Una brutta serata per La7 e la Gruber. Un’intervista al giovane Casaleggio che non è un’intervista. Di politica lui non parla, rivolgersi a Grillo, “lui è il capo”. Si sapeva, lo sapeva anche Lilli. La Trilateral, ospite d’onore

Una brutta serata per La7 e la Gruber. Un’intervista al giovane Casaleggio che non è un’intervista. Di politica lui non parla, rivolgersi a Grillo, “lui è il capo”. Si sapeva, lo sapeva anche Lilli. La Trilateral, ospite d’onore

Un mestieraccio quello del giornalista. L’attenzione dei media è tutta presa da eventi che stanno sconvolgendo il mondo, nella notte i 59 missili lanciati da Trump contro una base aerea siriana che nascondeva armi chimiche, quelle che avrebbero ucciso anche tanti bambini nel paese dove detta legge Assad, ed a migliaia sono gli oppositori del regine del sanguinario dittatore chiuso nelle carceri, torturati, uccisi. Si parla di quattrocentomila siriani morti in questi anni. A metà giornata arriva un’altra notizia, da Stoccolma, un camion, di quelli che seminano morte, lanciato contro la folla nei pressi di un centro commerciale. Un nuovo attentato messo in atto con la “tecnica” della folle corsa contro le persone.

Noi, incauti, l’altra sera ci siamo visti in televisione, La7, Otto e mezzo, la trasmissione di Lilli Gruber, l’esordio di  Davide Casaleggio che ha organizzato per questo sabato, a Ivrea, un convegno per ricordare il padre Gianroberto, il fondatore con Beppe Grillo del Movimento Cinque Stelle. Curiosità professionale, anche perché la scelta di Ivrea, l’Officina H, non viene per caso. Era il cortile interno delle Officine Olivetti dove Gianroberto ha iniziato la sua carriera. Non solo, il nome Olivetti richiama una politica aziendale che puntava ad un rapporto di pari dignità, se così si può dire, fra imprenditore e lavoratori.  Una “grande utopia”, dicono i grillini. Fra i temi del convegno la tecnologia, il lavoro, la scienza, l’informazione, il potere nelle varie forme in cui si esprime.

Convegno a Ivrea per ricordare Gianroberto Casaleggio. Una “primizia” in tv

A parlarne, con in testa, ovviamente,  Davide Casaleggio, invitati di tutto rispetto, alcuni addirittura relatori come l’ad di Google Italia, Fabio Vaccarono, l’astronauta Paolo Nespoli, il direttore dell’Ispi, l’istituto che si occupa di politica internazionale Paolo Magri, che è anche un socio della  Trilateral, il sociologo Domenico De Masi, Carlo Freccero. E poi alcuni giornalisti, Marco Travaglio, Enrico Mentana, Gianluigi Paragone e Gianluigi Nuzzi, il quale insieme a De Masi, ha  fatto da partner di  Davide Casaleggio nella prima intervista televisiva. Se non andiamo errati, Nuzzi sarà anche il moderatore di un dibattito  del convegno di Ivrea. Non solo, sempre Nuzzi è stato chiamato in causa da un deputato del Pd, Sergio Boccadutri, il quale si rivolgerà all’Agcom facendo presente che l’organizzazione del convegno è stata affidata alla Viserba Visfacti, l’agenzia che rappresenta anche Nuzzi e che sarebbe di proprietà della moglie del Nuzzi. De Masi, sociologo, è autore di una ricerca sul futuro del lavoro, commissionata (a pagamento ndr?) dalla Casaleggio Associati che dallo stesso sarà illustrata  al convegno. Insomma gli ospiti di Lilli Gruber non erano i più indicati per un dibattito televisivo. Conflitto di interessi?  A noi pare di sì. Fra l’altro, Nuzzi, noto giornalista, scrittore di cose vaticane, per difendere Casaleggio che, con tono melenso, diceva che nel M5S c’era il massimo di democrazia, ce l’avessero gli altri partiti, se ne è uscito con una cavolata: nessuno conosce se ci sono probiviri, comitati di garanzia, nelle altre forze politiche. Pare strano che un giornalista di prima fila non sappia che esistono probiviri, comitati dei garanti, e via dicendo. Basta cliccare sul nome di un partito e si trova la composizione dell’organismo.

