Francia. Macron nomina Edouard Philippe nuovo premier. La scelta condizionata dal patto con la destra in vista delle elezioni dell’11 giugno

Francia. Macron nomina Edouard Philippe nuovo premier. La scelta condizionata dal patto con la destra in vista delle elezioni dell’11 giugno

Edouard Philippe è il nuovo capo del governo francese. All’indomani della cerimonia di passaggio dei poteri e dell’insediamento formale all’Eliseo, Emmanuel Macron nomina un esponente neogollista alla guida del suo governo e vola a Berlino da Angela Merkel per la sua prima uscita pubblica all’estero. Legato al socialismo riformista di Michel Rocard ai tempi dell’università, Philippe negli anni si è spostato su posizioni di destra ed è diventato l’uomo di fiducia dell’esponente del neogollismo moderato repubblicano ed europeista, Alain Juppè. Dal 2012 è deputato per la circoscrizione Seine-Maritime per il partito Les Republicains. Nel marzo scorso ha lasciato l’equipe che sosteneva la campagna elettorale del candidato gollista alla presidenza, Francois Fillon, dopo lo scandalo “Penelopegate”.

La nomina di Philippe, 46enne sindaco di Le Havre ed ex allievo dell’Ena come Macron, conferma l’apertura a destra del neopresidente della Repubblica in vista delle elezioni legislative dell’11 e 18 giugno ed è una scelta destinata a spaccare il fronte gollista. Philippe si è già insediato a palazzo Matignon e domani il nuovo premier presenterà la lista dei ministri. Il profilo degli uomini e delle donne che comporranno il futuro governo sarà un ulteriore test circa il processo di ricomposizione della politica francese sul progetto “né di sinistra né di destra” voluto da Macron. La sinistra francese è già molto critica con la decisione del nuovo inquilino dell’Eliseo.

La reazione dei partiti di sinistra. Cambadelis, leader socialista: “Con un premier di destra, il Parlamento ha bisogno di sinistra”. Melenchon, France Insoumis,: “Macron controlla ormai tutta la classe politica”

“Con un primo ministro di destra il Parlamento ha bisogno di sinistra”, ha commentato il segretario del Partito socialista, Jean-Christophe Cambadelis su Twitter. E secondo Jean-Luc Melenchon, il leader di France Insoumis, il neo presidente “ora controlla tutta la classe politica. Noi siamo l’unica forza di opposizione”. Chiusa la ‘pratica’ interna della nomina del primo ministro, Macron è volato a Berlino, per incontrare la cancelliera tedesca Merkel. Un faccia a faccia che, anche alla luce dell’ottimo risultato elettorale della Cdu alle elezioni del Nord Reno Vestfalia, sarà fondamentale per capire gli equilibri che reggeranno l’Europa nei prossimi mesi. “In nessun caso voglio passare per saccente di fronte a Emmanuel Macron”, ha detto oggi Merkel. “Lo incontrerò in maniera aperta e in piena simpatia”, ha aggiunto la cancelliera tedesca, “intendo iniziare una collaborazione all’insegna dell’amicizia, da grande partner e in assoluto rispetto reciproco”. Non solo. “Penso anche che lui abbia un’idea molto precisa di cosa fare e non fare in Francia”. “Macron rappresenterà bene gli interessi francesi, come io rappresenterò quelli tedeschi: ma sono sicura che avremo molte cose in comune”. A cominciare dalle riforme europee, sottolinea la cancelliera: “parlerò con Macron di nuove idee, perché è giusto superare certi tabù”. La Germania alla lunga, conclude, “starà bene se starà bene anche la Ue”.

La reazione sui principali quotidiani online francesi

Il titolo di Liberation, quotidiano schierato apertamente a sinistra, è eloquente: “Philippe, la trasgressione a Matignon”, dove per trasgressione il quotidiano intende la biografia politica di Philippe, cresciuto in una città dalla grande tradizione comunista e socialista (si vanta del fatto che il suo bisnonno è stato uno fondatori del Partito comunista ad Havre), laureato in Scienze politiche e prima molto vicino alle posizioni dell’ex segretario socialista Michel Rocard, poi alle posizioni molto più moderate di Alain Juppé. Insomma, scrive Liberation, era il candidato ideale per sostenere la politica di Macron del né di sinistra né di destra. Il quotidiano di centrodestra Le Figaro accentua invece la sua eredità derivata dalla lunga stagione passata con Alain Juppé e le battaglie contro Sarkozy, e titola “un figlio spirituale di Juppé al servizio di Macron”. Le Monde sceglie invece di titolare sulla sorpresa dei parlamentari di destra e di centro: “Un atto di portata eccezionale”, e aggiunge il quotidiano, “chiedono di rispondere positivamente alla mano tesa di Macron”. Ovviamente, ciò prefigura già un patto elettorale, se non al primo, al secondo turno. Se così fosse, Emmanuel Macron si confermerebbe un leader di centrodestra, che sceglie personalità della destra e di centro, e, s’immagina, farà politiche neoliberali. In fondo, la “trasgressione” di cui parla Liberation è proprio questo aspetto ideologicamente indistinto, almeno in apparenza, dei giovani politici francesi, che apre una nuova era, senza partiti, o con partiti differenti. Vedremo.

Chi è il nuovo presidente del Consiglio Edouard Philippe, uomo di destra

Amico di Emmanuel Macron dal 2011, l’ormai ex sindaco di Havre, una città quasi distrutta nella seconda guerra mondiale, che lo scorso 23 aprile vide Melenchon raggiungere il 30% dei voti, davanti a Macron e Le Pen, condivide col neopresidente della Repubblica l’impegno a non dimenticare la Storia. Appassionato di musica, in particolare di Bruce Springsteen (del quale ama soprattutto The river, la sua canzone feticcio) e dei film di Stanley Kubrick, il neopresidente del Consiglio francese nutre una particolare predilezione per la Sicilia, date le sue origini normanne di cui va fiero. Inoltre, è autore di due romanzi, L’Heure de vérité, del 2010, e Dans l’ombre del 2011, scritti col suo amico Gilles Boyer, responsabile della campagna elettorale di Alain Juppé.

“Sono un uomo di destra e tuttavia tutto il mio impegno è ispirato dall’interesse generale”, ha detto il primo ministro Edouard Philippe, nel breve discorso di ringraziamento e commiato al suo predecessore, Bernard Cazeneuve. “Lei è di sinistra, io sono di destra, questo non la sorprenderà – ha detto Philippe rivolto a Cazeneuve – e tuttavia entrambi abbiamo stima per l’altro. E sappiamo che l’interesse generale deve guidare tutto l’impegno dei politici, dei rappresentanti dello Stato e dei nostri concittadini”. “Con grande piacere compio questo passaggio di consegne” al nuovo premier Édouard Philippe, “per motivi legati ai nostri rapporti personali, alla nostra amicizia e alle nostre origini normanne”. Così il primo ministro francese uscente Bernard Cazeneuve, accogliendo a palazzo Matignon il suo successore. “Auguro al vostro governo, signor primo ministro – ha proseguito rivolto a Philippe – di dare il meglio per il nostro paese. Lascio dopo cinque anni di esercizio le responsabilità ministeriali, con un senso di orgoglio per aver servito il mio paese”, ha concluso Cazeneuve.

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