Campi Rom di Roma, la Raggi lancia il piano dell’Amministrazione 5Stelle per azzerarli. Niente ruspe e 3,8 mln di fondi e investimenti Ue

Campi Rom di Roma, la Raggi lancia il piano dell’Amministrazione 5Stelle per azzerarli. Niente ruspe e 3,8 mln di fondi e investimenti Ue
“Possiamo annunciare in maniera molto netta che finalmente a Roma saranno superati i campi Rom. Abbiamo approvato un piano che consente di riportare Roma in Europa, abbiamo appreso le migliori prassi che hanno funzionato e le portiamo a Roma per superare i campi. Iniziamo con due campi: La Barbuta e Monachina, nel frattempo negli altri verranno avviati dei progetti con i Municipi”. Con queste parole la sindaca di Roma, Virginia Raggi, ha aperto la conferenza stampa in cui ha presentato il piano per il superamento dei campi rom nella capitale. Impressionanti i numeri del censimento della Polizia Locale: “Dal censimento dei campi rom di Roma Capitale, realizzato dalla Polizia locale a gennaio-febbraio 2017, emerge che ad oggi, negli attuali nove villaggi autorizzati la popolazione Rsc, Rom, Sinti e camminanti è pari a 4.500 persone. 656 persone, organizzate in circa 100 nuclei familiari, vivono nel campo La Barbuta, altre 115, organizzate in circa 30 nuclei familiari vivono nel villaggio La Monachina”: le due aree che saranno per prime interessate dal piano per il superamento dei campi dell’amministrazione Raggi.
 
Quattro elementi chiave per superare l’emergenza: scolarizzazione, occupazione, abitazione e salute
 
Il piano per il superamento dei campi Rom presentato dalla sindaca di Roma, una volta entrato in vigore attraverso la sottoscrizione del Patto tra amministrazione e famiglie, si fonderà su quattro elementi chiave, va detto che già nel passato altre amministrazioni avevano messo al centro dei pensieri gli stessi punti. 
– La Scolarizzazione: sarà perseguito l’obiettivo specifico che prevede di favorire processi di pre-scolarizzazione e di scolarizzazione dei bambini Rom, Sinti e Camminanti promuovendo l’accesso (le iscrizioni, la frequenza, i risultati) alle scuole di ogni ordine e grado e contrastando l’abbandono scolastico dei minorenni nelle scuole primarie e secondarie. Verrà implementata la partecipazione dei giovani RSC, Rom, Sinti e Camminanti, all’istruzione universitaria, ai percorsi di alta formazione e di formazione-lavoro. Rispetto a ciò “noi dobbiamo trattare questi ragazzini come tutti gli altri – ha spiegato l’assessora al Sociale, Laura Baldassarre – di rom, sinti e camminanti abbiamo dati solo sull’iscrizione scolastica e non sulla frequenza e sui risultati, e questo deve cambiare. Sul trasporto scolastico è importante che i genitori possano accompagnare i figli direttamente a scuola, e questo è previsto nel Patto perché fa parte del percorso di inclusione, mentre il trasporto rimarrà in parte residuale solo nei campi meno raggiungibili e per chi non ha la possibilità di portare i figli a scuola”.
– L’Occupazione: la formazione finalizzata all’accesso al lavoro costituisce un asse del piano. L’incremento dell’occupazione tra Rom, Sinti e Camminanti contribuirà a diminuire il tasso di criminalità e accrescerà la produttività complessiva, eliminando ogni possibilità di lavoro nero. Verranno quindi organizzati corsi di formazione per la creazione e la conduzione in autonomia di piccole realtà imprenditoriali di livello locale oppure favorendo la creazione di ditte individuali e cooperative miste di servizi.
– L’abitazione: l’attivazione di protocolli di collaborazione con la Guardia di Finanza, con l’Agenzia delle Entrate e con l’Inps consentirà di riscontrare la presenza nei campi di persone economicamente autosufficienti e che quindi non hanno alcun diritto di essere destinatarie di misure di sostegno pubblico. Diversamente, per chi non è autosufficiente, saranno attivati interventi di supporto finanziati dall’Unione Europea.
– La salute: in questo ambito, sono stati focalizzati alcuni obiettivi specifici soprattutto per implementare la medicina preventiva e l’educazione alla salute. In particolare verranno fornite informazioni sul diritto alla salute e sulle modalità di accesso e fruizione dei servizi, si provvederà ad ascoltare, raccogliere e analizzare i bisogni della popolazione incontrata, al fine di individuare condizioni di particolare disagio psico-sociale su cui attivare percorsi di presa in carico, con particolare attenzione per i minorenni.
 
