Giro d’Italia già archiviato, ora si pensa al Tour de France. Nibali, conquistato un onorevole terzo posto dovrà scegliere fra la corsa francese e la Vuelta spagnola. Mediocri prestazioni del ciclismo italiano

Giro d’Italia già archiviato, ora si pensa al Tour de France. Nibali, conquistato un onorevole terzo posto dovrà scegliere fra la corsa francese e la Vuelta spagnola. Mediocri prestazioni del ciclismo italiano

Il Giro d’Italia del centenario è già storia passata. Sarà ricordato per il pubblico che ha preso d’assalto le strade  della grande corsa che mantiene intatto il suo fascino anche se i nostri “girini” non sono più quelli di una volta, non vincono, quando va bene si piazzano nelle volate. Non c’è stata la grande impresa, ma la passione ha portato milioni di persone ad affollare le strade. La televisione, la Rai che ha dato le dirette tappa per tappa ha registrato indici di ascolto record. Il segno che il ciclismo richiama sempre, anche quando i colori italiani non sono proprio all’apice. A differenza di altri sport, il calcio in primo luogo, la folla che occupa la strade della corsa applaude, incita non solo gli italiani, ma anche i corridori di altri Pesi quando sono bravi. La realtà è che il nostro ciclismo sta vivendo un momento difficile e non si può chiedere ad un solo uomo di fare tutte le parti in commedia. Allo stato solo Vincenzo NIbali è in grado di competere con campioni che vengono da ogni parte del mondo. E non è più il tempo de “l’uomo solo al comando”, di Fausto Coppi o di Gino Bartali. Così come le squadra in campo hanno ben poco di italiano. Comunque sia, Nibali, Aru assente per un infortunio, ha fatto quello che ha potuto, il terzo posto dopo uno come Dumoulin, il vincitore del Giro, un cronoman di gran classe non è cosa da poco. Gli organizzatori della corsa  sembra che avessero studiato il percorso proprio per il giovane olandese. L’ultima tappa, da Monza a Milano, era proprio a cronometro, il terreno prediletto da uno come Dumoulin che in salita riesce a difendersi. Forse se Nibali avesse osato qualcosa di più poteva agguantare il secondo posto. Ma non avrebbe cambiato di molto la situazione. Il Giro ci ha detto che il ciclismo italiano vive un momento di difficoltà. Si deve ringraziare Nibali che non solo ha portato a casa un onorevole terzo posto ma ha vinto anche una tappa, di quelle difficili, che fanno scoppiare il tifo. Subito dopo l’arrivo a Milano, ancora trafelato per una crono condotta a tutta birra, ha detto: “Più di questo non potevo davvero fare…” .  Onore a lui che  ha provato fino all’ultimo giorno a ribaltare come nel 2016 il Giro d’Italia che lo vide trionfante. Ma  davanti ad un cronoman come Tom Dumoulin – si legge nei commenti del dopo corsa – non c’erano davvero speranze: lo Squalo dello Stretto paga un paio di giornate da dimenticare tra Oropa e Blockhaus e deve accontentarsi della terza piazza nella Corsa Rosa numero 100, grande obiettivo di questa nuova stagione in maglia Bahrain-Merida ha detto. Nei primi dieci si trovano solo altri due italiani, Domenico Pozzovivo e  David Formolo. Un po’ poco.

Sabato 1 luglio parte la grande corsa francese, con Froome e Quintana. Lo squalo ancora indeciso

E ora archiviato il Giro si guarda già al Tour de France, edizione numero 104, che sabato 1 luglio parte con una tappa che da Dusseldorf torna a Dusseldorf, 14 chilometri a cronometro individuale. Una tappa pianeggiante con la prima maglia gialla che sarà appannaggio degli specialisti delle prove contro il tempo. Si concluderà domenica 23 luglio con la ventunesima tappa, Montgero–Parigi, 105 chilometri, una passerella per arrivare sui Campi Elisi. Molte e difficili le tappe di montagna che potrebbero essere decisive per la vittoria finale. Gran favorito Froome. E ci sarà anche Quintana. Si ripeterà il duello  con  Nibali? E Aru sarà della partita? Assisteremo a uno scontro diretto fra i due italiani, il meglio dei nostri pedalatori? È tutto ancora incerto. “Non so ancora cosà faro – dice Nibali – forse il Tour, forse la Vuelta, vedremo”. Tutto dipende dalle condizioni fisiche dello “squalo” se riesce a recuperare in tempi rapidi allora sarà il Tour, altrimenti salterà anche le classiche delle Ardenne e punterà sulla Vuelta, ad agosto in Spagna. Negli ambienti ciclistici si indica la Vuelta come il prossimo obiettivo di Nibali, c’è maggior spazio per recuperare la condizione ottimale e puntare alla maglia rossa, già indossata nel 2010 quando si aggiudicò la Vuelta. Concludiamo le nostre cronache con l’ordine d’arrivo dell’ultima tappa del Giro e con la classifica finale.

Ordine di arrivo  della tappa Monza -Milano

  1. Jos Van Emden (Ned-Lotto) in 33’08”
  2. Tom Dumoulin (Ned-Sunweb) a  0’15”
  3. Manuel Quinziato (Ita-Bahrain) a  0’27”
  4. Vasil Kiryienka (Blr) a  0’31”
  5. Joey Rosskopf (Usa) a  0’35”
  6. Jan Barta (Cze) a  0’39”
  7. Greg Preidler (Aut) a  0’51”
  8. Bob Jungels (Lux) a  0’54”
  9. Jan Tratnik (Slo) a  0’57”
  10. Andrey Amador (Crc) a  1’02”
  11. Vincenzo Nibali (Ita)                 a  1’09”
  12. Nairo Quintana (Col) a  1’39”
  13. Thibaut Pinot (Fra) a  1’42”
  14. Ilnur Zakarin (Rus) a  1’49”

CLASSIFICA GENERALE

  1. Tom Dumoulin (Ned-Sunweb)       in 90h34’54”
  2. Nairo Quintana (Col-Movistar) a     0’31”
  3. Vincenzo Nibali (Ita, Bahrain) a     0’40”
  4. Thibaut Pinot (Fra) a     1’17
  5. Ilnur Zakarin (Rus)   a     1’56”
  6. Domenico Pozzovivo (Ita) a     3’11”
  7. Bauke Mollema (Ned) a     3’41”
  8. Bob Jungels (Lux) a     7’04”

      9. Adam Yates             (Gbr)               a     8’10”

  1. Davide Formolo (Ita) a    15’17”

Share