Francia. Cerimonia del passaggio dei poteri da Hollande a Macron. Discorso d’investitura dai toni bassi e senza sussulti, ma con un forte accento sull’Europa

Francia. Cerimonia del passaggio dei poteri da Hollande a Macron. Discorso d’investitura dai toni bassi e senza sussulti, ma con un forte accento sull’Europa

Emmanuel Macron, il presidente più giovane nella storia della Repubblica francese del dopoguerra, ha effettuato domenica la cerimonia del passaggio di consegne da Francois Hollande. Nel discorso di investitura ha voluto sottolineare che lavorerà per restituire alla Francia la fiducia in se stessa e per rilanciare l’Unione Europea. “Il mondo e l’Europa”, ha detto Macron, “hanno bisogno di una Francia forte, che abbia il senso del proprio destino. E abbiamo bisogno di un’Europa che sia più efficiente, più democratica e più politica, perché essa è lo strumento del nostro potere e della nostra sovranità”. Macron ha poi aggiunto che la sua elezione a presidente ha evitato alla Francia di ricadere in una assurda nostalgia per un passato illusorio, e invece ha scelto la speranza. Ha promesso di reinventare la nazione francese, fratturata e divisa, e di restaurare “la fiducia in se stessa” di un paese che negli ultimi anni è diventato tetro ed è ricaduto “nel dubbio e nella paura”.

Il neoeletto presidente Macron ha deliberatamente scelto di segnare il suo discorso di investitura con un forte simbolismo militare, accentuando la forza della difesa francese nel momento in cui il paese è ancora sottoposto allo stato di emergenza dopo gli attacchi terroristici che l’hanno dilaniato dal gennaio 2015 e che oggi ha migliaia di soldati impegnati in operazioni militari all’estero, dall’Africa occidentale alla Siria e all’Iraq.  Ha perfino rotto la tradizione attraversando gli Champs-Elysées a bordo di una jeep militare, invece della classica limousine civile, e ha scelto di rendere il suo primo tributo al Milite Ignoto. Nel primo pomeriggio, a sorpresa, ha voluto visitare un ospedale militare dove sono ricoverati i soldati feriti nel Mali e in Afghanistan. Dal suo staff giunge la spiegazione a questa rottura del protocollo: “ha voluto mostrare empatia per coloro che difendono la libertà nel nostro paese”.

All’Eliseo, Macron è stato accolto dal presidente uscente Hollande con queste parole: “non consegno il potere a un oppositore politico”, poi tra i due vi è stato un colloquio privato, e la consegna dei codici nucleari. Tuttavia, anche Hollande sa bene che la vittoria di Macron non è ancora completa dal momento che si attendono le elezioni legislative il prossimo 11 giugno, primo vero banco di prova del movimento EnMarche! inventato da Macron appena un anno fa. Se quest’ultimo non dovesse vincere, dovrebbe allearsi con qualcuno. E potrebbe anche darsi la possibilità della cosiddetta coabitazione, ovvero della coesistenza di una maggioranza diversa e non favorevole a quella che ha eletto Macron. E nel caso coabitazione, lo stesso presidente avrebbe le mani molto legate. Non a caso, prima di recarsi al Municipio di Parigi, come da protocollo, per salutare la sindaca Anne Hidalgo, il presidente Macron ha voluto rassicurare la Francia che comincerà a lavorare fin da stasera, perché domani sarà già dalla cancelliera Merkel, per confermare il patto franco-tedesco, che da tempo incombe sull’Europa. Alla sindaca di Parigi, ha invece assicurato che farà di tutto per sostenere la candidatura della capitale francese ai Giochi olimpici del 2024.