Sisma Centro Italia. La Ri-Scossa dei terremotati. Salaria bloccata fino alle 15. Presidio a Montecitorio e al Pantheon. Vogliono fatti

Sisma Centro Italia. La Ri-Scossa dei terremotati. Salaria bloccata fino alle 15. Presidio a Montecitorio e al Pantheon. Vogliono fatti

“Dal 15 gennaio manifestiamo. Significa che lo Stato ha fallito. Ci hanno detto che non ci avrebbero lasciati soli, sono riusciti ad abbandonarci”, parole di rabbia dei manifestanti delle zone terremotate del Centro Italia, che sabato sono scesi in piazza per chiedere attenzione, ascolto e fatti. Un tavolo tecnico per prima cosa, che coinvolga il governo, la protezione civile e i capigruppo dei partiti entro una settimana, altrimenti, assicurano, ci saranno nuove proteste in tutta Italia. Sabato i manifestanti hanno organizzato dieci presidi sui territori colpiti e uno davanti a Montecitorio, che poi, snodandosi per le stradine del centro storico della capitale, ha raggiunto il Pantheon.

Con alcuni trattori hanno bloccato la via Salaria all’altezza di Amatrice, Norcia e Arquata. “Il reale problema – spiega una coltivatrice di Torrita di Amatrice alle telecamere di Rainews24 – è che le nostre terre sono abbandonate dal 24 agosto. Si sta pensando a ricostruire scuole, cinema, ospedali. Ma il problema vero è lo spopolamento. Era importante far rimanere la nostra gente sul proprio territorio, perché avrebbe significato far ripartire il territorio”. “Non si sta più parlando di viabilità – aggiunge una manifestante – Dobbiamo fare le strade altrimenti restiamo isolati. La gente non può raggiungere Amatrice, ma come facciamo a far ripartire il territorio?”.

“La situazione del Centro Italia si aggrava di giorno in giorno – si legge nel manifesto-volantino che annunciava la manifestazione -. A quasi otto mesi dal primo sisma quello che rimane dei nostri paesi sono solo le macerie. Il Centro Italia sta morendo e nessuno interviene, ci avevano detto che non ci avrebbero lasciati soli, e invece l’hanno fatto”. “La situazione è critica – ha commentato un uomo alle telecamere di Rainews24 in presidio a Grisciano, in provincia di Rieti -, i politici ci hanno detto un sacco di bugie”. Una commerciante chiede il ripristino dei negozi colpiti a costo zero: “Non possiamo accendere mutui per pagare l’Iva”.

“I terremotati vivono in una situazione estremamente difficile e di grande disagio e chiaramente vanno compresi. Mi sento anche di dire, però, che lo Stato sta cercando di dare delle risposte, che sono delle risposte in divenire, anche perché la situazione del terremoto è andata avanti per molti mesi” e “cercheremo di fare di tutto per venire incontro”, ha detto la presidente della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, a margine dell’inaugurazione dell’anno accademico dell’Università del Molise a Campobasso, rispondendo a una domanda sulle manifestazioni di sabato. “Ci sono state più iniziative, più decreti, proprio perché più volte – ha sottolineato Boldrini – la terra è tornata a tremare. Io penso che bisogna fare in modo che le loro richieste vengano quanto più possibile ascoltate. Ciò detto, ritengo anche che c’erano dei tempi fin dall’inizio. Mi ricordo quando io stessa a fine agosto, stando nelle zone del terremoto, fin da subito dissi che per avere le casette bisognava aspettare almeno sette mesi”.

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