Egitto. L’Isis rivendica l’eccidio dei 29 cristiani copti di venerdì. Il presidente Al Sisi conferma un raid aereo sulle postazioni jihadiste in Libia

Egitto. L’Isis rivendica l’eccidio dei 29 cristiani copti di venerdì. Il presidente Al Sisi conferma un raid aereo sulle postazioni jihadiste in Libia

Lo Stato islamico ha rivendicato l’attacco contro un gruppo di cristiani copti avvenuto venerdì nel governatorato di Minya. In un comunicato stampa diffuso dall’agenzia legata al gruppo terroristico “Amaq”, il gruppo terroristico ha dichiarato che “una squadra di militanti dello Stato islamico ha colpito un veicolo con a bordo cristiani copti uccidendo 31 persone”. Finora le autorità egiziane hanno riferito che il numero dei morti è di 29 persone. Venerdì sera l’Aviazione egiziana ha lanciato sei attacchi aerei sulla città di Derna nell’est della Libia e condotto alcune operazioni militari in territorio libico, ritenuto il luogo di origine degli attentatori. L’attacco aereo è stato comunicato poco dopo un discorso del presidente Abdel Fatah al Sisi alla nazione dopo l’azione terroristica contro la comunità cristiana, nel quale il presidente ha dichiarato che l’Egitto “non esiterà a colpire i siti e i campi in cui si nascondono i terroristi nel paese e all’estero”. Rivolgendosi direttamente agli estremisti islamici, Al Sisi ha dichiarato: “Ci sono operazioni militari dirette contro le aree da cui provengono gli attentatori di Minya”. Nel suo discorso Al Sisi ha dichiarato che almeno 1.000 autovetture Suv di grossa cilindrata hanno tentato di varcare il confine tra Libia ed Egitto in questi mesi, le stesse utilizzate dagli uomini armati che hanno assaltato un gruppo di copti, tra cui diversi bambini, nel governatorato di Minya.

L’attacco dell’aviazione è stato confermato dal portavoce delle Forze armate egiziane, il colonnello Tamer el Rifae, che in un comunicato stampa su Facebook ha dichiarato: “Le nostre forze aeree hanno condotto raid aerei contro alcuni gruppi di terroristi in territorio libico dopo aver accertato il loro coinvolgimento nella pianificazione e nell’esecuzione dell’attentato a Minya”. L’attacco terroristico contro la comunità copta ortodossa avvenuto ieri nel governatorato di Minya ha coinvolto almeno tre veicoli su cui viaggiavano membri della minoranza cristiana. Gli attentatori avrebbero inoltre rubato oggetti di valore e gioielli in possesso delle vittime. E’ quanto riferito al quotidiano egiziano “el Masry el Youm” dal vescovo copto ortodosso Agathon dell’arcidiocesi di Maghagha e Adwa nel governatorato di Minya.

Secondo il prelato erano tre i veicoli presi di mira dal gruppo armato: il primo era un furgone di una famiglia che proveniva dalla chiesa di Nazlet Hanna a Beni Suef, il secondo era invece un autobus che trasportava un gruppo di bambini che andavano in visita dall’arcivescovo di Bani Mazar, il terzo veicolo era un camion con a bordo 16 operai impegnati nei lavori al monastero di al Garnos nella località di Maghagha. Il vescovo Agathon ha dichiarato che militanti erano a bordo di Suv e indossavano abiti semplici e stivali, i quali hanno bloccato i tre veicoli a circa quattro chilometri dal monastero di San Samuel. “I militanti hanno chiesto ai passeggeri se erano cristiani. Alla loro risposta affermativa hanno individuato gli uomini trascinandoli fuori dalle vetture per poi freddarli”, ha dichiarato il vescovo. “Hanno rubato ogni cosa di valore in possesso delle vittime, compresi i pochi gioielli in oro delle donne”, ha sottolineato il prelato.

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