Legittima difesa. Proseguono le critiche durissime alla legge. Sotto accusa il Pd, che però non replica nel merito, e gioca sul giorno e sulla notte

Legittima difesa. Proseguono le critiche durissime alla legge. Sotto accusa il Pd, che però non replica nel merito, e gioca sul giorno e sulla notte

All’indomani del via libera della Camera al ddl sulla Legittima difesa, crescono le polemiche e le mille perplessità sul testo del provvedimento, sia sulla rete che tra le forze politiche. Al centro del dibattito, in particolare, la modifica all’articolo 52 del Codice penale che considererà Legittima difesa, nei casi di violazione di domicilio, la “reazione ad un’aggressione commessa in tempo di notte ovvero la reazione a seguito dell’introduzione nei luoghi con violenza alle persone o alle cose ovvero con minaccia o con inganno”. A favore del provvedimento hanno votato a Montecitorio Pd e Ap, contro il centrodestra, Mdp, Sinistra Italiana e M5S.

Il responsabile Giustizia Pd e relatore della legge Ermini: “ho sentito Renzi al telefono e mi ha detto che la locuzione sulla notte era sbagliata”

Ma ripensamenti arrivano proprio dal relatore della legge, il deputato del Pd David Ermini, responsabile Giustizia del Nazareno, che svela una durissima telefonata con Matteo Renzi: “Renzi mi ha chiamato verso l’ora di cena, era notte – ha raccontato Ermini – Che la cosa si era messa male dal punto di vista della comunicazione e della percezione me ne sono accorto ieri mattina ascoltando il TgLa7, Renzi è arrivato dopo ma lui è molto più bravo di me e di noi e ha capito che quello che era uscito non era il testo della legge ma era una locuzione che, sì, poteva dare luogo a battute e a scherzi ma veniva percepita come se veramente la Legittima difesa fosse possibile solo di notte cosa che nel testo non è così “.

Ma Ermini non aveva letto i giornali? Critiche dei giuristi sull’insieme del testo, non solo sulla “locuzione”

Evidentemente il relatore di maggioranza del provvedimento e responsabile Giustizia del Pd non aveva ancora letto i quotidiani, pieni di analisi e commenti di giuristi del calibro di Michele Ainis, Bruno Tinti, Livio Pepino, e di giornalisti come Roberto Saviano che non avevano affatto contestato solo la percezione della “locuzione”, ma avevano letteralmente fatto a pezzi il disegno di legge, soprattutto nella parte in cui si dà via libera al Far West, o alla giustizia “fai da te”, usando armi da fuoco. Il punto sollevato dai giuristi sui quotidiani e dal presidente dell’Associazione nazionale magistrati oggi era relativo al senso, alle ragioni inesistenti di intervenire sugli articoli 52 e 59 del Codice penale. Intervistato venerdì dal Giornale Radio Rai, il presidente dell’Anm, Eugenio Albamonte, spiega la contrarietà della magistratura nei confronti della riforma della Legittima difesa: “un intervento che non serviva, perché la giurisprudenza dimostra, anche soltanto guardando gli ultimi casi, che c’è un atteggiamento di estremo favore da parte dei giudici verso chi invoca la legittima difesa, non è discrezionale ma già stabilito dalla legge, già esisteva un canone normativo e veniva interpretato in modo favorevole a chi vantava la difesa. Quindi un intervento ulteriore non serviva, soprattutto se come in questo caso, è anche un po’ confuso”. Albamonte inoltre fa riferimento allo stato di “grave turbamento psichico”, previsto dalla nuova normativa: “è una categoria giuridica che non esisteva fino a poco fa e che metterà alla prova i giudici, che dovranno stabilire quando c’è turbamento, quando non c’è, quando è grave, e quindi porrà dei problemi applicativi”. E poi il nodo dell’orario notturno: “non c’è una norma purtroppo che stabilisce quando bisogna considerare esistente l’orario notturno e quando no. E soprattutto non c’è una norma del codice penale che stabilisce questo”. Per Albamonte la cosa migliore sarebbe “desistere dal mettere mano a questa normativa, c’è già una normativa che è più che sufficiente… A me pare che tutto questo intervento sia molto caratterizzato dall’esigenza di assecondare una sensazione, una percezione all’interno della società, ma il legislatore non deve assecondare gli umori”, conclude.

