Trasporti: anche i pendolari hanno diritto all’alta velocità. Ma il Tar di Torino rinvia il ricorso di Federconsumatori e del Comitato utenti. Il ministro Delrio, finora “assente”, apra un tavolo di discussione

Trasporti: anche i pendolari hanno diritto all’alta velocità. Ma il Tar di Torino rinvia il ricorso di Federconsumatori e del Comitato utenti. Il ministro Delrio, finora “assente”, apra un tavolo di discussione

Il TAR di Torino ha spostato la data della prima udienza, inizialmente prevista per il 10 maggio, al 28 giugno, relativamente al ricorso presentato da Federconsumatori e Comitato Pendolari Alta velocita in data 11 -7-2016 contro l’Autorità dei trasporti, in merito al dispositivo che l’Autorità aveva emanato in riferimento ai pendolari che usufruiscono dell’Alta velocità. Lo spostamento segue la duplice istanza depositata in giudizio dalla difesa di Trenitalia, la quale aveva richiesto la trattazione congiunta del ricorso con il ricorso promosso da Trenitalia.

“Il nostro ricorso, nato e costruito materialmente – afferma una nota di Federconsumtori – e sostenuto non con i soldi pubblici  (Trenitalia) o con  quelli di azionisti miranti, giustamente dal loro punto di vista, a capitalizzare un guadagno (Italo), ma tramite  sottoscrizioni  volontarie da parte di moltissimi pendolari, che oltre a pagare un abbonamento soggetto sempre di più a variabili impazzite, si sono autotassati per permettere la costruzione del ricorso. Ci auguriamo che questo spostamento di data non si ripeta, dal momento che non fa altro che scoraggiare chi cerca di trovare, tramite forme di solidarietà, percorsi di contrasto allo strapotere del più forte, e avvantaggiare chi, grazie a normative non complete o non applicate correttamente, può permettersi di stabilire percorsi che penalizzano una collettività che ha fatto dell’alta velocita un punto di riferimento forte per mantenere il proprio lavoro e il proprio stato sociale e familiare”.

“Ci fa specie che, mentre due donne, le responsabili legali del Comitato,  quotidianamente  dialogano con  una moltitudine di pendolari, spiegando tramite il contatto quasi quotidiano con la nostra Associazione i vari passaggi di questa vicenda – prosegue la nota – ci sia da parte del Ministro Delrio  una ‘assenza totale’  dalla questione che vede il mondo dei pendolari aprire una ‘lotta’ contro chi detiene il potere di stabilire come viaggiare e quanto pagare per viaggiare, dimenticando che ancora oggi l’alta velocità è pagata non solo da chi viaggia ma dalla collettività dei cittadini italiani!

Il diritto a viaggiare con costi sostenibili per chi usa il treno per motivi di lavoro

Al Ministro Delrio ed alle forze politiche che hanno sostenuto le ragioni dei pendolari e della Federconsumatori con varie mozioni presentate al parlamento viene chiesto di aprire un tavolo di discussione che  sembrava fosse stato annunciato dal Governo, ma  non è stato mai attuato. Non riteniamo corretto – conclude la nota – che i pendolari dell’alta velocità, che qualcuno considera delle zavorre e altri dei privilegiati, non vengano neanche ascoltati dal Governo! Chiediamo che sia trovata una soluzione che stabilisca il diritto a viaggiare con costi che permettano la sostenibilità del viaggiare, non per diletto ma per lavoro: mettendo i due gestori Trenitalia e Italo di fronte a posizioni di garanzia per chi viaggia in abbonamento, istituendo una fascia di orari che riconoscano che anche l’alta velocità fa parte del diritto universale a viaggiare. Ai pendolari, che da più di un anno stanno vivendo una situazione di profonda incertezza, chiediamo di continuare ad essere forti e solidali con chi li rappresenta, perché quello che si sta affrontando è veramente un percorso difficile che vede un pezzo di società che ogni mattina si alza per andare al lavoro unirsi contro le prospettive di una palese ingiustizia che, se non battuta, porterà non solo disagio economico ma anche ricadute sociali negative.

Rinnoviamo il nostro sostegno alle responsabili del Comitato Nazionale Pendolari Alta Velocità e ai vari responsabili dei comitati regionali, invitandoli a non scoraggiarsi. Non sempre chi è più forte in termini economici e politici sta dalla parte della ragione e la zavorra, molte volte, si scopre che non solo non è zavorra, ma che è utile e soprattutto di interesse collettivo”.

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