Mafie, sono 453 i beni immobili gestiti dall’Agenzia nazionale

Mafie, sono 453 i beni immobili gestiti dall’Agenzia nazionale
“L’agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alle mafie, su Roma gestisce circa 435 beni immobili. Di questi 307 sono a scopo abitativo tra appartamenti, ville o box, 67 a uso commerciale e 51 terreni. Di questi 260 sono beni a confisca definitiva e 142 a confisca di primo e secondo grado”. Questi i dati illustrati da Marco Genovese, di Libera Roma, nel corso di un incontro presso la sala del Carroccio in Campidoglio tra le realtà che aderiscono alla Rete dei numeri pari e che stamattina si sono confrontate, alla presenza dell’assessore al Sociale di Roma, Laura Baldassarre, e del consigliere di Sinistra Italiana, Stefano Fassina, sul tema dell’assegnazione dei beni confiscati alle mafie nella capitale poiché “le modalità con cui sono stati gestiti i beni confiscati, finora, non è mai stata chiara: non ci sono mai state norme chiare per la riassegnazione – ha aggiunto Genovese – Le mafie a Roma stanno facendo e hanno fatto affari negli anni”.
Obiettivo dell’incontro “è richiedere l’utilizzo sociale dei beni confiscati alle mafie – ha spiegato Martina Di Pirro, della Rete dei numeri pari – una richiesta che arriva dalle circa 170 realtà che aderiscono alla Rete dei numeri pari e che operano mettendo al centro il tema della dignità umana e dell’uguaglianza, in particolare su Roma dove da molti anni ci sono problematiche sul tema delle povertà e delle diseguaglianze”. Altra richiesta arrivata dalla Rete è quella di un tavolo “poiché ci piacerebbe che i livelli istituzionali dialogassero con noi – ha aggiunto Roberto Giordano, della Cgil di Roma – Riteniamo necessario un doppio binario d’intervento: da un lato bisogna mettere in campo una proposta politica generale, e dall’altro pensare a interventi specifici e di conforto immediati a chi vive nella povertà e disuguaglianza. Dopo Mafia capitale sarebbe simbolicamente importante che parte dei beni confiscati, venissero assegnati con l’obiettivo di dare una risposta all’emergenza immigrazione. Ma ci sono necessità anche sui centri antiviolenza”.
Sul tema migranti “mi auguro che le istituzioni, a ogni livello, anche nazionale e regionale, capiscano che ogni centesimo investito in accoglienza è un centesimo investito nella lotta alla mafia, al radicalismo e nella lotta a tutte le cose negative che ruotano attorno alle migrazioni. Investire in accoglienza significa investire in sicurezza”, ha sottolineato Andrea Costa del Baobab.
Ancora tra le richieste della Rete dei numeri pari quella di una seduta straordinaria dell’assemblea capitolina sul tema. “Roma è la lavanderia ben riuscita delle mafie – ha spiegato Danilo Chirico, dell’associazione daSud – Il tema dei temi resta la periferia della città. Quando sono le mafie a pagare il welfare nelle periferie, l’antimafia deve essere prioritaria nell’agenda dell’amministrazione. Avevamo chiesto alla sindaca una seduta straordinaria su questo tema, ma ad oggi ancora niente. Non può arrivare sempre la magistratura prima della politica. Le istituzioni devono mettersi in testa di essere il primo presidio di legalità. Noi ci siamo a sostegno sul territorio, ma le istituzioni devono prendere una forte presa di posizione”. Tra le altre proposte giunte dai diversi interventi: quello di un bando per l’assegnazione dei beni confiscati che tenga conto delle realtà in grado di autofinanziarsi; quello di agire sulle banche dati per uniformare la progettazione o ancora una maggiore chiarezza sulle procedure di assegnazione dei beni confiscati alla mafia.
“Quando ci siamo insediati abbiamo trovato beni utilizzati senza procedure uniformi e tantissimi beni inutilizzati – ha spiegato l’assessore Baldassarre – Abbiamo dato priorità a questa tematica perchè se un’amministrazione non lo fa non fa il proprio dovere e abbiamo chiesto una mappatura di questi beni. Si sta lavorando a un regolamento per questo e mi impegno a organizzare un incontro tra le associazioni qui presenti e i consiglieri che ci stanno lavorando prima che il regolamento sia ultimato”.
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