Il Pd però continua a far finta di non capire e punta tutto sulla percezione della “notte”, evitando di replicare nel merito delle critiche giuridiche

La conclusione del dottor Albamonte è confermata dalle parole dello stesso Ermini, che invece di fare autocritica nel merito del testo ha parlato proprio di percezioni: “dopo aver parlato con Matteo – ha aggiunto – mi sono reso conto che aveva ragione: ho aperto twitter e a ho visto il tweet di Vittorio Zucconi e anche lui diceva che questa roba di sparare solo di notte è una roba da ubriachi. La percezione era completamente stravolta, tutti, anche i grandi giornalisti, avevano capito una cosa che non è nel testo. Renzi mi chiama e mi dice: se la percezione che esce è questa qui, dobbiamo fare in modo che la percezione sia di completa sicurezza. Quindi siamo disponibili a correggere, a togliere, a modificare questa locuzione per dare una legge equilibrata che specifica e non stravolge”. Ma come, giuristi importanti, l’associazione dei magistrati, illustri penalisti, e perfino il presidente del Senato Grasso che con una battuta ha praticamente liquidato la legge (“Meno male che c’è il Senato”, ha detto ai giornalisti) sostengono che è meglio rimettere la legge nel cassetto, e loro, nel Pd, credono che basti cambiare la “tempistica” dei furti? Che stia circolando questa falsa “percezione” lo conferma anche il tweet del tesoriere del Pd, Francesco Bonifazi: “Non facciamoci coprire di ridicolo. La differenza tra notte-giorno non la capisce nessuno. La difesa o è legittima difesa sempre o non lo è”. Se nel Pd, a partire da Renzi, dai renziani e dal relatore Ermini sono convinti che basti emendare quella parte, si sbagliano, e di grosso. Perché non rispondono nel merito a chi attacca il provvedimento, come Sinistra Italiana e Mdp, per un evidente, palese, increscioso e imbarazzante cedimento alla lobby delle armi da fuoco? Che differenza fa se si spara al ladro alle 11 di mattina o alle 3 di notte? Inoltre, il dottor Albamonte pone un quesito giuridico di enorme rilievo, ovvero l’inesistenza del “turbamento psichico” come “categoria giuridica”. Che cosa replicano il Pd e Alfano a questa obiezione di natura squisitamente tecnico-giuridica?

Nicola Fratoianni, Sinistra Italiana: il Pd insegue la destra sul piano securitario

La verità, come sostiene Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana, è che si tratta di un provvedimento che insegue la destra sul suo stesso terreno securitario, invece di affrontare altri e più gravi problemi. “Dall’Anm”, scrive Fratoianni in una nota, “parole sagge e competenti. Noi siamo d’accordo con i magistrati italiani: il Parlamento ieri ha prodotto una norma, quella sulla Legittima difesa, inutile, confusa, pericolosa. Il governo e il Parlamento dovrebbero invece affrontare ben altre emergenze, dalla povertà alla drammatica mancanza di lavoro e reddito per milioni di nostri concittadini”, Inoltre, conclude, “il Pd invece di rincorrere le urla della destra metta in discussione la propria posizione che non farà aumentare di certo la sicurezza nel Paese. Aumenteranno la paura e, purtroppo, i morti. E aumenteranno, temo, pure i voti per la destra”.

Francesco Laforgia, capogruppo Mdp alla Camera e avvocato: “la sinistra al traino della destra è inutile”

Sulla stessa linea Francesco Laforgia, capogruppo Mdp alla Camera:  “La sinistra che va al traino della destra perde la sua funzione e si rende totalmente inutile”, afferma su Facebook. “Noi abbiamo votato contro questo pastrocchio di legge su legittima difesa che esiste già. C’è una differenza enorme – prosegue – tra il diritto alla difesa e la giustizia fai da te e neanche su questo, il Pd è riuscito ad essere un argine alle pulsioni di una politica che vive sulle paure delle persone. E’ un arretramento sul piano della civiltà giuridica e si rischia, per l’indeterminatezza che introduce di non tutelare efficacemente le vittime delle aggressioni”.

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