Legge elettorale. Il presidente della Commissione alla Camera Mazziotti ha sentito i partiti. Ma regna ancora il caos. Giovedì forse il testo base

Legge elettorale. Il presidente della Commissione alla Camera Mazziotti ha sentito i partiti. Ma regna ancora il caos. Giovedì forse il testo base

Prosegue il caos sulla legge elettorale, incardinata alla Camera, ma con una trentina di disegni di legge ufficialmente presentati in Commissione. Resta inoltre l’appuntamento per il dibattito in Aula già fissato per il prossimo 29 maggio. Nel frattempo, il relatore Andrea Mazziotti lavora alla definizione di un testo base, sul quale far convergere la maggioranza delle forze politiche. “L’obiettivo resta quello di presentare il testo base sulla legge elettorale giovedì di questa settimana. Al momento, sto incontrando tutti i gruppi parlamentari per valutare come procedere e poi tireremo le somme”, ha detto, parlando con i giornalisti a Montecitorio, Andrea Mazziotti (Ci), che ha aggiunto: “L’obiettivo è finire gli incontri tra stasera e domani, prima della nuova riunione della commissione, con posizioni chiare da cui poi trarre la sintesi per il testo base”. Le incognite restano dunque tutte, dopo la diffusione delle posizioni di ciascun partito.

Il Pd: per Guerini, se c’è una proposta, ci si lavori. Per Rosato, due le opzioni in campo. E per Richetti, si opera per una buona legge

“Se c’è un proposta, un testo in grado di essere approvato a Camera e Senato in tempo rapido, noi ci siamo. Se si vuole perdere tempo, questa non è idea del Pd”, ha detto Lorenzo Guerini ex vicesegretario del Pd.  Quanto all’appello di Dario Franceschini a Fi, osserva: “Berlusconi è un interlocutore come tutte le altre forze politiche. Chi vuole discutere e non perdere tempo è un nostro interlocutore ma finora Berlusconi ha perso tempo”. Il capogruppo alla Camera, Rosato, lancia la sua sfida: “Stiamo lavorando, si vedrà chi vuole fare sul serio la legge elettorale e chi ha in mente solo annunci. Per noi il calendario della Camera va rispettato e ci sono tutte le condizioni per farlo”. Ed ha aggiunto che “ci sono due opzioni in campo, vedremo qual è la più credibile”. Quale forno sceglierà il Pd tra M5S e FI? “Non dobbiamo infornare niente ma fare una buona legge elettorale. Noi non abbiamo interesse a escludere qualcuno, chi lo vuole fare non vuole una buona legge. Noi guardiamo a una buona legge non alla scelta Di Maio-Berlusconi”, ha invece affermato Matteo Richetti intercettato in Transatlantico a Montecitorio.

Forza Italia, dopo l’incontro con Mazziotti. Proporzionale con premio alla coalizione e armonizzazione tra Camera e Senato

“C’è stato un primo e utile incontro con il presidente Mazziotti. La nostra proposta prevede: base proporzionale, premio di maggioranza alle coalizioni, omogenizzazione delle soglie tra Camera e Senato, collegi di tipo provinciale”, ha spiegato Renato Brunetta, capogruppo Fi alla Camera, al termine dell’incontro con il relatore della legge elettorale. “Su questa base – aggiunge – noi siamo disponibili a discutere con tutti gli altri partiti, con tutte le altre forze politiche, in ottemperanza al mandato ricevuto dal presidente della Repubblica per far presto e bene e avere una legge elettorale approvata, almeno qui alla Camera, prima della pausa estiva”. Quanto al tetto dello sbarramento, Brunetta non fa numeri. “Per noi è importante – ha detto – una omogenizzazione per avere quanto più è possibile stesse maggioranze tra Camera e Senato”.

Mdp. Il capogruppo Laforgia: capilista bloccati e armonizzazione tra Camera e Senato. E polemizza con Renzi

“Da due mesi chiediamo che si arrivi ad un testo che possa consentire una discussione seria in Parlamento sulla legge elettorale. Per noi i capisaldi restano sempre gli stessi: eliminazione dei capilista bloccati e armonizzazione tra Camera e Senato. Scaricare la responsabilità su quelli che hanno sostenuto il ‘no’ al referendum non solo è da irresponsabili, dopo aver approvato con una forzatura una legge incostituzionale, ma anche un grande inganno, visto che la legge elettorale non c’entrava nulla con la riforma costituzionale. Adesso il Pd faccia la prima mossa dopo aver sospeso tutto in attesa del congresso, noi non ci sottrarremo alle nostre responsabilità”, ha affermato in una nota il presidente dei deputati di Articolo 1- Mdp, Francesco Laforgia.

M5S. Toninelli: Legalicum con proposta Fragomeli

“Al relatore Mazziotti abbiamo detto di partire da una sintesi tra il Legalicum e l’ ultima proposta in ordine di tempo depositata dal Pd, a prima firma Fragomeli”, ha detto Danilo Toninelli, spiegando la posizione di M5s sulla legge elettorale. Il Legalicum è un turno unico, è stato osservato, mentre la pdl Fragomeli è un doppio turno: “la pdl Fragomeli – ha replicato Toninelli – assegna il premio a chi supera il 37% e in caso contrario prevede il secondo turno. Non entro nelle tecnicalità né dico che sposiamo questa proposta. Quello che intendiamo sottolineare è che noi vogliamo che si parta con serietà da un qualcosa. Siccome il Pd da mesi dice cose diverse, e la pdl Fragomeli è l’ultima proposta, noi ne prendiamo atto e chiediamo di far sintesi fra essa e la nostra proposta”. “Questa è l’unica proposta che può essere approvata dal Parlamento – ha concluso Toninelli – ricominciare da zero, per esempio con i collegi uninominali finti, o non porta a nulla o a esiti dannosi”.

Ap (alfaniani). Lupi: proporzionale con preferenze con sbarramento al 3%. Indifferenti al premio, di lista o di coalizione fa lo stesso

“Noi di Alternativa popolare abbiamo depositato una proposta di legge il 24 febbraio scorso e ne ribadiamo i contenuti: rappresentanza e libera scelta dei cittadini che devono poter scegliere direttamente con le preferenze chi li rappresenterà in Parlamento. Il principio di rappresentanza viene per noi garantito da uno sbarramento omogeneo del 3 per cento sia per la Camera che per il Senato”, ha dichiarato, interpellato dal Tg1, il presidente dei deputati di Alternativa popolare Maurizio Lupi. “Quanto al premio di governabilità, non siamo integralisti. Noi lo abbiamo proposto per la coalizione, altri per la lista. Io penso che la maggioranza debba fare sua una proposta e poi se ne discuta liberamente con l’opposizione, ma non è per noi questo il punto dirimente”, ha concluso.

Insomma, siamo ancora alle battute iniziali di un confronto che si annuncia tutto in salita, data la pluralità di posizioni, e di sospetti, soprattutto tra i tre partiti maggiori, Pd, M5S e Forza Italia.

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