L’ecomostro in fiamme continua a soffiare i suoi fumi. Resta l’allerta a Pomezia ed Ardea. Scuole chiuse, divieto di raccolta dei prodotti agricoli e stop al pascolo del bestiame

L’ecomostro in fiamme continua a soffiare i suoi fumi. Resta l’allerta a Pomezia ed Ardea. Scuole chiuse, divieto di raccolta dei prodotti agricoli e stop al pascolo del bestiame
Vigili del fuoco ancora al lavoro in via Pontina vecchia, allo stabilimento di stoccaggio e smaltimento di rifiuti industriali Eco X di Pomezia andato a fuoco venerdì. Sono almeno 40 gli uomini impegnati con tre autobotti e altri mezzi speciali. I pompieri sono al lavoro per le opere di smassamento e raffreddamento e contemporaneamente per la rimozione dei vari materiali presenti nel deposito. Le fiamme, secondo quanto si apprende, sono notevolmente ridotte ma il fumo è ancora presente. Quanto alle forze in campo l’Agenzia Regionale di Protezione Civile comunica che nelle attività di spegnimento dell’incendio divampato venerdì scorso nello stabilimento della ditta Eco X sulla via Pontina Vecchia, fin dalle prime battute, sono intervenute a supporto dei Vigili del Fuoco 10 associazioni di Protezione civile regionale per un numero totale di 50 volontari. Per lo spegnimento dell’incendio sono state impiegate in totale 10 autobotti, di cui 1 da 36mila litri, 2 da 14mila litri, 2 da 6 mila litri e infine 5 da 4mila litri. 
 
I monitoraggi di Arpa Lazio sono tranquillizzanti sulla qualità dell’aria: “Nessuno sforamento dei limiti di legge”
 
“In riferimento all’incendio sviluppatosi nella mattinata del 05/05/2017 presso l’impianto di trattamento rifiuti della Eco X sito nel comune di Pomezia, Via Pontina Vecchia Km 33.381, si comunica che anche nella giornata del 06/05/2017, così come in quella precedente, i dati rilevati dalle stazioni di monitoraggio della qualità dell’aria situate nel comune e nella provincia di Roma e quelli rilevati dal mezzo mobile posizionato nel centro abitato di Albano Laziale non hanno evidenziato superamenti dei limiti previsti dal D. lgs 155/2010. Inoltre le medie giornaliere e le medie orarie osservate continuano ad essere in linea con quelle dei giorni precedenti e con i valori normalmente rilevati in questo periodo dell’anno. In data odierna i tecnici dell’Agenzia hanno provveduto a prelevare i primi campioni dai campionatori che erano stati collocati in prossimità dello stabilimento interessato dal rogo nella giornata di venerdì. Nei prossimi giorni, nei minimi tempi tecnici consentiti dalle procedure analitiche, saranno disponibili gli esiti delle determinazioni”. Così una nota di Arpa Lazio.
 
A Pomezia scuole di ogni ordine e grado chiuse lunedì e martedì
 
Intanto lunedì e martedì le scuole di Pomezia resteranno chiuse, lo ha deciso il sindaco Fabio Fucci che ha firmato un’ordinanza che dispone la chiusura in via precauzionale di tutte le scuole di ogni ordine e grado per le giornate di lunedì 8 e martedì 9 maggio 2017, al fine di consentire le operazioni di pulizia straordinaria che dovranno interessare le aree eventualmente esposte alla ricaduta da combustione. Tali operazioni dovranno essere assicurate a cura dei soggetti responsabili delle strutture. Fucci ha anche fatto sapere quale sarà la posizione del Comune se ci sarà un processo.
 
Il Comune di Pomezia e la Coldiretti pronti a costituirsi parte civile
 
“Se dovesse instaurarsi un processo a carico di eventuali responsabili dell’accaduto il Comune di Pomezia si costituirà parte civile per ottenere il risarcimento di eventuali danni ambientali, alla salute pubblica e di immagine. Siamo certi che gli organi competenti lavoreranno al meglio al fine di tutelare la nostra Città e i nostri concittadini”. Stessa posizione della Coldiretti: “Ci costituiremo parte civile per chiedere il ristoro dei danni diretti, indiretti e di immagine subiti”, fa sapere David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, commentando il divieto di raccolta di ortaggi e frutti nei terreni coltivati entro il raggio di 5 chilometri dall’impianto di trattamento di rifiuti di Pomezia dove venerdì scorso si è verificato l’incendio. “Apprendiamo comunque con favore la delimitazione dell’area perché – aggiunge Granieri – in osservanza al principio di precauzione, arreca un importante contributo di chiarezza, circoscrivendo con precisione i terreni interdetti e liberando tutti gli altri dai timori circa la salubrità delle produzioni. I 5 chilometri di interdizione restringono la zona ai soli 4.000 ettari vicini all’impianto di stoccaggio e sollevano da ogni preoccupazione una vasta area di produzione agricola che comprende 21 comuni, si estende per oltre 100.000 ettari e che registra la presenza di almeno 150 aziende. Fatta eccezione per le poche realtà produttive insediate nella circoscrizione dei 5 chilometri, per le quali comunque chiederemo opportuni risarcimenti in sede civile, da oggi possiamo escludere, grazie alle analisi eseguite dalle autorità sanitarie e ambientali, ogni qualsiasi rischio di contaminazione dei prodotti provenienti dal resto del comprensorio. Anche questo episodio conferma la necessità di apprestare misure sempre più pressanti ed efficaci a tutela del sistema agricolo regionale che, anche nella zona devastata dal rogo, è una fonte preziosa di economia, reddito, lavoro e di produzioni agroalimentari di qualità”. “Il divieto in oggetto riguarda la raccolta, la vendita e il consumo di prodotti ortofrutticoli, il pascolo degli animali e l’impiego di foraggi prodotti in loco per l’alimentazione del bestiame”, conclude.
 