Baldassarre (Sociale): “Ci rivolgeremo direttamente alle famiglie senza alcuna intermediazione”
 
“Le novità maggiori sono una batteria di indicatori per misurare l’impatto degli interventi e soprattutto quella, sostanziale, che ci rivolgiamo direttamente alle famiglie senza alcuna intermediazione, che negli anni è stata complice del disastro che abbiamo trovato: noi vogliamo allearci con le famiglie. Roma garantirà – ha spiegato l’assessora al Sociale, Laura Baldassarre – una regia pubblica degli interventi nei campi, come quelli della Asl e sulla scolarizzazione, con una precisa mappatura degli interventi in corso e di quelli che verranno realizzati. Partiremo da risorse di fonte europea espressamente dedicate ai rom e vogliamo utilizzarle per loro. Rispetto a ciò che dice l’Europa e la strategia nazionale stiamo lavorando su diversi aspetti, come la reale scolarizzazione, la salute, l’abitare e il lavoro”. Con questo piano “mettiamo fine all’epoca dell’assistenzialismo, non a caso uno dei nostri primi atti è stato quello di revocare i bandi che erano in corso. Sostanzialmente abbiamo fermato la mangiatoia che per troppi anni c’è stata sui campi da parte delle organizzazioni criminali e anche di Mafia Capitale. È finita l’epoca dell’assistenzialismo”, ha concluso Raggi. “E’ un altro dei sampietrini che abbiamo trovato tolti e che stiamo rimettendo a posto. E’ doveroso trovare soluzioni usando gli strumenti migliori per ottenere il massimo risultato su una problematica che non si è voluto risolvere mai perché ha fatto comodo”, ha sottolineato la presidente della commissione politiche sociali di Roma Capitale, Agnese Catini.
 
Azioni ed interventi saranno avviati da subito, con 3,8 milioni di euro disponibili in bilancio, grazie ai fondi strutturali ed agli investimenti Ue
 
Le azioni e gli interventi saranno avviate subito, con i 3,8 milioni di euro già disponibili sul bilancio 2017, nei villaggi La Barbuta (che conta 656 persone organizzate in circa 100 nuclei familiari) e La Monachina (con 115 persone organizzate in circa 30 nuclei familiari). Le misure di accompagnamento alle famiglie rom, sinti e camminanti in condizioni di fragilità per l’uscita dai campi, sono temporanee e gli interventi saranno finanziati con le risorse disponibili su fondi strutturali e di investimenti europei. A tali misure saranno ammessi i rom, sinti e camminanti, cittadini italiani e stranieri, che vivono nei campi della solidarietà di Roma Capitale e che si sono registrate nell’ultimo censimento della Polizia Locale svolto a gennaio-febbraio 2017. “L’ultimo censimento svolto in questo senso risale al 1996-1997 e questo è indicativo di come veniva affrontato il tema negli anni passati – ha spiegato Raggi – Inoltre stiamo firmano i protocolli con l’agenzia delle entrate e la Guardia di Finanza per effettuare dei controlli patrimoniali”. Per ciascuna persona verrà preventivamente definito un piano individuale di intervento, accompagnato dalla sottoscrizione del Patti di responsabilità con Roma Capitale da parte del capofamiglia, in base al quale chi non lo rispetterà perderà il diritto a fruire delle misure previste dal piano. Il Patto definisce infatti competenze, diritti e doveri dei sottoscrittori, nonché il coinvolgimento attivo nello sviluppo dei percorsi d’inclusione sociale, trasparenza delle procedure e legalità dei comportamenti. “Il cuore di questo piano è rappresentato da un patto di responsabilità che l’amministrazione stringe con ogni persona che abita nei campi, in cui saranno chiariti bene i diritti e i doveri. Un patto per superare i campi, per aderire a progetti di scolarizzazione, di lavoro, che prevedono l’inclusione – ha sottolineato la sindaca – Una collaborazione con le famiglie che preveda diritti e doveri. Quindi non ci sarà più discriminazione su base etnica ma su base volontaria si inizia un percorso di inclusione che consentirà di superare questo scempio che sono i campi Rom. Per che oltre al livello umanitaria, condizioni degradate di vita, sono anche un enorme spreco di fondi pubblici. Tra l’altro per la supervisione e l’attuazione e del piano sarà rafforzato l’ufficio Rom, firmerò l’ordinanza nei prossimi giorni”.