Mattarella ricorda Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, tre agenti della scorta uccisi 25 anni fa a Capaci in un attentato di Cosa Nostra. Riunione straordinaria del Csm. “La mafia non è invincibile” diceva il magistrato siciliano

Mattarella  ricorda Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, tre agenti della scorta uccisi 25 anni fa  a Capaci in un attentato di Cosa Nostra. Riunione straordinaria del Csm. “La mafia non è invincibile” diceva il magistrato siciliano

Venticinque anni fa, il 23 maggio, sull’autostrada A29, nei pressi dello svincolo di Capaci nel territorio comunale di Isola delle Femmine, a pochi chilometri da Palermo, in un attentato organizzato da Cosa nostra persero la vita  il magistrato antimafia Giovanni Falcone, sua moglie Francesca Morvillo, e tre agenti della scorta, Vito Schifani, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro. Gli unici sopravvissuti furono gli agenti Paolo Capuzza, Angelo Corbo, Gaspare Cervello e l’autista giudiziario Giuseppe Costanza. È stato Sergio Mattarella a ricordare la figura del magistrato antimafia in una riunione straordinaria del Consiglio superiore della Magistratura. Nell’aula Bachelet di Palazzo dei Marescialli, oltre ai familiari di Giovanni Falcone e Francesca Morvillo, presenti il presidente del Senato Pietro Grasso, che ha fatto parte del collegio di giudici del maxiprocesso a Cosa Nostra, il capo della procura di Palermo Francesco Lo Voi, il presidente del tribunale siciliano Salvatore Vitale. Hanno partecipato al plenum Giuseppe Di Lello, Ignazio De Francisci, Roberto Scarpinato, Gioacchino Natoli, Matteo Frasca, Sergio Lari, Giuseppe Pignatone, l’ex vicepresidente del Csm Cesare Mirabelli e Alfonso Giordano. Giovanni Falcone –  ha affermato Mattarella – diceva che “la mafia non è affatto invincibile e che occorre, piuttosto, rendersi conto che si tratta di un fenomeno terribilmente serio e molto grave”. E aggiungeva che “si può vincere non pretendendo l’eroismo da inermi cittadini, ma impegnando tutte le forze migliori della società”. “Come interprete, e capofila, di queste energie migliori, ha svolto, con coraggio e determinazione, la sua opera. Era, infatti, convinto – come ebbe a scrivere- che ‘perché una società vada bene… basta che ognuno faccia il suo dovere'”.

Il 19 giugno l’omaggio dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite

Il presidente della Repubblica ha poi sottolineato che “è di grande significato che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 19 giugno prossimo, renderà omaggio alla figura di Giovanni Falcone, ricordando questo anniversario con un’apposita riunione, dedicata a una discussione di alto livello sull’implementazione della Convenzione contro la criminalità organizzata transnazionale, sottoscritta durante la Conferenza di Palermo del 2000. Sarebbe sufficiente questo solo riconoscimento internazionale, il più alto, per sottolineare, ancora una volta, come la figura di Giovanni Falcone costituisca un punto di riferimento, in Italia e all’estero, per chiunque coltivi il valore della legalità e quello della civiltà della convivenza”.

L’azione di contrasto alla mafia svolta dall’autorità giudiziaria e dalle Forze dell’Ordine

“Ricordare le vittime della strage in questa aula  – ha proseguito il Capo dello Stato – in cui si svolge l’attività di governo autonomo della magistratura, vuol dire ribadire la fondamentale importanza dell’azione di contrasto alla mafia, svolta dall’autorità giudiziaria e dalle Forze dell’ordine”. “Falcone”, ha affermato Mattarella, “aveva ben presente, e a cuore, il valore dell’autonomia e dell’indipendenza della Magistratura. Anche per questo, come scriveva, era attentissimo, per la credibilità dello Stato e della magistratura, alla consistenza degli elementi di prova raccolti. Non a caso, diceva che occorre distinguere un’ipotesi di lavoro da elementi che sorreggano l’esercizio dell’azione penale. Questo scrupolo conferiva alle sue inchieste grande solidità nella verifica dibattimentale”. “Il suo metodo di lavoro, moderno e dinamico, la convinzione (condivisa con altri colleghi, tra cui Paolo Borsellino) – di quanto fosse importante il lavoro in pool, la scelta del maxi processo per condurre in giudizio, condannare e sanzionare globalmente il mondo della mafia, muovevano da questo proposito”.

Nel corso della commemorazione è stato ricordato che dopo che il suo fascicolo personale è stato desecretato ora saranno desecretati e pubblicati ufficialmente, in cartaceo e sul sito del Csm, gli atti che erano rimasti custoditi negli archivi relativi ai fascicoli personali di Falcone e Francesca Morvillo. Con queste celebrazioni, ha sottolineato il capo dello Stato, “si vuole ribadire l’importanza fondamentale dell’azione di contrasto alla mafia svolta dall’autorità giudiziaria. Questa non deve trasformarsi in una celebrazione rituale, occorre riprendere i suoi valori”.

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