La Trilateral? “Un sodalizio paramassonico” a detta di parlamentari M5S

A noi in particolare ha colpito la presenza come uno degli ospiti di onore del convegno, del professor Magri, senza dubbio un autorevole esperto. Ma anche il segretario  del gruppo italiano della Trilateral, una Commissione i cui lavori sono blindati, segreti, fondata da Rockfeller. Abbiamo frugato nella nostra memoria ed abbiamo rinvenuto un documento interessante, una interrogazione rivolta al ministero dell’Economia dai parlamentari Cinque stelle Carlo Sibilia e Laura Castelli in cui definiscono la Trilateral un “sodalizio paramassonico” composto “da personaggi con ruoli chiave che si riuniscono per discutere e analizzare argomenti che dovrebbero essere piuttosto materia di dibattito parlamentare”. Sibilia, commentando la partecipazione degli allora ministri Boschi e Gentiloni alla plenaria mondiale della Commissione tenutasi a Roma scriveva che la “Trilateral è una delle lobby di banchieri e petrolieri tra le più influenti del mondo con l’obiettivo di influire sulle scelte dei vari governi nazionali”. Nessun commento.

Torniamo al “debutto” televisivo. C’è ben poco da dire. L’unica cosa di un qualche rilievo è tutta racchiusa in questa frase: “Il tema della politica lo sto lasciando ad altri”, “il capo politico è Beppe Grillo”. La seconda cosa riguarda una frase storica con cui  Davide ha salutato Lilli Gruber, molto imbarazzata per una intervista-non intervista, ma, santa donna qualche domanda non diciamo imbarazzante, poteva farla. Non siamo riusciti a sapere cosa pensa Davide, per esempio, sui problemi del lavoro, sulla situazione internazionale, sull’economia. Ha detto che si pronunceranno gli iscritti sul web. Ma lui qualche idea l’avrà? Ci regala due “perle”: “Dobbiamo investire di più sull’innovazione”. “Vedo la democrazia rappresentativa in forte crisi”. Poi un avviso ai lavoratori, ai giovani che cercano lavoro, ai disoccupati: “Chi non ha le idee è destinato ad avere un salario cinese. Dobbiamo capirlo sia in Italia sia in Europa”. Un avviso lanciato di sfuggita a chi si batte per il lavoro, i diritti dei lavoratori. E un no, “il tema della politica – ripete – lo lascio ad altri”. Poi parla della “piattaforma Rousseau”, l’associazione che si occupa del M5S, lui si occupa di “strategie di rete”. Ma, gli chiede Lilli, il gioco degli scacchi con suo padre… Cerca di motivarlo ad una qualche risposta ed eccola:  “Il contesto degli scacchi in politica non ha senso: in politica non serve la tattica ma qualche ideale, qualche idea, qualche sogno”. Quello di suo padre che voleva “dare rappresentanza politica ad un’ampia fascia di cittadini che non l’aveva”. Lilli lo sprona a parlare delle sue imprese temerarie, scalate delle grandi montagne, canoa in fiumi e torrenti  pericolosi, pesca subacquea.

Niente lo smuove. Torna sempre a Grillo, quasi fosse un secondo padre. “In un movimento aperto è necessario avere una figura che faccia da garante di tutto il Movimento. È giusto che il garante intervenga nei momenti in cui ritenga che le scelte prese possano recare danno al Movimento”. Il caso di Genova insegna, e lì, “Grillo ha esercitato una sua prerogativa”. Quella di cacciare chi non osa avere un pensiero proprio. Che dire ancora di una puntata di “Otto e mezzo”? Una perla quando ha affermato a  proposito della prossima espulsione della candidata sindaca di Genova, vincitrice delle primarie cui Grillo ha annunciato di averla deferita ai probiviri per cacciarla. “Il tema esula dalla trasmissione”. Che qualcuno gli avesse detto quali erano i “temi della trasmissione”? A pensar male… E la perla finale. Con aria triste quasi  rassegnata ha annunciato “Sarà molto raro vedermi in tv”. “Ma no, ha detto Lilli, non ce la dice tutta”. Ma quando è venuta a conoscenza  del flop della trasmissione avrà incrociato le dita, sperando che davvero Davide manterrà la promessa. Gli spettatori sono stati 1,37 milioni, pari al 5,56% di share. Si colloca al 120esimo posto tra le puntate della trasmissione di La7. Lilli Gruber o chi per lei pensava di fare uno scoop, il giovane  Casaleggio in tv. Un’altra volta sia più prudente. Magari mettendo in rete un dibattito vero.

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