Galletti (Ambiente) : “Inaccettabile che Roma invii 120 tonnellate di rifiuti al giorno nei termovalorizzatori austriaci. Confronto positivo con la Regione Lazio, ad oggi impossibile l’incontro con l’amministrazione Raggi”

Galletti (Ambiente) : “Inaccettabile che Roma invii 120 tonnellate di rifiuti al giorno nei termovalorizzatori austriaci. Confronto positivo con la Regione Lazio, ad oggi impossibile l’incontro con l’amministrazione Raggi”
Ancora una giornata surriscaldata, quanto a polemiche, sul fronte dei rifiuti a Roma. Dopo lo scambio di colpi dei giorni scorsi tra amministrazione di Roma Capitale e Regione Lazio, in questo mercoledì di metà maggio inoltrato, il pallone delle polemiche è finito nell’emiciclo dell’Aula di Palazzo Montecitorio, dove il ministro Galletti, sollecitato da una interrogazione ad orologeria dell’ex assessore all’Urbanistica di Roma, Roberto Morassut, aveva chiesto lumi al ministero dell’Ambiente e, naturalmente al suo titolare, su quanto sta accadendo nella città eterna e a chi imputare le responsabilità. Si è trattato di una lunga ed articolata serie di risposte, un serio atto d’accusa, da parte di Galletti, su quanto ha prodotto, nell’ultimo periodo la Giunta pentastellata. Si è partiti dallo smaltimento all’estero, una pratica che è ormai diventata consuetudine e, va detto, amplificata nel breve periodo per evitare di piombare dall’emergenza al disastro ambientale. Ecco quello che Galletti ha detto in aula:
 
“Non è accettabile che Roma invii 110-120 tonnellate di rifiuti al giorno nei termovalorizzatori austriaci”
 
“Non è accettabile che Roma invii 110-120 tonnellate di rifiuti al giorno nei termovalorizzatori austriaci, un quantitativo che verosimilmente sarà raddoppiato e che potrà aumentare ancora senza interventi strutturali adeguati. Il trasporto all’estero non può essere contemplato come ordinaria gestione, senza considerare che il costo ricade sulla Tari che pagano i cittadini romani”. Poi Galletti ha rincarato la dose, che, va detto per onestà intellettuale, non può essere imputata completamente all’attuale amministrazione.
 
“Solo Roma produce oltre il 50% dei rifiuti della Regione, senza impianti adeguati”
 
“La criticità sulla gestione dei rifiuti a Roma continua a riprodursi in modo ciclico a causa della carenza nell’impiantistica. Io sono mesi che denuncio la situazione, ma non mi sono limitato a questo. Abbiamo avuto modo di collaborare con la Regione e, a livello tecnico, con l’amministrazione di Roma. Nel Lazio, solo Roma produce oltre il 50% dei rifiuti della regione senza impianti adeguati, un’anomalia che rende urgente agire per evitare che l’emergenza diventi la normalità”.
 
“Essenziale la collaborazione tra Regione e Comune. La capitale ha il dovere di indicare i siti per l’impiantistica”
 
Poi Galletti pone però un vero e proprio ultimatum all’Amministrazione di Roma Capitale: “In materia di rifiuti è essenziale la collaborazione tra Regione e Comune. Quest’ultimo, ripeto, deve indicare i siti per l’impiantistica. È necessario quindi un piano regionale a breve, che risponda ai requisiti, come la prossimità dei siti per lo smaltimento al luogo della produzione dei rifiuti”.
 
“Avviato un confronto positivo con la Regione Lazio, ma non è stato possibile un incontro con l’Amministrazione di Roma”
 
“È stato avviato un positivo confronto con la Regione, mentre ancora non è stato possibile un incontro con l’amministrazione di Roma alla quale abbiamo evidenziato la necessità della compartecipazione degli enti interessati. Il governo resta come sempre disponibile”.
 
“Piano del Campidoglio ambizioso su differenziata e recupero,ma non dà soluzioni concrete per la gestione del ciclo”
 
Poi il ministro ha voluto spendere alcune parole sul nuovo piano ideato dal Campidoglio: “Il piano” del Campidoglio, “è ambizioso sulla raccolta differenziata e il recupero dei materiali, ma non dà soluzioni concrete per la gestione del ciclo dei rifiuti nella fase transitoria fino al raggiungimento degli obiettivi”
 
Morassut: “A Roma si profila un’emergenza rifiuti. Quattro impianti al limite dell’operatività e già allo stremo”
 
A chiudere la partita ci ha poi pensato l’interrogante Morassut che legge il futuro della Capitale ad alto rischio: “Nella capitale si profila un’emergenza rifiuti. I quattro impianti presenti sono al limite dell’operatività e già allo stremo, con le conseguenze che vediamo in queste settimane. Il resto dei rifiuti ha un destino incerto. L’amministrazione Raggi ha presentato un piano industriale che non prevede la costruzione di nuovi impianti e di una discarica – come chiede la Regione Lazio – e cancella i quattro ecodistretti già previsti”.
 
Per la Raggi una tegola arriva anche dall’Ue. La denuncia dei Radicali Italiani
 
Ma per la Raggi una tegola è arrivata anche dall’Unione Europea, a denunciarlo i radicali in una nota, con il segretario Riccardo Magi: “Premesso che come Radicali non siamo per nulla affezionati al sistema dell’incenerimento, anzi speriamo che nella Capitale venga avviato un serio e veloce lavoro per la modifica degli attuali impianti Tmb affinché non producano più CDR ma recuperino materiale secco, quanto accaduto oggi che dà la misura della serietà – poca – degli attori istituzionali in campo. La sindaca Raggi, che nei giorni scorsi aveva dichiarato urbi et torbi che l’Europa vietava sia la costruzione di nuove discariche che di inceneritori, oggi è stata sonoramente smentita da fonti della Commissione europea che hanno chiarito che non esiste alcun divieto, proprio come avevamo affermato noi. Ma non è tutto: durante il question time il Ministro Galletti – pur denunciando l’assoluta necessità di costruire impianti per la Capitale – ha avuto il ‘coraggio’ di non nominare mai un provvedimento tanto voluto sia da lui che da Renzi, ossia lo Sblocca Italia che prevedeva uno o più inceneritori nel Lazio. Forse lo stesso Ministro non voleva tirare in ballo le responsabilità del Presidente Zingaretti? Ora, al netto delle strategie e tecnologie da utilizzare per rendere la Capitale autosufficiente appare chiaro come l’irresponsabilità delle istituzioni coinvolte renda la crisi dei rifiuti a Roma ancora più pesante e di difficile risoluzione”.
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