Incendio di Pomezia, esclusa dal ministero della Sanità la presenza di fibre d’amianto

Incendio di Pomezia, esclusa dal ministero della Sanità la presenza di fibre d’amianto
Sembra tornare il sereno, anche se alcuni nuvoloni restano all’orizzonte, su quanto accaduto all’impianto Eco X di Pomezia. Sarebbe infatti esclusa la presenza di fibre di amianto rilasciate dopo l’incendio. A darne notizia è lo stesso ministro della Sanità Lorenzin, che ha risposto in aula alla Camera, su quanto accaduto nella cittadina tirrenica: “Non c’è presenza di fibre di amianto dopo l’incendio. Questo è un dato estremamente positivo. Verranno attivate le procedure per la rimozione dei rifiuti e gli operatori verranno messi in sicurezza. E’ stato incaricato l’istituto di sanità di fare ulteriori analisi e di avviare la fase 2. L’Asl Rm6 ha fornito indicazioni ai Comuni di Ardea e Anzio per interdire nell’arco di 5 chilometri i prodotti ortofrutticoli e tenere nelle stalle gli animali. La asl ha pubblicato anche le precauzioni da prendere in questi casi”.
 
Ma il Comune di Roma vieta l’utilizzo dei prodotti agricoli di quel territorio
 
E’ sempre emergenza per l’incendio che ha distrutto una azienda di raccolta di rifiuti civili ed industriali a Pomezia. Provvedimento shock del Comune di Roma che ha vietato l’utilizzo di alimenti in arrivo nelle mense scolastiche dalle aree agricole interessate da fumi e ricadute di polveri sottili: “Relativamente alla comunicazione del Dipartimento Scuola del Comune di Roma Capitale inviata ad una serie di aziende impegnate nel servizio di ristorazione scolastica lo scorso 8 maggio, a seguito dell’ordinanza restrittiva del giorno 7 maggio del Comune di Pomezia, si sottolinea che il ‘divieto immediato di approvvigionamento delle derrate alimentari’ è stato ridotto dalla stessa amministrazione di Pomezia da 50 km a 5 km dal luogo dell’incendio nello stabilimento della Eco-X sulla Pontina. Tale misura, così come quella precedente, va intesa fino a nuova disposizione”.
 
Coldiretti salva i prodotti agricoli: “Totale assenza di idrocarburi policlici aromatici”
 
“Una notizia che aiuta a fare chiarezza e che ci consegna prime certezze importanti per la ricostruzione di un quadro di verità e di trasparenza sulla reale situazione di pericolo causata dall’incendio e subita dai residenti e dalle aziende agricole insediate nei pressi dell’impianto di rifiuti dove si è verificato il rogo che ha causato l’emergenza sanitaria, ambientale e che ha avuto pesanti ripercussioni sull’economia agricola a seguito del divieto di raccolta e vendita degli ortaggi”. Così in una nota David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, commenta “l’esito negativo delle analisi eseguite dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana sui vegetali prelevati a campione dalle campagne di Ardea, Pomezia, Lanuvio, Aprilia, Anzio e Genzano”.
“I dati rilevano la totale assenza di idrocarburi policiclici aromatici da trifoglio, orzo, insalate, grano, foglie di fave e carciofi, fieno, prato per il pascolo degli ovini, scarola, bieta, lattuga, piselli – prosegue -Il quadro delle risultanze non è completo, attendiamo anche l’esito delle analisi sulla eventuale presenza di diossina, ma questi primi risultati restituiscono serenità ai cittadini e agli imprenditori agricoli di Ardea e Pomezia che fino a venerdì scorso, prima del rogo, avevano abitualmente raccolto frutta, ortaggi e verdure per consegnarla agli operatori di mercato o anche venderla direttamente in azienda. Dobbiamo ancora aspettare altre 24 ore prima di poter archiviare questa brutta pagina. Nell’auspicio che anche le verifiche sulla dispersione eventuale di diossina in atmosfera si concludano con esito negativo, ci rallegriamo per queste prime rassicuranti notizie”. Intanto però le 150 aziende insediate nei 4.000 ettari delimitati dalla fascia di interdizione dei 5 chilometri continuano a registrare perdite economiche pesantissime per la impossibilità di commercializzare i propri prodotti orticoli. “Abbiamo chiesto alla Regione Lazio di attivare un tavolo istituzionale dove procedere alla prima quantificazione dei danni da mancato reddito per indennizzare le imprese. Non è pensabile – aggiunge il direttore della Coldiretti del Lazio, Aldo Mattia – che sia il sistema agricolo locale a dover pagare le conseguenze di un disastro la cui origine va ricercata altrove”.
 
L’Istituto Zooprofilattico regionale esclude la presenza di Ipa nei territori di Pomezia, Ardea, Aprilia e dei Castelli Romani
 
Ma di fronte all’ordinanza del Campidoglio c’è da registare quella della Regione Lazio: “L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e Toscana ha inviato alla Asl RM 6 i dati relativi al piano di monitoraggio sulle matrici vegetali a seguito dell’incendio presso la Eco X di Pomezia. I dati rilevano la totale assenza di IPA (Idrocarburi policiclici aromatici) nelle zone di Ardea, Pomezia, Lanuvio, Aprilia, Anzio e Genzano dove sono stati esaminati il trifoglio e l’orzo dal campo, insalata, il grano, le foglie di fava e carciofo, fieno misto, prato per pascolo ovini, scarola, insalata, bieta, lattuga, piselli e foglie. Il monitoraggio proseguirà anche nei prossimi giorni e verranno inoltre comunicati i dati relativi alla eventuale presenza di diossine”.