Manchester. L’Isis rivendica l’attentato con la solita nota farneticante contro i “crociati”. Diffusa l’identità di due delle 22 vittime: una bambina di 8 anni e una ragazza di 18. Si teme che il numero dei morti possa salire

Manchester. L’Isis rivendica l’attentato con la solita nota farneticante contro i “crociati”. Diffusa l’identità di due delle 22 vittime: una bambina di 8 anni e una ragazza di 18. Si teme che il numero dei morti possa salire

L’Isis ha rivendicato su uno dei suoi siti l’attentato di lunedì sera alla Manchester Arena, che è costato la vita ad almeno 22 persone. La rivendicazione è stata lanciata sia in arabo che in inglese, e il testo è decisamente farneticante. Secondo la traduzione fornita dal sito che indaga sull’estremismo islamico Siteintelgroup, dopo i tradizionali richiami ad Allah si afferma che l’attentato di Manchester è stato realizzato “per terrorizzare” gli infedeli e “in risposta agli attacchi contro le case dei musulmani”. Il testo prosegue “uno dei soldati del califfato è stato in grado di mettere ordigni in occasione di un raduno di ‘crociati’ nella città britannica di Manchester. Egli ha fatto esplodere gli ordigni in un’arena dove si teneva un concerto licenzioso. Il risultato è stata l’uccisione di circa 30 ‘crociati’ e il ferimento di altri 70. Ciò che sta per arrivare sarà ancora più duro e peggiore per gli adoratori della croce e i loro sostenitori, Allah permettendo”. Un messaggio pieno di farneticazioni, che ha provocato la reazione durissima dello stesso mondo arabo. Il Consiglio dei saggi musulmani, sotto la direzione del Grande Imam di Al-Azhar, Ahmed Al Tayyib, ha condannato fortemente l’esplosione terrorista di Manchester. Lo riferisce un comunicato emesso dal “Media Center” di Al-Azhar, il più influente centro teologico e universitario dell’islam sunnita. “Simili atti terroristici vili” sono “privi di umanità” e “ciò necessita l’unificazione degli sforzi per sradicare il terrorismo”, si afferma nella nota. Lo sradicamento del terrorismo deve avvenire “qualsiasi sia la sua forma, al fine di liberare il mondo dal male e dai crimini” perpetrati dai terroristi, si afferma ancora nel comunicato dell’istituzione basata al Cairo e massima espressione dell’islam sunnita. Il “Majlis hokamaa al moslemin” (Consiglio dei saggi musulmani, nato nel 2014 e con sede ad Abu Dhabi, ndr) inoltre ha presentato “le proprie condoglianze più profonde al popolo e al governo britannici pregando Dio che le famiglie delle vittime siano ispirate da pazienza e coraggio e che i feriti guariscano il più rapidamente possibile”, riferisce ancora la nota.

Svelata l’identità dell’attentatore: Salam Abedi, 22 anni, nato in Gran Bretagna da genitori libici

La polizia britannica ha recuperato un filmato “catturato” dalle telecamere a circuito chiuso che mostra il kamikaze arrivare a piedi alla Manchester Arena subito prima di azionare l’ordigno. Lo riporta il Guardian. Il video mostra che l’esplosione è stata deliberata e provocata da una bomba, con ogni probabilità collocata in una borsa, ha spiegato una fonte, che ha descritto l’ordigno come artigianale e non sofisticato. Era abbastanza stabile da sostenere un trasporto ed è esploso con effetto devastante. Sarebbe stato assemblato in Gran Bretagna. Il terrorista aveva un documento di identità con sé, secondo le fonti. L’uomo identificato dalla polizia – il 22enne Salam Abedi – era nato da genitori libici, arrivati in Gran Bretagna per sfuggire alle persecuzioni del regime di Muammar Gheddafi.

Le due vittime delle quali sono state diffuse le identità: Saffie Rose, 8 anni, e Georgina, 18

Intanto, proseguono le informazioni sulle vittime. Sono 12 i bambini sotto i 16 anni feriti molto gravemente e in pericolo di vita, secondo David Ratcliffe, direttore sanitario del North West ambulance service. Due le vittime accertate, per il momento. Si tratta di una bambina di otto anni, Saffie Rose Roussos, che era al concerto con sua madre, Lisa Roussos, and la sorella, Ashlee Bromwich. Queste ultime versano in gravi condizioni in ospedale. Ha perso la vita anche una ragazza di 18 anni, Georgina Callander. Chris Upton, preside della scuola elementare Tarleton parla della piccola Saffie: “era semplicemente una bellissima bambina, sotto ogni aspetto del termin. Era amata da tutti. ne ricorderemo il calore umano e la gentilezza”. La notizia della sua morte ha provocato uno schock terribile nella scuola, ha aggiunto. “Il pensiero che si possa andare ad un concerto senza poi far ritorno a casa spezza il cuore”, ha detto Chris Upton. La scuola ha immediatamente messo a disposizione degli alunni un pool di psicologi per superare il terribile trauma che tutti gli alunni stanno vivendo.

L’altra vittima della quale è stata resa nota l’dentità, Georgina Callander (nella foto con Ariana Grande, la cantante che si era esibita nel concerto), era una studentessa del Runshaw College. La scuola ha diramato un comunicato in cui si legge: “è con profonda tristezza che apprendiamo che una di coloro che hanno perso la vita nell’attentato di lunedì è una nostra studentessa. Il senso del nostro dolore e del lutto, i nostri pensieri e le nostre preghiere vanno agli amici, alla famiglia e a tutti coloro che sono stati colpiti dalla sua perdita”.

L’affannosa e drammatica ricerca dei ragazzi dispersi

Intanto, si fa più penosa la ricerca dei cosiddetti dispersi, di quelle persone, prevalentemente adolescenti, di cui si sono perse le tracce, dopo l’attentato. In queste ore, molti genitori continuano a fare la spola tra i diversi ospedali di Manchester per cercare di ritrovarli, mentre gli amici postano foto su Facebook e sui social medial. Secondo fonti della stampa britannica sarebbero diverse decine gli adolescenti ancora dispersi o che comunque non hanno dato notizia ai parenti e agli amici. Deborah Hutchinson, ad esempio, di Gateshead, è corsa a Manchester nella speranza di ritrovare la figlia adolescente, della quale non ha più notizie dalla tarda serata di lunedì. Nel suo post su Facebook, ha scritto che Courtney era in compagnia di Philip Tron, un suo amichetto. Di loro non si hanno notizie dalla notte tra lunedì e martedì. Di storie simili ce ne sono decine sui quotidiani britannici online. E non promettono nulla di buono. La ricerca dei dispersi si è complicata per effetto della diffusione di una falsa informazione sui social media, secondo la quale la catena Holiday Inn di Manchester avrebbe ospitato una sessantina di ragazzi. Ma l’albergo ha fatto subito sapere che ha fornito assistenza a molti ragazzi nell’immediatezza dell’attentato, ma che nessuno di loro è rimasto a dormire.