Tpl Roma. Gli autisti non vanno in servizio e i bus restano nei depositi, quasi impossibile lasciare le periferie

Tpl Roma. Gli autisti non vanno in servizio e i bus restano nei depositi, quasi impossibile lasciare le periferie
Protestano contro il ritardo del pagamento dello stipendio gli autisti della Roma Tpl, la società che a Roma gestisce il trasporto pubblico in periferia. Per questo motivo, in questo mercoledì di metà aprile, hanno deciso di riunirsi al deposito della Maglianella e di non far uscire i bus. La protesta, di fatto, ha bloccato circa 40 linee tutte in servizio in zone periferiche. Gli autisti della società lamentano un ritardo di due settimane nel pagamento dello stipendio di marzo. Nel portale ‘muoversi a Roma’ evidenziate le linee che non sono mai uscite dai depositi. Alle 9 risultavano soppresse oltre 40 linee: 023, 024, 025, 027, 028, 030, 031, 032, 035, 036, 037, 086, 088, 146, 546, 889, 892, 907, 912, 982 , 985, 992, 993, 998, 999, C19, 08, 011, 013, 013D, 017, 018, 066, 078, 701, 701L, 703L, 710, 711, 775, 777, 778, 787. Sulla linea 908, invece, è in servizio una sola vettura. Mentre il Campidoglio ha mantenuto una linea defilata sulla vicenda, durissime sono state le reazioni delle opposizioni. Tra i primi ad intervenire il coordinatore romano di Direzione Italia, Ignazio Cozzoli: “Quando i membri della Commissione Mobilità di Roma Capitale si pronunciarono all’unanimità per sostenere l’azione dell’assessore Meleo volta ad avviare per grave inadempimento la risoluzione del contratto di servizio in essere con il Consorzio Roma Tpl mostrarono un grande coraggio, suffragando una tesi che il sottoscritto sostiene da molto tempo. È impensabile pretendere da un gestore di un asilo nido convenzionato il pagamento puntuale degli stipendi dei dipendenti, pena la decadenza dalla convenzione, e non pretendere la medesima cosa da chi esercisce un diritto costituzionale come la mobilità. I dipendenti di Roma Tpl aspettano ancora lo stipendio di marzo (siamo al 19 aprile!!) e solo agli autisti è stato dato un anticipo di 650 euro”.
“In tutto questo Roma Capitale che vigila sull’operato del Consorzio – aggiunge – non ha la decenza di muovere un dito. La risoluzione del contratto di servizio si è arenata, nessuna sanzione pecuniaria per l’inadempimento evidente del contratto inflitta e soprattutto mai la pretesa di una ricapitalizzazione da parte dei soci che, reintegrando il capitale, consentirebbe delle rinnovate linee di credito. Mi spiace per i lavoratori, ma la colpa di questa situazione è di chi da troppo tempo sceglie di ignorare il problema, a cominciare dal Sindaco e dall’Assessore alla Mobilità Meleo”. Da registrare anche l’intervento del deputato del Pd Stefano Pedica: “Raggi intervenga subito per tutelare gli autisti del Consorzio Roma Tpl. È intollerabile che continuino a subire ritardi nel pagamento degli stipendi. Bisogna pensare ai lavoratori ma anche ai cittadini che oramai sono sempre più esasperati a causa dei disservizi e degli scioperi. Il grido di aiuto lanciato dagli autisti di Roma Tpl non può restare inascoltato dal Campidoglio. E’ arrivato il momento di trovare una soluzione per il bene di tutti”, aggiunge Pedica.
 

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