Nibali ce l’ha fatta: “è stata la mia vittoria più bella, la dedico a Scarponi”. Vince sul Mortirolo e sullo Stelvio. Ora è terzo in classifica

Nibali ce l’ha fatta: “è stata la mia vittoria più bella, la dedico a Scarponi”. Vince sul Mortirolo e sullo Stelvio. Ora è terzo in classifica

Nibali ce l’ha fatta. Dopo sedici tappe, vince quella più bella, con le salite del Mortirolo e del doppio Stelvio. Una vittoria che lascia il segno anche se recupera solo qualche secondo a Quintana e anche a Dumoulin. Tanto gli basta per salire al terzo posto in classifica generale. La maglia rosa si è difesa da par suo e mette sempre di più il timbro su questo giro. Ha superato anche un improvviso mal di pancia quando i suoi avversari gli hanno combinato un giochetto non proprio simpatico. Ha avuto una crisi intestinale che lo ha costretto a fermarsi per strada proprio mentre affrontava il tratto più duro dell’Umbrail Pass, il versante elvetico dello Stelvio. Per un tratto di strada lo ha aiutato Te Dam poi ha dovuto fare tutto da solo per rientrare in gruppo. Va su tutte le furie: “Sono arrabbiato, ho perso tempo ed il Giro si è riaperto. E il gruppo – dice – mi ha ingannato. Hanno detto che dovevano riprendere Kruijswijk, non ho avuto rispetto”. Cosa è accaduto? Quando Dumoulin si ferma, davanti non aprono subito le ostilità  ma non fanno neppure come aveva indicato Dumoulin quando era caduto Quintana. La maglia rosa allora aveva detto di rallentare, dando modo al colombiano di rientrare. Ma questa volta c’è la salita e non si può attendere, ognuno fa la sua corsa. La maglia rosa perde più di due minuti. Nibali attacca in salita, costruisce la sua vittoria in discesa, non concedendo nulla a Mikel Landa che cerca di contrastarlo.

Arriva  il Mortirolo, la salita dedicata a Michele Scarponi. Passa primo Luis Leon Sanchez: all’Astana avrebbe dovuto lavorare per Michele, il suo capitano, e lo spazio per la commozione è inevitabile. Poi arriva lo Stelvio, dalla parte che non finisce mai: si arriva a quota 2758, è la Cima Coppi ma è anche il premio a Vincenzo Torriani, che qui addirittura ci fece finire un Giro, quello del 1975 vinto da Bertoglio dopo un duello finale con lo spagnolo Galdos. Ed è spagnolo anche il primo a transitare, quel Mikel Landa che cerca di lucidare l’opacità sua e del Team Sky. Poi siamo al versante svizzero dello Stelvio. Quintana invia tre gregari all’attacco: Amador, Anacona e Izagirre ma il  finale è  tutto di Nibali. Lui, Dumoulin e Quintana nello spazio di 72 secondi. Giro riaperto, riapertissimo. “Proprio ieri ricorreva un mese dalla morte di Michele Scarponi -ha ricordato Nibali – Ieri sera la moglie Anna mi ha mandato un messaggio dicendomi di pensare a lui. E anche i miei compagni mi dicono di ricordarlo quando sono in difficoltà, eravamo come fratelli”. Poi il siciliano analizza la gara: “Si, adesso lo posso anche dire: è stata la mia vittoria più bella. Tutte le vittorie lo sono ma, sai, quando ti aggiudichi la tappa che prevede una scalata del Mortirolo e due dello Stelvio…”.

Ordine d’arrivo della 16/a tappa del 100/o Giro d’Italia di ciclismo, da Rovetta (Bergamo) a Bormio (Sondrio), lunga 222 chilometri

1. Vincenzo Nibali (Ita) in 6h24’22” (+10″ abbuono) (media km 34,654) 2. Mikel Landa (Spa) s.t. (+08″ abbuono) 3. Nairo Quintana (Col) a 12″ (+04″ abbuono) 4. Domenico Pozzovivo (Ita) a 24″ 5. Ilnur Zakarin (Rus) a 34″ 6. Davide Formolo (Ita) a 01’26” 7. Bauke Mollema (Ola) a 01’35” 8. Bob Jungels (Lux) s.t. 9. Adam Yates (Gbr) s.t. 10. Thibaut Pinot (Fra) s.t. 11. Jan Hirt (Rce) s.t. 12. Steven Kruijswijk (Ola) s.t. 13 Tom Dumoulin (Ola) a 02’18” 14. Jan Polanc (Slo) a 05’10” 15. Maxime Monfort (Bel) a 05’17”.

Classifica generale del 100/o Giro d’Italia di ciclismo, dopo la 16/a tappa

1. Tom Dumoulin (Ola) in 70h14’48” (km percorsi 2.842,8, media 40,468 km/h) 2. Nairo Quintana (Col) a 31″ 3. Vincenzo Nibali (Ita) a 01’12” 4. Thibaut Pinot (Fra) a 02’38” 5. Ilnur Zakarin (Rus) a 02’40” 6. Domenico Pozzovivo (Ita) a 03’05” 7. Bauke Mollema (Ola) a 03’49” 8. Bob Jungels (Lux) a 04’35” 9. Steven Kruijswijk (Ola) a 06’20” 10. Adam Yates (Gbr) a 07’00” 11. Davide Formolo (Ita) a 07’17” 12. Andrey Amador (Crc) a 11’29” 13. Jan Polanc (Slo) a 12’13” 14. Dario Cataldo (Ita) a 13’26” 15. Maxim Monfort (Bel) a 14’46”.

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