Legge elettorale. Renzi forza ancora la mano. Ritirato il testo base, l’Italicum bis, perché il Pd non lo vuole. Mercoledì nuovo relatore, Fiano, e nuova proposta. Stravince Verdini

Legge elettorale. Renzi forza ancora la mano. Ritirato il testo base, l’Italicum bis, perché il Pd non lo vuole. Mercoledì nuovo relatore, Fiano, e nuova proposta. Stravince Verdini

L’Italicum bis non sarà il testo base della legge elettorale. Quanto era già chiaro dalle dichiarazioni degli ultimi giorni è stato ufficializzato nella riunione della commissione Affari costituzionali della Camera: la proposta avanzata dal relatore Andrea Mazziotti non aveva i numeri per andare avanti dopo che il Pd aveva dichiarato la sua contrarietà e chiesto si procedesse invece con una proposta che prevede il 50% di maggioritario e il 50% di proporzionale, ma senza scorporo e con soglie di sbarramento alte. E senza lo scorporo, il Berlinellum si trasforma in Verdinellum. Una posizione che è stata confermata da Emanuele Fiano e su cui il Pd ha trovato la sponda di Ala, fittiani, Autonomie e Lega. Alla fine del giro di tavolo, Mazziotti ha preso la parola per annunciare la sua intenzione di ritirare il testo.

La resa del relatore Mazziotti e l’annuncio di Fiano che mercoledì il nuovo relatore sarà proprio lui. Le mani di Renzi sulla legge elettorale

“So contare anche io”, ha argomentato. Resta tuttavia in sospeso una questione: quella del relatore. Molti partiti, a cominciare da Fi e M5s, hanno chiesto al presidente della commissione di rimanere come garanzia di “terzietà”. Tuttavia il Pd reclama quel ruolo per un suo esponente, il nome è quello di Emanuele Fiano. Il quale sembra dare per scontato che andrà a finire così. “Domani ci sarà la proposta del Pd quando sarà nominato il relatore”, dice. Si tratta di quello stesso Fiano che non più tardi dell’11 maggio aveva dichiarato “ci rimettiamo con senso istituzionale al mandato del presidente Mazziotti che questa sera presenterà un testo su cui non faremo ostruzionismo. Ovviamente teniamo le mani libere per proporre i nostri emendamenti che dovranno essere presentati entro il 23 maggio per poi andare in aula il 29”. Dunque, se Fiano parlava di emendamenti al testo base l’11 maggio, cos’è accaduto, nel frattempo, di tanto grave da far maturare nel Pd una posizione così diversa? L’irruzione di Renzi nel dibattito sulla legge elettorale, attraverso la riunione della “cabina di regia” nella quale ha imposto di far saltare il banco. Con Renzi i capigruppo Ettore Rosato e Luigi Zanda, la ministra Anna Finocchiaro e la sottosegretaria Maria Elena Boschi. E così è stato.

Le accuse del relatore Mazziotti: “se ci sarà un fallimento non sarà imputabile al Parlamento, ma ai partiti”

Mazziotti, tuttavia, ha annunciato che si riserva di decidere sul punto e ha deciso di prendersi una notte di riflessione. Domani prima della riunione della commissione ci sarà un ufficio di presidenza in cui si discuterà anche del timing visto che il calendario prevede l’approdo della legge elettorale in aula il 29 maggio. “E’ evidente – spiega però Mazziotti – che questa scelta determinerà uno slittamento dei tempi”. La resa del relatore Mazziotti non è però priva di accuse. “Ritengo che partire da un testo così poco condiviso in commissione e con prospettive a dir poco complicate al Senato sia molto rischioso – ammette – ma se ci sarà un fallimento non sarà imputabile al Parlamento, ma ai partiti a cui i gruppi parlamentari fanno capo. Perché i veti non nascono qui. Arrivano dalle segreterie di partito”, attacca. Si ripartirà dalla proposta votata all’unanimità dall’ufficio di presidenza Pd che prevede il 50% di maggioritario e il 50% di proporzionale, i collegi, le coalizioni per costruire i collegi maggioritari e il no alle preferenze.

Toninelli, 5Stelle, attacca: “il Pd impone uno schifo di legge elettorale spacciandolo per tedesco”

Furibondo Danilo Toninelli, M5Stelle: “Il Pd sta imponendo insieme a partiti che non sono mai stati votati dai cittadini come Ala, uno schifo di legge elettorale spacciandolo per tedesco. E’ un’offesa al Parlamento”, dice in commissione Affari costituzionali. “Dite che volete la legge elettorale che favorisce voi e i vostri alleati Alfano e Verdini”, aggiunge.

Berlusconi: “siamo perplessi per la unilaterale proposta del Pd di un finto modello tedesco, il Verdinellum”

Silvio Berlusconi è l’unico leader che interviene in tarda serata dopo la decisione di ritirare il testo base, e con parole molto dure. “Sono convinto che il nuovo sistema di voto possa essere approvato in Parlamento seguendo il monito del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ed essere dunque il frutto della più ampia condivisione possibile tra le forze politiche”, scrive in una nota Berlusconi. “Forza Italia non ha mai cambiato idea: chiediamo un sistema elettorale proporzionale (con eventuale premio di maggioranza alla coalizione che raggiunge il 40%), e con un modo serio e trasparente di assicurare il rapporto fra elettori ed eletti, escludendo quindi il voto di preferenza. Siamo quindi molto perplessi per la unilaterale proposta del Partito democratico di un finto ‘modello tedesco’ (il cosiddetto Verdinellum), che cela un inapplicabile maggioritario e che mortifica il doveroso rapporto che deve esserci tra i voti espressi dai cittadini e gli eletti.”, aggiunge Berlusconi.