Il commissario straordinario del Comune di Ardea ha ordinato il divieto di raccolta e vendita dei prodotti agricoli e lo stop al pascolo del bestiame
 
Intanto scattano i primi divieti sulle coltivazioni, come quello deciso con una ordinanza dal commissario prefettizio di Ardea, Antonio Tedeschi, che ha firmato un’ordinanza di divieto di raccolta degli ortaggi e di pascolo degli animali nel territorio comunale distinto in un raggio di 5 chilometri dal luogo dell’incendio dell’impianto di stoccaggio EcoX di via Pontina Vecchia. È quanto scaturito da una richiesta pervenuta ufficialmente dalla Direzione del dipartimento di prevenzione della Asl Roma 6″. È quanto si legge sul sito del Comune di Ardea. “Nel dettaglio – prosegue – il divieto riguarda la raccolta, la vendita e il consumo di prodotti ortofrutticoli coltivati, il pascolo degli animali, l’utilizzo di foraggi per alimentazione animale provenienti dall’area interessata ed eventualmente esposti alla ricaduta da combustione. Inoltre, si ordina di provvedere al mantenimento degli animali da cortile in stabulazione chiusa, evitandone il razzolamento. L’ordinanza ricorda come i prodotti ortofrutticoli derivanti dalla coltivazione nei terreni posti al di fuori dell’area ma in zone immediatamente prospicienti dovranno essere sottoposti prima della consumazione a un accurato lavaggio in acqua corrente e potabile. Dall’unità di crisi comunale sottolineano come rimanga in vigore il suggerimento di mantenere chiuse le finestre ma in un raggio di 5 km dal luogo dell’incendio, fino a ulteriori indicazioni”.
 
La sindaca Raggi tranquillizza su Roma: “Nessuna criticità per la qualità dell’aria”
 
“Stiamo continuando a monitorare la situazione dopo l’incendio nello stabilimento Eco X sulla Pontina. Al momento gli ultimi dati sulla qualità dell’aria non rilevano criticità e sono tutti nella norma. Vorrei tranquillizzare i cittadini: secondo l’Arpa Lazio nell’aria non ci sono sostanze inquinanti o pericolose per la nostra salute”, scrive, su Facebook, il sindaco di Roma Virginia Raggi. “Dopo l’incendio ho convocato immediatamente il Coc, il Centro Operativo Comunale – aggiunge – per avere continui aggiornamenti su quanto accaduto. Per fortuna già da ieri le centraline Arpa non hanno rilevato a Roma superamenti dei limiti imposti per la qualità dell’aria dalla normativa vigente. Sono state analizzate con particolare attenzione le concentrazioni misurate presso le stazioni Ciampino, Cinecittà e Fermi, le aree più vicine al luogo dell’incendio. Risultato: non sono stati evidenziati picchi di concentrazione di ossidi di azoto, di polveri o di benzene. Abbiamo comunque invitato l’Arpa Lazio a comunicare tempestivamente l’evolversi delle condizioni. I dati positivi sono stati confermati anche dalle ultime rilevazioni con le 13 centraline posizionate a Roma che non hanno registrato alcuna criticità. Quindi la situazione nella Capitale appare regolare”. Raggi ha allegato al post anche le tabelle delle centraline con i dati delle rilevazioni Arpa.
 
Chiesta alla Raggi la chiusura dell’Outlet di Castel Romano dopo i malori di alcune commesse
 
“Arrivano i primi referti medici delle lavoratrici che si sono recate ieri al pronto soccorso: flebo e cure cortisoniche. Ciò lascia gravi dubbi sulla qualità dell’aria al Castel Romano Outlet”. Così una nota di Usb. “La sindaca Raggi usi il principio di precauzione – attacca Francesco Iacovone dell’Esecutivo Nazionale Usb Lavoro Privato – e in attesa di dati certi imponga la chiusura per ordinanza. Oggi mi sono recato di persona nel sito produttivo e il direttore dell’Outlet non è riuscito a darmi contezza della salubrità di questo luogo di lavoro. I rimpalli di responsabilità in questi casi risultano pericolosi e ho deciso di rimanere a Castel Romano fin quando qualcuno non farà piena luce sulla sicurezza di chi lavora e dei cittadini che fanno shopping. La sindaca dimostri coraggio e non si lasci intimorire dalle multinazionali del commercio. Sulla salute non si possono avere dubbi, che si aspettino le certezze per continuare ad operare”.
 
Fassina (SI): “La sindaca deve fare come il suo collega di Pomezia. Chiudere le attività commerciali”
 
“Altre due lavoratrici dell’Outlet di Castel Romano ricoverate e sottoposte a cura cortisonica a seguito dell’incendio alla Eco X. Il sindaco 5 stelle di Pomezia chiude le scuole nel raggio di 10 km, mentre il sindaco di Roma non dispone la chiusura delle attività commerciali che sono a 6 km. La sindaca Raggi faccia come il suo collega di partito e chiuda provvisoriamente tutte le attività economiche vicine all’area del grave rogo di ieri ricadenti nel territorio comunale di Roma”.