Articolo1-Mdp. Fondamenta, la convenzione programmatica di Milano alla seconda giornata. D’Alema, “nuovo umanesimo”. Bersani, “affrontare i problemi”. Rossi, “da Ventotene la nuova Europa”

Articolo1-Mdp. Fondamenta, la convenzione programmatica di Milano alla seconda giornata. D’Alema, “nuovo umanesimo”. Bersani, “affrontare i problemi”. Rossi, “da Ventotene la nuova Europa”

Secondo gli organizzatori, la Convenzione programmatica di Articolo1-Mdp, ‘Fondamenta’, in corso di svolgimento da ieri a Milano, ha superato il numero di 2.000 partecipanti registrati. “Fondamenta” si è aperta sabato con Massimo D’Alema che ha evocato un nuovo “umanesimo” e ha indicato come riferimento della sinistra papa Francesco. Nel ‘mirino’ invece la destra, i populismi ma anche Matteo Renzi perché una coalizione di centrosinistra si può fare, ha invece spiegato Pierluigi Bersani, “con il Pd non con Renzi”. Bocciata anche la proposta di legge elettorale del Pd.

D’Alema: “una sinistra capace di avere come modello un nuovo umanesimo”

D’Alema: “In Italia – ha detto – ci vuole una sinistra che sia capace di avere come modello ideale un nuovo umanesimo. Solo una nuova visione umanista può cambiare una globalizzazione che altrimenti produce conflitto”. Insomma ci si deve ispirare di più “a figure come quella di Francesco e meno a quelle con il conto alle Cayman e alle società offshore a Malta”, riferendosi al alcune personalità vicine a Renzi che hanno preso parte alle diverse Leopolde. La proposta di legge elettorale del Pd poi “permette il massimo dell’arbitrarietà e del trasformismo” e quanto alla possibilità di larghe intese dopo il voto, “è presto per parlarne. Non sappiamo neanche quale sarà la legge elettorale, ma a me sembra che una certa intesa fra Renzi e Berlusconi ci sia sempre stata. E sostanzialmente questa intesa è ancora operativa, a volte in modo sotterraneo a volte in modo aperto”. A dividere è anche la vicenda Banca Etruria: “Se venisse confermato che in quanto membro del governo ha fatto pressioni o ha incoraggiato Unicredit a farsi carico della Banca, direi che Elena Boschi dovrebbe dimettersi”. Rottura netta col Pd, auspica D’Alema, anche per quanto riguarda l’immigrazione: “Se ci sarà un vero governo di centrosinistra – ha detto il presidente di ItalianiEuropei – la prima cosa da fare è cambiare la Bossi-Fini. Questa legge, che nessun governo ha avuto il coraggio di rimuovere, è disastrosa per l’Italia e ha l’effetto di avere reso quasi impossibile l’immigrazione legale in Italia, perché pone condizioni irrealizzabili. Bisogna tornare alla legge Turco-Napolitano”.

Bersani: “affrontare i problemi uno a uno”

“Di slogan e demagogia si muore. Muore il paese. Quello che si deve fare è prendere i problemi uno a uno e affrontarli, a partire dal lavoro e dalla crescita dell’economia”, ha detto Pierluigi Bersani nel suo intervento a Milano all’assemblea programmatica. Per Bersani, occorre dire un netto No quindi a scelte di parte, al protezionismo, al ‘sovranismo’ perché “il punto è che non puoi star bene da solo. Bisogna che si stia un po’ meglio tutti se no la ruota non gira”. Ha poi ripreso anche il tema dei voucher perché dopo che si è “sbaraccato tutto”, c’è il rischio che adesso “arrivino delle pezze in modo inaccettabile. Se mi metti un emendamento a un decreto senza parlare con nessuno, si apre un singolare problema”. Per l’esponente Mdp il tema del lavoro occasionale esiste, “marginale nel mondo del lavoro ma c’è” e allora esorta il governo: “discutetene con le forze sociali. Noi da parte nostra siamo disponibili a parlarne. Per una volta facciamo le cose per bene”. Sull’economia, Bersani ha ribadito che “il problema dell’Italia è quello di crescere, dare lavoro e proteggere. A questo tornante della globalizzazione si sta affacciando una destra che non solleva più le bandiere del liberismo ma quelle del protezionismo, sovranismo e identità. Per noi proteggere è sinonimo di riduzione delle disuguaglianze: proteggere gli esclusi, i ceti popolari e medi impoveriti. E non a chiacchere ma a fatti”. Insomma, “crescita e protezione devono tenersi”, ha aggiunto Bersani, che non ha volutoi risparmiare una buona dose di critiche a Renzi. “In questi 3 anni”, ha detto Bersani, “abbiamo raccontato che stavamo uscendo dai problemi. Questo ci costerà. Nell’epoca dei più bassi tassi di interesse della storia siamo riusciti ad aumentare debito e a diminuire gli investimenti. Siamo invece dentro ai problemi. Il lavoro è diventato più indebolito e ricattabile. I servizi sono diminuiti”. E infine, “oggi la sinistra di governo può presentarsi nelle forme di un centrosinistra plurale nella politica e nei soggetti sociali, associativi e nei corpi intermedi. Le società complesse non le governi solo con il governo se non discuti e non crei pensiero, cultura, relazioni”.

Enrico Rossi: “solo una sinistra convinta delle idee autentiche di Ventotene può contribuire a salvare l’Europa”

Nel corso della giornata, si è parlato di Europa, in una tavola rotonda con Enrico Rossi, Emma Bonino e Carlo Galli. Per Enrico Rossi, governatore della Toscana, “l’allargamento dell’Europa è avvenuto molto sulla base della concorrenza, sul costo del lavoro e questo ha provocato tante reazioni anche all’interno di un mondo diffuso che l’Istat chiama di classe operaia e di ceti medi. Io mi sono andato un po’ a rileggere cosa diceva il ‘Manifesto di Ventotene’. Metteva al primo punto dell’Europa unita, la condizione di saper venire incontro ai problemi di emancipazione della classe operaia e creare per i lavoratori migliori condizioni di vita. A mio parere solo una sinistra convinta di queste idee può davvero dare un contributo a salvare l’Europa unita e può anche rilanciare e far rinascere se stessa”. Inoltre, “l’Europa è la dimensione della nostra lotta politica e del nostro impegno. Io ad esempio ho avvertito la Brexit e poi la chiusura delle frontiere, i muri, come se questa costruzione fosse più fragile di quanto pensassi. Lì abbiamo avuto tutti l’impressione che la possibile reversibilità di tanta fatica e di tanti processi non era una cosa campata in aria, l’abbiamo sentita”, ha aggiunto. Infine, anche Enrico Rossi ha duramente criticato le politiche europee del governo Renzi: “è altrettanto evidente che quella flessibilità che l’Europa ha concesso al nostro Governo negli ultimi anni, è stata – usiamo una parola gentile – spesa in bonus e in mance e non ha dato quei risultati di crescita e di occupazione che doveva dare”.

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