Pomezia, la Eco X non era in regola con le certificazioni antincendio

Pomezia, la Eco X non era in regola con le certificazioni antincendio
L’Azienda era già stata sanzionata nel 2012 perchè non in regola con certificazioni antincendio e, ad oggi ci risulta che l’azienda non fosse ancora in regola”. E’ quanto ha fatto sapere il procuratore di Velletri Paletti in merito all’incendio alla Eco X di Pomezia, comunicando anche che “l’amministratore unico della società Buongiovanni Antonio è iscritto nel registro degli indagati per incendio e inquinamento colposo”. “Le cause del’incendio sono ignote ma innesco avvenuto all’esterno tra i due capannoni. Le indagini sono ancora in corso da parte del capitano del Noe”.
 
Il monitoraggio di Arpa Lazio, esclude significative variazioni dei parametri di legge
 
Intanto procede il monitoraggio di Arpa Lazio sulla qualità dell’aria nel territori. Le ultime analisi effettuate con campionatori specificatamente installati nelle immediate vicinanze dell’incendio mostrano le seguenti concentrazioni medie di PM10 (Materia Particolata): 05/05/2017: 130 ug/m3; 06/05/2017: 73 ug/m3; 07/05/2017: 373 ug/m3; 08/05/2017: 52 ug/m3; 09/05/2017: 39 ug/m3. In sinergia con tutte le altre Istituzioni del territorio l’istituto Zooprofilattico sperimentale del Lazio e della Toscana (IZS) ha promosso una serie di riunioni operative per stabilire le misure di prevenzione in ambito di sicurezza alimentare e sanità pubblica veterinaria.
 
Le valutazioni dell’Osservatorio epidemiologico del Lazio
 
Dopo aver ripercorso sinteticamente gli eventi l’Osservatorio epidemiologico dell’IZS ha ridisegnato la nuova area oggetto di indagine convenendo sull’utilizzo del latte ovi-caprino come matrice di origine animale come indicatore della contaminazione. L’Osservatorio epidemiologico ha estratto dall’anagrafe gli allevamenti che si trovano nella nuova area e che vengono valutati per decidere quali inserire nel piano di campionamento. In considerazione della necessità che gli animali concentrino nel latte eventuali sostanze nocive assunte, si è deciso di iniziare l’attività di campionamento del latte non prima di domani proprio per ridurre il rischio di eventuali falsi negativi.
“A seguito degli incontri – si legge in una nota della Regione Lazio – è stato stabilito un calendario che prevede un’attività di campionamento nei seguenti giorni: venerdì 12 maggio (1 campione), sabato 13 maggio (1 campione), da lunedì 15 maggio verranno prelevati 2 campioni di latte fino a venerdì 19 maggio per un totale di 12 campioni di latte. L’istituto ha inoltre stabilito alcune indicazioni per permettere alle Asl di rilasciare le autorizzazioni per l’acquisto del latte crudo. Le Aziende che non ricadono nell’area soggetta a restrizioni possono ottenere dall’Asl di competenza gli attestati necessari mentre le aziende che si trovano nell’area di restrizione potranno autocertificare il rispetto dei divieti dell’ordinanza sindacale, ovvero che gli animali non hanno avuto accesso al pascolo e sono stati alimentati con mangimi e foraggi non prodotti in loco o prodotti in loco prima del 5 maggio 2017 ed in ogni caso conservati al riparo dell’inquinamento. Si svolgerà lunedì prossimo un’ulteriore riunione per fare il punto della situazione sui campionamenti”.
 
Cosentino (Cisl): “Tante le anomalie denunciate dai lavoratori di Pomezia”
Poi la posizione dei sindacati che oggi è stata espressa dal Segretario alle funzioni locali della Cisl di rieti e Roma Capitale. Giancarlo Cosentino: “In questi giorni abbiamo ricevuto decine di segnalazioni da parte dei lavoratori del Comune di Pomezia su numerose presunte anomalie in merito all’attuazione delle misure di prevenzione e protezione della salute dei lavoratori dell’ente. Abbiamo inviato due esposti, allegati al presente comunicato, alla ASL Roma H Servizio di Prevenzione e Sicurezza dei Luoghi di Lavoro, sia per quanto riguarda il lavoro svolto dagli agenti della Polizia Locale impegnati sin dalle prime ore sul luogo del rogo della Eco X di Pomezia, ma anche per conoscere se siano state effettuate le operazioni di pulizia degli uffici e delle scuole comunali, con ditte specializzate e con il rilascio di apposita certificazione, e se sia stata effettuata la pulizia degli impianti di condizionamento dell’aria, il tutto per la tutela dei lavoratori, dei cittadini e soprattutto dei piccoli utenti delle scuole”.
“Per quanto riguarda i lavoratori della Polizia Locale siamo molto preoccupati, in quanto se le segnalazioni ricevute corrispondessero al vero, il lavoro svolto in prossimità del rogo, sembrerebbe senza alcun dispositivo di protezione individuale se non la mascherina con protezione facciale naso e bocca, con la mancanza di uno spogliatoio che ha costretto gli agenti a portare le divise eventualmente inquinate a casa, la mancanza di lavaggio dei filtri delle auto di servizio e degli interni delle stesse, la mancanza di informazioni al personale sulle procedure da adottare dopo l’esposizione agli agenti pericolosi per la salute e per le operazioni di pulizia personale, potrebbe aver già comportato rischi per la salute dei lavoratori – aggiunge – Il tutto poi con ordinanze sindacali, e successive raccomandazioni di ASL e dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che hanno comportato, nelle prossimità del rogo, la chiusura di aziende, uffici e scuole, nonché la richiesta di limitazione degli spostamenti se non strettamente necessari, per diversi giorni. Ad oggi non abbiamo ricevuto alcuna rassicurazione da parte dell’amministrazione comunale né tanto meno dalle autorità sanitarie competenti, la preoccupazione aumenta anche perché non ci risultano diverse modalità operative attuate nei confronti dei lavoratori. Inoltre, è stato richiesto un continuo monitoraggio di quanto segnalato, un’adeguata sorveglianza sanitaria di tutti i lavoratori e, per quelli più a rischio, un’eventuale visita medica straordinaria”.