivano un nuovo codice disciplinare e i relativi licenziamenti: 10 i casi previsti per la sanzione massima, nonché il licenziamento per il dirigente che, con dolo o colpa grave, evita di attivare e concludere i procedimenti disciplinari. Cartellino rosso anche per i dipendenti che ricevono per tre anni di fila valutazione negativa per scarso rendimento. E ancora: arrivano le sanzioni agli assenteisti del weekend; il polo unico delle visite fiscali presso l’Inps, con gli stessi orari di reperibilità nel pubblico e nel privato (dal primo settembre); il reclutamento in base al fabbisogno; l’obbligo di prevedere la conoscenza dell’inglese nei concorsi; il tetto al 20% dei posti messi a bando per gli idonei. Ma anche l’assunzione dei precari ‘storici’ (che devono aver partecipato a un concorso): la stabilizzazione è prevista per coloro che abbiano lavorato almeno tre anni negli ultimi otto, anche in diverse amministrazioni pubbliche, e che abbiano maturato i requisiti fino al 31 dicembre di quest’anno.

Susanna Camusso, leader della Cgil: “può finalmente iniziare dopo 8 anni di blocco la nuova stagione della contrattazione”

“Con l’approvazione del nuovo Testo Unico può finalmente iniziare, dopo oltre otto anni di blocco, la nuova stagione della contrattazione, da cui potrà partire una nuova spinta al processo di riforma e qualificazione della Pubblica Amministrazione e dei settori della scuola, università e ricerca”, scrive in una nota il segretario generale della Cgil Susanna Camusso a conclusione del Consiglio dei Ministri di questa mattina. “Il decreto – sottolinea Camusso – arriva dopo l’accordo del 30 novembre e dopo un costruttivo confronto con Cgil, Cisl e Uil, teso a mantenere fermi i punti centrali dell’intesa: più spazio alla contrattazione, a tutti i livelli, superamento del precariato, tutela e qualificazione del lavoro pubblico. Per quanto riguarda i licenziamenti è giusto e positivo il mantenimento dell’art. 18 ai lavoratori pubblici, ma occorre ribadire che la contrattazione deve essere sovrana nel disciplinare, attraverso la valutazione, lo scarso rendimento. Anche questa è una prova di coerenza con l’obiettivo del rafforzamento del ruolo della contrattazione”. Per il segretario generale della Cgil “adesso occorre dare il via effettivo ai tavoli contrattuali, attraverso il necessario atto di indirizzo che la ministra Madia deve rapidamente approvare. Al tempo stesso – prosegue – il Governo deve garantire le risorse per confermare gli impegni economici assunti nell’accordo del 30 novembre e – conclude Camusso – per sostenere un piano straordinario per l’occupazione, finalizzato al superamento del precariato e al potenziamento dei servizi”.

Furlan, leader Cisl: “maggiore equilibrio tra legge e contratto e detassazione della contrattazione di secondo livello”

Annamaria Furlan, segretario generale della Cisl, così commenta l’approvazione in Consiglio dei ministrim del decreto Madia: “Aspettiamo di vedere il testo definitivo della riforma Madia, dove ci aspettiamo un maggiore equilibrio tra legge e contratto. Abbiamo fatto – continua – nei mesi scorsi un accordo importante assolutamente utile per il paese per sblocccare i contratti pubblici, adesso bisogna aprire i tavoli di confronto in modo particolare sulla contrattazione di secondo livello legata alla produttività che nel pubblico come già avviene nel privato deve essere detassata”.