Campidoglio. Le “straordinarie” scoperte dell’assessore Colomban, uomo di punta della Giunta Raggi. Cose scontate, dette e ridette. Con la speranza non si va da nessuna parte

Campidoglio. Le “straordinarie” scoperte dell’assessore Colomban, uomo di punta della Giunta Raggi. Cose scontate, dette  e ridette. Con la speranza non si va da nessuna parte

Incredibile ma vero: serviva un manager arrivato a Roma come un “messia” della rivoluzione nella gestione della cosa pubblica per dire cose scontate che erano state già dette da almeno un centinaio di amministratori prima di lui, ovvero che Roma è una metropoli estesa più di Milano, Torino, Napoli, Bari, Firenze, Bologna etc, etc, etc.? Serviva uno  chiamato a salvare la capitale per farci scoprire che Roma incassa meno di Milano in quote di risorse per abitante, per raccontarci che Roma produce più rifiuti di Milano, Torino, Napoli, Bari, Firenze, Bologna etc, etc, etc.? Solo per queste considerazioni, che arrivano dopo un rodaggio, come assessore, di qualche mese, Colomban dovrebbe riflettere se restare a Roma o tornare, con onore, nella sua città d’origine. Ci aspettavamo altro dall’uomo che nell’amministrazione di Roma Capitale ha una delega pesante. A tutto eravamo abituati, ma sentire quanto ha detto di scontato uno degli uomini di punta della Giunta Raggi è decisamente sconvolgente.

Roma è scassata perché ha sette volte l’estensione di Milano

Leggiamolo nelle sue argomentazioni, e credeteci, sono vere, scontate, vecchie e conosciute da qualche lustro: “Perché Roma è scassata così? Perché ha 7 volte l’estensione di Milano. Quindi ci sono più strade, tanto che le strade sono 8600 km, 5 volte l’estensione di Milano. Se andiamo a vedere le risorse pro capite degli ultimi 5 anni, abbiamo comparato con Milano Roma: Milano ha 3700 euro per abitante, Roma ne ha 1890, esattamente la metà. Voi pensate che noi riusciremo con metà risorse pro capite di Milano, a pulire e a mantenere le strade? Avendo metà di risorse di Milano possiamo pretendere che le società di servizio arrivino allo standard di Milano con queste risorse? No, è impossibile. È matematicamente impossibile. Basta tornare indietro di qualche anno, quando a Roma governavano gli Argan, i Petroselli, ed ancora i Rutelli (1 e 2), i Veltroni (1 e mezzo) e perché no, anche Alemanno, per trovare nelle cronache del tempo le richieste continue della capitale, di avere più risorse. Si parlava anche di uno status speciale, che ha poi assicurato la copertura, parziale, dei debiti, senza però assicurare risorse aggiuntive per il ruolo che la città, ogni giorno assicura alla nazione”. Oggi scopriamo che Colomban resta fulminato e batte cassa. È una specialità dell’ultimo periodo degli amministratori pentastellati, che scoprono come i loro programmi siano del tutto inapplicabili nella gestione di realtà complesse al di sopra di un certo numero di abitanti ed allora scoprono che forse è necessaria una dote extra di risorse. Ma Colomban è andato oltre ed ha voluto affrontare anche il capitolo dei rifiuti, ed anche in questo caso ha fatto una scoperta sensazionale, da premio Nobel.

I rifiuti di Roma sono il 30% in più di quelli di Milano

“Ad esempio, i rifiuti in Roma sono il 30% in più non solo rispetto a Milano, ma anche rispetto a Bologna, Torino… parliamo di Kg procapite”. E poi va oltre: “Sulla situazione economica di Roma, 15 miliardi, 16 miliardi e 12 sono il debito commissariato che i romani per una buona parte pagheranno fino al 2048. Poi ci sono da 3 a 4 miliardi di disavanzo nelle varie partecipate nello stesso comune. Pensate che 16 miliardi siano il frutto, come qualcuno ha detto, della Mafia? Io penso di No. Io penso che il 90% delle persone sono corrette e non rubano. Probabilmente non sono organizzate bene per produrre efficacemente. E se qualcuno ha dei fatti da dichiarare denunciateli, per un fatto di coscienza civile”.

Ed alla fine la speranza di avere un bilancio in pareggio

Per poi concludere: “Era già iniziato con l’amministrazione del commissariamento, un ciclo positivo, tanto è vero che usciremo a 2016, parliamo del bilancio 2016, bilancio di previsione, quindi, sono dati previsionali da prendere ancora con le pinze, usciremo probabilmente, senza contare Acea, con un bilancio pressoché in pareggio. Significa che dal prossimo anno tutta l’efficienza che miglioreremo, avremo delle risorse in più, in parte saranno dati in premialità, coinvolgendo i lavoratori, in parte per cambiare i mezzi. Con queste migliorie ci metteremo 5 anni a sostituire i bus mancanti, ci metteremo 4 o 5 anni a sostituire i mezzi mancanti anche su Ama. Quindi – ha aggiunto – stiamo dialogando con il governo e con il ministero delle finanze per vedere tutti gli spazi possibili, per avere delle risorse e cambiare i bus non in 5 anni ma probabilmente in 1 o 2 anni”. Alla luce di tutto questo, ogni commento ulteriore è superfluo e lasciamo considerazioni e riflessioni ai nostri lettori.