Terremoto, gli agriturismi del cratere del sisma hanno perso 30 milioni di euro e il 45% delle presenze. Appello a tornare

Terremoto, gli agriturismi del cratere del sisma hanno perso 30 milioni di euro e il 45% delle presenze. Appello a tornare

Dopo i terremoti che hanno sconvolto le regioni centrali, il turismo, soprattutto quello legato all’agricoltura non riparte come si aspettavano gli operatori del settore, ma solo con percentuali che non riusciranno, a meno di miracoli, a colmare il buco economico che decine, centinaia di imprese sono costrette, comunque a fronteggiare. A denunciarlo è la Cia-agricoltori italiani che così descrive la drammatica situazione: “Dopo i ripetuti terremoti in Centro Italia, le strutture ricettive ‘verdi’ di Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio continuano a fare la conta delle perdite. L’effetto ‘suggestione’ generato attorno al sisma ha bloccato i turisti, nonostante la maggior parte delle 3.852 aziende agrituristiche presenti nelle 4 regioni si trova in aree lontane dal cratere, in cui sono rispettate tutte le norme di staticità e sicurezza. Il conto secco si traduce in una perdita secca già quantificata in più di 30 milioni di euro di mancati incassi, con una flessione generale di presenze, rispetto al 2015, del 45 per cento”.

La rinascita del centro Italia passa anche con la ripresa delle attività legate all’agricoltura

“La Cia rilancia l’appello degli operatori iscritti a promuovere il soggiorno in campagna per le prossime festività in calendario, ora rafforzato da uno spot che la Presidenza del Consiglio dei Ministri inizia a veicolare, in questi giorni, sui media”. “Secondo Turismo Verde-Cia, infatti, – prosegue la nota – la rinascita del Centro Italia passa anche per le imprese agricole e agrituristiche che sono fondamentali per garantire la tenuta del tessuto socio-economico di queste zone del Paese, soprattutto delle aree interne. Per questo, l’organizzazione richiede a gran voce alle Istituzioni di promuovere il turismo rurale, non solo con spot pubblicitari, sicuramente utili, ma anche attraverso misure incentivanti come sgravi fiscali o ‘sconti famiglia’. D’altra parte, come raccontano i dati di settore dell’Ufficio studi della Cia la situazione permane difficilissima: le 2.450 strutture agrituristiche nelle Province colpite dal terremoto registrano un ‘flop’ di prenotazioni, anche se si segnala una piccola ripresa negli ultimissimi giorni.

Oltre 650 agriturismi hanno perso per danni e fatturato 12 milioni di euro

Ancora più grave la perdita economica per gli agriturismi che si trovano all’interno del cratere del sisma: 655 aziende che, tra danni e assenza di fatturato, hanno già visto sfumare circa 12 milioni di euro dal 24 agosto a oggi”. “Con più di un miliardo di euro di fatturato medio annuo (circa 45 mila euro per azienda) il movimento agrituristico in Italia è un fenomeno in costante crescita dal 1985 (anno in cui venne riconosciuto per legge) e negli ultimi dieci anni è cresciuto del 55 per cento, rappresentando uno dei pilastri più performanti del settore primario e dell’economia nazionale. Il ruolo multifunzionale dell’azienda agricola ha consentito di garantire, oltre alla manutenzione e alla difesa di territori e paesaggi tipici, un indotto non secondario per le altre attività turistiche e commerciali.

Sulla dorsale appenninica centrale disponibili 240mila posti letto e 430mila coperti a tavola

Solo nelle regioni della dorsale appenninica colpite dal terremoto questo valore complessivo è quantificabile in circa 300 milioni: sinonimo di occupazione, sviluppo e oggi possibilità di rinascita. Con quasi 240 mila posti letto e oltre 430 mila coperti a tavola, l’agriturismo è un volano su cui ora si può riattivare l’economia dell’Appennino e la ricostruzione di aree interne oggi in grave difficoltà e a rischio abbandono e spopolamento. Bisogna spegnere le paure ingiustificate e tornare a riempire gli agriturismi e le strutture ricettive di tutto l’Appennino”.

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