EcoX di Pomezia, ancora incendi nell’impianto. Vigili del Fuoco a presidio anche nei prossimi giorni

EcoX di Pomezia, ancora incendi nell’impianto. Vigili del Fuoco a presidio anche nei prossimi giorni
Vigili del fuoco al lavoro anche giovedì mattina nello stabilimento Eco X di Pomezia per “smassare” e raffreddare i cumuli di materiali bruciati nell’incendio dello scorso 5 maggio, presenti nell’area che è ancora sotto sequestro. I pompieri, dopo la ripresa di un focolaio nella serata di mercoledì, rimarranno sul posto per eventuali interventi fino a quando nello stabilimento saranno presenti cumuli di rifiuti dove potrebbero riaccendersi piccoli roghi come quello da cui si è alzata, mercoledì, una nuvola di fumo.
 
De Petris (Si): “Troppi lati oscuri, dagli assetti societari alle certificazioni”
 
“L’incendio alla Eco X di Pomezia sembra essere senza fine e troppi sono ancora i lati oscuri dell’intera vicenda, dagli assetti societari dell’azienda alle certificazioni. Continuare a confondere le acque e far credere agli abitanti di Roma e Provincia che è tutto sotto controllo è da irresponsabili. I cittadini hanno il sacrosanto diritto di sapere che tipo di materiale è andato a fuoco e cosa stanno respirando da giorni”. Lo ha detto in una nota la senatrice Loredana De Petris, capogruppo di Sinistra Italiana e presidente del gruppo Misto che ha presentato più interrogazioni sulla vicenda. “Trentacinque incendi in sei mesi sembrerebbero la prova provata che il ciclo dei rifiuti in Italia è sotto scacco della criminalità organizzata. – continua- In attesa che la Magistratura faccia luce sulla vicenda, chiediamo ai ministri dell’ambiente e della salute quali rifiuti in dettaglio c’erano all’interno dell’impianto Eco X di Pomezia, in particolare se erano presenti rifiuti speciali come polistirolo, pneumatici, cavi elettrici, materiale radiografico e cinematografico accumulati in quantità ingenti che superavano addirittura il tetto dell’edificio adibito ad uffici; se corrisponde al vero che nell’azienda fosse addirittura assente o comunque non rispondesse ai requisiti di legge l’impianto antincendio, nonostante la presenza di serbatoi di carburante; perché tale impianto era privo di antincendio e come sia stato possibile che abbia ottenuto nonostante ciò tutte le autorizzazioni necessarie”. “Occorre verificare la presenza, quasi certa, anche se nessuno ne parla, di metalli pesanti come cromo, argento e piombo e per questo chiediamo quali indagini stia conducendo l’Arpa a seguito della combustione di rifiuti speciali quali pneumatici, polistirolo, materiale radiografico e cinematografico”. “Tra l’altro, i tetti dei capannoni erano tutti in eternit non incapsulato, tutti sapevano, eppure, nonostante le denunce, sia al Noe che alla Procura, dal 2006 nessuno ha fatto nulla. Sono tanti i perché che aspettano ancora risposta. Serve immediata e assoluta trasparenza sulle aziende private che smaltiscono rifiuti pericolosi. Ne va, prima di tutto – ha concluso De Petris – della salute pubblica”.
 
Cervellini (Si): “Serve trasparenza sulle aziende che trattato rifiuti”
 
“A 13 giorni dal gravissimo rogo dell’impianto, molte sono ancora le zone d’ombra, mentre continuano a divampare le fiamme. Ma che rifiuti conteneva la Eco X di Pomezia, che ancora bruciano e addirittura si riaccendono? Vogliamo sapere: i cittadini ne hanno diritto! Lo abbiamo sostenuto in occasione della manifestazione tenuta l’11 maggio a Pomezia come Sinistra Italiana e nella nostra interrogazione ai ministri della Salute e dell’Ambiente, per chiedere chiarezza, urgenti interventi di bonifica e di prevenzione”. Lo ha dichiarato in una nota il senatore di Sinistra Italiana Massimo Cervellini, membro della Commissione parlamentare d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti, durante un intervento di fine seduta in Aula del Senato sulla Eco X di Pomezia. “Vorremmo anche sapere – continua la nota – se l’attività dell’azienda ECO-X risultava regolarmente autorizzata all’atto dell’incidente; sollecitare di mantenere alta l’attenzione sul fenomeno sempre più generalizzato e frequente degli incendi ad impianti di questo tipo sul litorale sud di Roma, oggetto di interessi e affari da parte delle organizzazioni criminali mafiose. Infine chiedo che il Ministro dell’Interno avvii indagini specifiche su assetti societari e certificazioni. Assoluta trasparenza e controlli pubblici sulle aziende private che smaltiscono rifiuti pericolosi, a tutela del diritto alla salute dei cittadini”.
 
 I Verdi, dopo il nuovo incendio, chiedono l’intervento della Protezione Civile
 
“Ancora fumo e fuoco alla Eco X a dieci giorni di distanza è un disastro sempre più imponente, francamente non comprendiamo come sia possibile che ancora ad oggi non si sia riusciti a spegnere o contenere il fuoco, mettendo in sicurezza l’area per evitare che le continue esalazioni possano arrecare danni alla popolazione”.Così in una nota il Coordinatore Nazionale dei Verdi Angelo Bonelli e del coportavoce dei Verdi di Roma Guglielmo Calcerano, che proseguono: “Gli ultimi dati dell’Arpa Lazio del 16 Maggio, pur evidenziando una riduzione delle diossine rispetto ai primi giorni, indicano che il loro livello, ancora ad oggi è elevatissimo, circa 150 volte superiori ai valori indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Analogamente le concentrazioni di policlorobifenili (PCB) sono elevate, come si trova in condizioni allarmanti rispetto ai limiti previsti per legge il benzene che in alcuni punti di campionamento ha raggiunto una quantità di 8 volte superiore a quella prevista dai termini di legge. Ci domandiamo come sia possibile che i cittadini della zona continuino a essere esposti, dopo due settimane, ad esalazioni potenzialmente dannose per la loro salute”. “E’ necessario – concludono gli esponenti dei Verdi – che quanto più urgentemente vengano applicate le misure di sicurezza e di spegnimento dei nuovi roghi per evitare un ulteriore inquinamento dell’aria.. E’ quindi necessario l’intervento della Protezione Civile per monitorare e mitigare il più possibile i conseguenti rischi per la salute della popolazione e per dare informazioni alle popolazioni sui comportamenti quotidiani da tenere per ridurre rischi”.
 
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