Daniele Tissone, Silp Cgil, a Rassegna.it: “la proposta della Pinotti di tornare alla leva obbligatoria è sbagliata ed estemporanea”

Daniele Tissone, Silp Cgil, a Rassegna.it: “la proposta della Pinotti di tornare alla leva obbligatoria è sbagliata ed estemporanea”

Il segretario del Silp Cgil, il sindacato di polizia, Daniele Tissone, reagisce duramente su rassegna.it alla proposta della ministra Pinotti di rilanciare la leva obbligatoria, attraverso un “servizio civile allargato”. La riflessione di Daniele Tissone parte dalla situazione complessiva: “In questo Paese, non da ora, c’è un pericoloso tentativo di (ri)militarizzazione della sicurezza, più o meno strisciante, che punta a rendere meno efficiente proprio il sistema sicurezza,  e a renderlo sempre più servente alle logiche di potere in quanto si prediligono uomini e donne che battono i tacchi rispetto alle teste pensanti”.

La posizione della ministra della Difesa non piace al sindacato. La proposta di reintrodurre la leva, col plauso degli alti vertici militari che scongiurerebbero così nuovi tagli alla difesa a vantaggio della sicurezza civile, mantenendo lo status quo, “rappresenta un ulteriore tassello di costruzione di un sistema della sicurezza che, dopo la militarizzazione forzata del Corpo forestale dello Stato, si sta orientando verso un modello tipicamente in controtendenza con le democrazie occidentali e europee”.

Per Tissone c’è “un pericoloso parallelo” tra quello che avvenne nel 2000, quando “un governo di centrosinistra guidato dall’allora premier Massimo D’Alema concesse, per motivi ad oggi ancora sconosciuti, il rango di quarta forza armata all’arma dei Carabinieri, creando una situazione unica al mondo e soprattutto ingenerando nell’intero sistema sicurezza, difesa e soccorso pubblico italiano una confusione e un disallineamento che ancora oggi ci portiamo dietro – e ciò che sta succedendo oggi, con una riforma del sistema della sicurezza che ha avuto come unico risultato quello di cancellare e militarizzare in maniera coatta il Corpo forestale dello Stato, riducendo diritti e sopprimendo i sindacati”.

La legge di riforma 121/1981 fu “una grande occasione di modernizzazione e democratizzazione delle forze dell’ordine e della Polizia di Stato in particolare”, avvenuta grazie al soffio riformista del sindacato confederale e della Cgil in particolare. “Oggi – aggiunge Tissone -, in un momento in cui il Paese chiede maggiore sicurezza, parte della politica pensa di disegnare un modello di securitate dove i militari la fanno da padrone, dove i diritti – a partire da quelli delle donne in divisa e senza dimenticare il mondo gay – sono soppressi o compressi”.

La smilitarizzazione e della sindacalizzazione dell’arma dei Carabinieri è uno degli obiettivi storici del sindacato. “Soprattutto sul terreno della sindacalizzazione, di un superamento dell’attuale sistema di rappresentanza, quello dei Cocer, e di un ampliamento per tutti, Polizia compresa, dei diritti sindacali. Bisogna far capire ai cittadini che ‘militare è bello’, forse, se si parla di scenari internazionali e di contesti di guerra (?), ma in un Paese che voglia definirsi democratico e liberale la sicurezza non può che essere civile, vicina e aperta ai cittadini, partecipata e inclusiva”.

Tanti i dubbi sulla proposta del ministro, quindi, anche a livello di modalità attuative. “Come pensa di reintrodurre la leva? – si chiede il Silp – Chi gestirebbe l’eventuale alternativa, cioè il servizio civile obbligatorio? O si tratterebbe di una leva mascherata, come abbiamo motivo di ritenere? Siamo pronti, poi, a superare totalmente l’assurdità di concorsi pubblici per entrare in Polizia riservati a cittadini che devono aver prestato nelle forze armate? Un dibattito così importante non può nascere da una dichiarazione estemporanea fatta ad un raduno di alpini e soprattutto il Pd e la sinistra in genere non possono continuare a rincorrere la destra su temi come questo, come quello della legittima difesa o l’immigrazione, senza commentare le ultime dichiarazioni della presidente Serracchiani. Penso che non sia giusto farlo e penso che non sia nemmeno opportuno politicamente”.

Per Daniele Tissone “la storia insegna che l’elettore, tra l’originale e la brutta copia, sceglie sempre l’originale. Come lavoratrici e lavoratori di polizia Silp Cgil saremo sempre lì, ogni giorno, a ricordare che su certi valori e su certi paradigmi esistono delle differenze. E chi le annulla è destinato a pagare un conto salato”.