La Roma si conferma seconda e dà l’addio a Totti, Napoli terzo, l’Atalanta scavalca la Lazio, miracolo Crotone salvo in extremis

La Roma si conferma seconda e dà l’addio a Totti, Napoli terzo, l’Atalanta scavalca la Lazio, miracolo Crotone salvo in extremis

Il tema della trentottesima. Risolto pro Juve il problema scudetto una settimana fa, rimanevano ancora questi nodi da sciogliere: l’accesso diretto in Champions per chi conquistava il secondo posto e la terza squadra da retrocedere in serie B. La Roma, soffrendo non poco per buona parte dell’incontro, è riuscita a superare  solo negli ultimi minuti il Genoa (3-2), capitalizzando al massimo il punticino di vantaggio sul Napoli, il cui ennesimo roboante successo (4-2) sulla Sampdoria non è bastato e, così, i giallorossi possono dire d’essere rimasti i primi dopo la Juventus. Ma il fatto più clamoroso non solo di quest’ultima giornata ma dell’intero campionato è l’impresa compiuta dal Crotone che, superando la Lazio (3-1), è riuscito a scavalcare in extremis l’Empoli, acquisendo la permanenza nella massima serie. Altra notizia del giorno da affidare alla storia calcistica è stato l’addio di Francesco Totti che si è ufficialmente congedato dal calcio giocato.

Zona Champions.  La Roma, per due terzi dell’incontro con il Napoli stravincente  a Marassi con la Sampdoria, se l’era vista proprio brutta perché il Genoa, andato in vantaggio, raggiunto e superato, riusciva a pareggiare, dopo aver messo sotto i padroni di casa sciupando anche qualche palla gol. Neppure l’entrata di Totti a mezz’ora dal termine sembrava potesse sbloccare la partita e bisognava attendere fino ai minuti di recupero quando l’ultimo subentrante, Perotti, un ex, confezionava il risultato più importante del campionato blindando quel secondo preziosissimo posto. Il Napoli, dal canto suo, dopo aver condotto la gara ai massimi livelli e aver messo a segno un altro poker dei suoi doveva accontentarsi della terza poltrona e  del titolo di squadra più prolifica (94 gol) del torneo; incredibile a dirsi per un undici vedovo di Higuain che, sorprendentemente, ha trovato al proprio interno in Mertens il cannoniere principe insieme ad un lanciatissimo Insigne. Ottimo Napoli, dunque, ma, per il classico punto, ha lasciato alla Roma il ruolo di outsider. Roma da ricostruire al più presto visto che, dopo Totti, anche Spalletti andrà via per accasarsi all’Inter.

Totti,  stavolta è addio.  La favola di Totti, almeno calcisticamente, è giunta al termine e, come largamente previsto, fra striscioni, maglie e cartelli col n.10, e parecchie lacrime,  il grande campione romano lascia il campo da gioco per entrare sicuramente nella storia del calcio e, forse, continuerà in quest’ambito utilizzando il contratto di dirigente pronto da tempo; nei prossimi giorni la situazione si chiarirà.  La sua personale epoca calcistica, 28 anni, trascorsa interamente sulle rive del Tevere, simbolo di un amore che ha sempre resistito alle sirene di altri grossi club, italiani e stranieri, purtroppo non è stata costellata dai trofei più importanti ma lui è comunque rimasto sempre  il settimo re di Roma, acclamato, osannato, blandito.

Sorpresa delle sorprese.  Viene da Crotone, dove la squadra di casa, compie un autentico miracolo al quale, al termine del girone d’andata, con appena 9 punti, nessuno avrebbe mai creduto. Con la decisiva vittoria contro la Lazio, voluta e cercata fortemente, i calabresi hanno incamerato la bellezza di 25 punti nel ritorno di cui 20 nelle ultime nove partite, due più della stessa Juventus, che ha consentito progressivamente di risalire dall’ultima posizione, scavalcando prima il Pescara e il Palermo per posizionarsi a ridosso dell’Empoli superandolo proprio all’ultima giornata. Il Crotone, oltre ai grandissimi meriti propri, deve, però, ringraziare il Palermo che, infischiandosene della sua retrocessione già maturata, ha fatto di tutto per battere l’Empoli, onorando l’impegno e uscendo dalla massima serie a testa alta.

Le altre partite.    L’Inter si sveglia alla grande (5-2) contro l’Udinese ma è troppo tardi e, ancora una volta, esce fra i fischi di un pubblico deluso per l’andamento passato. Il Milan, invece, anche a Cagliari sembra comportarsi con la solita coerenza e sfodera un’altra, per fortuna l’ultima, prova mediocre uscendo battuto (2-1) con un rigore fallito da Bacca, mesto il suo sicuro addio, e un’altra espulsione di Paletta, ormai recordman in materia. Ma al Milan ora tiene banco il caso Donnarumma finché non si decide a rinnovare  il contratto.

Chiude, invece, molto bene l’Atalanta che supera il Chievo di misura (1-0) ma quanto basta per sorpassare la Lazio e piazzarsi in quarta posizione davanti agli uomini di Inzaghi, alla terza sconfitta consecutiva. La Fiorentina esce fra i fischi dopo aver rimontato (2-2) un Pescara da tempo in B, in un incontro fra due squadre già proiettate a notevoli cambiamenti, fra i viola si cerca il sostituto di Sousa, fra gli abruzzesi la squadra da rifare per la serie cadetta lasciandola sempre in mano a  Zeman. Pirotecnico 5-3 fra Torino e Sassuolo con Belotti tornato a segnare mentre la Juve, nell’anticipo di sabato, tanto per non perdere l’abitudine alla vittoria, ha chiuso in bellezza, pur con mezza squadra a riposo, cogliendo il ventinovesimo successo in quel di Bologna, in attesa della finale Champions di sabato 3 giugno a Cardiff con il Real Madrid.

 I presupposti per un’analoga, trionfale, chiusura anche in Europa ci sono tutti.

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