I clan di Ostia facevano affari in Spagna. Traffico internazionale di droga, 21 arresti, intercettati 700 kg di droga e sequestrati beni per oltre un milione di euro

I clan di Ostia facevano affari in Spagna. Traffico internazionale di droga, 21 arresti, intercettati 700 kg di droga e sequestrati beni per oltre un milione di euro
Vasta operazione dei carabinieri del Gruppo di Ostia a Roma, nell’hinterland della capitale e a Barcellona, dove i militari dell’Arma hanno eseguito una ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Roma su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia capitolina nei confronti di 21 persone, responsabili di traffico internazionale di droga. Contestualmente, i carabinieri hanno sequestrato beni, mobili e immobili, per un valore complessivo di circa un milione di euro. L’attività d’indagine dei carabinieri ha anche consentito il sequestro di 700 chili circa tra hashish, marijuana e cocaina, 5 pistole di vario calibro e di sventare un agguato commissionato da alcuni membri della famiglia Spada di Ostia.
 
A Barcellona carabinieri e Guardia civil smantellano una rete criminale e una rotta della droga che collegava Spagna ed Italia
 
Ma ecco nel dettaglio l’operazione dei militari dell’Arma: i carabinieri sono entrati in azione nella provincia di Roma e nella città di Barcellona, protagonisti i militari del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia, collaborati in fase esecutiva da personale della Guardia Civil spagnola, a conclusione dell’operazione convenzionalmente denominata “Critical”, per i reati di associazione armata finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti (art. 74 commi 1, 2, 4 DPR 309/90); detenzione e spaccio continuato e in concorso di ingenti quantità di stupefacenti (artt.73, art. 80 comma 2 D.P.R. 309/90, art. 110, 81 C.P.); ricettazione in concorso (artt. 110 e 648 c.p.); detenzione illegale di armi in concorso (art. 110 c.p e artt. 2 e 7 L. 2.10.1967 n. 895 – art 23 L. 18.4.1975 n. 110); possesso e fabbricazione di documenti di identificazione falsi (artt. 497 bis).
 
La droga arrivava dalla Spagna a Civitavecchia, occultata in camion che trasportavano frutta e verdura
 
L’attività investigativa costituisce la fase conclusiva di un’indagine, avviata nel maggio 2015, nei confronti di due organizzazioni criminali operanti sul litorale romano, in particolare quello di Ostia, e nella provincia di Roma, dedite entrambe al traffico internazionale di sostanze stupefacenti, importate principalmente dalla Spagna e da altre aree del territorio nazionale. Il gruppo criminale si occupava di smerciare ingenti quantitativi di stupefacente sul mercato locale ed anche in parte del territorio nazionale. I grossi quantitativi di droga venivano importati dalla Spagna e giungevano via mare al porto di Civitavecchia, occultati in camion che trasportavano frutta e verdura. Successivamente lo stupefacente veniva trasferito in alcuni box appositamente approntati dall’organizzazione e gestiti da diversi sodali che si occupavano anche di rifornire i vari acquirenti.
 
In manette boss e pusher. Al vertice dell’organizzazione un palermitano e due romani
 
All’interno dell’organizzazione ricoprivano un ruolo di vertice e di comando P.G. (58enne palermitano), F.F. (38enne romano) e T.L. (40enne romano) che finanziavano l’attività, organizzandola e dirigendola. Nel contempo, è stata individuata e disarticolata una rete di spacciatori e pusher che, dopo essersi riforniti dall’organizzazione, immettevano lo stupefacente sul mercato al dettaglio. La cessione dello stupefacente veniva effettuata attraverso una collaudata tecnica volta a raggirare le eventuali investigazioni, consistente in una sorta di “messaggi in codice” che i fornitori e gli acquirenti si scambiavano attraverso preventivi contatti telefonici. Durante le varie fasi dell’indagine i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia hanno sequestrato complessivamente 700 kg di sostanza stupefacente (tra hashish, marijuana e cocaina), 5 pistole e 100 proiettili di vario calibro.
 
Una intercettazione ha anche consentito di evitare un sanguinoso agguato di chiaro stampo mafioso
 
Durante le varie fasi dell’indagine i carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia hanno intercettato i momenti antecedenti alla commissione di un agguato che una delle due organizzazioni era in procinto di compiere ad Ostia nei confronti di una persona al momento rimasta ignota. L’efferato gesto, organizzato con l’approvazione e il sostegno di membri della nota famiglia Spada, non è stato portato a termine solo perché i due killer sono stati ostacolati dall’intervento dei carabinieri che, nel corso di una perquisizione effettuata all’interno del loro covo, ubicato nei pressi dell’idroscalo di Ostia, hanno rinvenuto e sequestrato uno scooter Yamaha T-Max, risultato rubato, due caschi con visiera schermata, guanti, tute da lavoro ed un revolver “Taurus” calibro 38 special con matricola abrasa e 4 proiettili nel tamburo. Gli arrestati, a conclusione delle operazioni di rito, sono stati tradotti presso il carcere di Roma Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità giudiziaria.
Contestualmente, in Ostia e Fiumicino, è stato dato esecuzione al decreto di sequestro beni, ex articolo 12 sexies legge nr 356/92, emesso dal Gip del Tribunale di Roma nei confronti di due degli arrestati, responsabili di aver riciclato e reimpiegato in attività lecite i capitali provento della loro attività di narcotraffico. Il sequestro ha riguardato i seguenti beni: 2 immobili; 1 terreno; 6 conti deposito a risparmio; 5 rapporti di credito presso istituti bancari vari; 1 ditta individuale; 1 autovettura, per un valore complessivo di circa 1 milione di euro.
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